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FAO: 854 MLN PERSONE SOFFRONO LA FAME,NESSUN CALO DAL 199O
DIOUF, TRISTE VERITA'; OBIETTIVO DIMEZZARE NUMERO ENTRO 2015.
(ANSA) - ROMA, 30 ott - Al mondo ci sono 854 milioni di persone che soffrono la fame. E questo numero non e' mai calato dal 1990-1992. E' la Fao a lanciare l'allarme con il Rapporto annuale sullo Stato di Insicurezza Alimentare nel mondo (Sofi), presentato oggi nella sede romana dell'agenzia delle Nazioni Unite. Le ultime rilevazioni della Fao si riferiscono al periodo 2001-2003 e tracciano un quadro a tinte fosche: sono ancora 854 i milioni di persone sottoalimentate nel mondo, di cui 820 milioni vivono nei Paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei Paesi in transizione e 9 milioni nei Paesi industrializzati.
lunedì 30 ottobre 2006
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Il bene comune della Terra. In marcia sulle vie ribelli alla razzia dei saperi.
Intervista a Vandana Shiva di Tommaso Rondinella e Duccio Zola.
Quando inizia a parlare Vandana Shiva le sue parole hanno il tono pacato
dell'argomentazione. Ma quando arriva al cuore della sua riflessione, il timbro di voce diventa più imperioso, come chi è talmente sicura di ciò che sta sostenendo che deve dirlo con forza e foga. Laureata in fisica quantistica e in economia, ricercatrice per molti anni, Vandana Shiva fa parte di quegli “scienziati dai piedi scalzi” che a un certo della loro vita hanno lasciato i laboratori per verificare gli “effetti collaterali”, cioè le conseguenze delle loro ricerche e scoperte. Per questa indiana nata in uno stato nel nord dell'india, il punto di svolta è stato quando si è imbattuta in un progetto della Banca mondiale che aveva distrutto l'economia locale di una regione indiana.
domenica 29 ottobre 2006
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America Latina di fronte alla globalizzazione.
Intervento di Ignacio Ramonet - Direttore de "Le Monde Diplomatique" all'Auditorio "Roberto González" - UNAN Managua - Nicaragua.
Tutti gli studenti latinoamericani devono avere idee chiare su come il
fenomeno della globalizzazione si è diffuso in America Latina, che
conseguenze ha avuto la sua applicazione e quale è stata la reazione della
società latinoamericana di fronte a questo fenomeno economico, politico e
sociale.
Che cosa chiamiamo globalizzazione?
La globalizzazione è un fenomeno che pretende di essere unicamente economico
e pretende di esserlo con molta arroganza. In realtà pretende di essere
l'unica formula economica che funzioni, basandosi sul principio del
neoliberalismo. Cioè, l'idea che dopo il fallimento dell'Unione Sovietica
non esistano oramai vie alternative in materia economica.
sabato 28 ottobre 2006
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Le tribù del cibo tra piacere e timore per gli Ogm.
L'indagine Demos-Coop dimostra la crescente
consapevolezza dei consumatori per i prodotti eco-solidali e biologici.
Gusto, fantasia e solidarietà, come mangiano gli italiani.
ROMA - Il cibo non è solo la routine quotidiana del nutrirsi. Si intreccia
a un diffuso sentimento di insicurezza alimentare, a forme di impegno (il
consumo critico), al piacere della socialità e del mangiar bene, allo star
bene. Gli italiani vivono il rapporto con il cibo secondo queste diverse
modalità. È quanto emerge dai risultati dell'11° indagine dell'Osservatorio
sul Capitale sociale curata da Demos per Coop, che ha voluto approfondire i
significati del consumo alimentare come fenomeno sociale.
venerdì 27 ottobre 2006
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Pomodori rosso sangue, anche in Spagna.
SPAGNA – Almeria "Immaginate quello che avviene in Puglia, con i braccianti immigrati sfruttati per la raccolta dei pomodori. In Italia, nelle ultime settimane, è stata storia da copertina. Poi
moltiplicatelo a dismisura. Servirà a darvi l'idea delle disumane condizioni di vita in cui versano centinaia di migliaia di africani,
rumeni, ucraini di stanza in Europa".
venerdì 20 ottobre 2006
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MANIFESTO DEL MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICE.
Lo yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 5 euro al litro, viene confezionato al 95 per cento in vasetti di plastica quasi tutti monouso, raggruppati in imballaggi di cartoncino, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui e stato formato.
Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con opportune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conservanti ed è ricchissimo di batteri.
lunedì 9 ottobre 2006
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Appello alla mobilitazione "Vincere la fame si deve".
Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare
Appello alla mobilitazione “Vincere la fame si deve”
1 ottobre – 4 novembre 2006
Sono passati 10 anni dal primo Summit Mondiale sull’Alimentazione promosso dalla FAO nel
corso del quale si fissò l’obiettivo di dimezzare il numero di affamati entro il 2015. La società civile denunciò allora lo scarso coraggio di quell’obiettivo e le strategie predisposte per conseguirlo.
domenica 8 ottobre 2006
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MANIFESTO DEL DOPOSVILUPPO.
La corrente di pensiero che si riferisce alla decrescita ha conservato fino a oggi un carattere quasi confidenziale. Nel corso di una storia già lunga ha prodotto, ciò nonostante, una letteratura non disprezzabile che si trova rappresentata in numerosi campi di ricerca e d'azione nel mondo.1
Nata negli anni sessanta, il decennio dello sviluppo, da una riflessione critica sui presupposti dell'economia e sul fallimento delle politiche di sviluppo, questa corrente riunisce ricercatori, attori sociali del Nord come del Sud portatori di analisi e di esperienze innovatrici sul piano economico, sociale e culturale. Nel corso degli anni si sono intrecciati dei legami spesso informali tra le sue diverse componenti e le esperienze e le riflessioni si sono mutuamente alimentate. Il movimento per la decrescita s'inscrive dunque nel più ampio movimento dell'International Network for Cultural Alternatives to Development (INCAD) e si riconosce pienamente nella dichiarazione del 4 maggio 1992. Intende proseguire e ampliare il lavoro così cominciato.
domenica 8 ottobre 2006
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IL PROGRAMMA DELLE 8 R, per la decrescita serena, pacifica e solidale.
La “società della decrescita” presuppone, come primo passo, la drastica diminuzione degli effetti negativi della crescita e, come secondo passo, l’attivazione dei circoli virtuosi legati alla decrescita: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un miglior modo di vivere. Questo processo comporta otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte insieme possono portare, nel tempo, ad una decrescita serena, conviviale e pacifica.
sabato 7 ottobre 2006
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Campagna per la decrescita. I primi 10 consigli per entrare nella resistenza con la decrescita.
1. Liberarsi dalla televisionePer entrare nella decrescita, la prima tappa è prendere coscienza dei propri condizionamenti. Il rimo portatore di condizionamenti è la televisione. La nostra prima scelta sarà di liberarsene. Così come la società dei consumi riduce l’uomo alla sua dimensione economica – consumatore -, la televisione riduce l’informazione alla superficie, l’immagine. Media della passività, quindi della sottomissione, non smette di far regredire gli individui. Per sua natura, la televisione richiede la rapidità, non tollera i discorsi approfonditi. La televisione inquina al momento della sua produzione, durante l’utilizzo e poi come rifiuto.Noi le preferiamo la nostra vita interiore, la creatività, imparare a fare musica, fare ed assistere a spettacoli viventi…Per tenerci informati abbiamo delle scelte: la radio, la lettura, il teatro, il cinema, incontrare gente, ecc.
venerdì 6 ottobre 2006
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