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CIVILTÀ CONTADINA LANCIA OGGI UFFICIALMENTE LA Campagna popolare per una legge che RICONOSCA L'AGRICOLTURA CONTADINA E LIBERI IL LAVORO DEI CONTADINI DALLA BUROCRAZIA.
Il 17 gennaio 2009 è partita ufficialmente una nuova campagna con raccolta di firme organizzata da Civiltà Contadina assieme ad altre quattro associazioni (Consorzio della Quarantina, CIR, Antica Terra Gentile, Rete Bioregionale Italiana) per rendere possibile la rinascita della figura del contadino e della contadina. La decisione di promuovere questa campagna è stata presa a metà estate 2008 e ora diventa operativa e coinvolge tutti i soci. Vi chiediamo di partecipare firmando e facendo firmare la petizione contenente la proposta di legge che rappresenta il primo passo di questa campagna popolare. Trovate tutto sul sito www.agricolturacontadina.org mentre il testo integrale della petizione è in appendice a questa email.
giovedì 26 marzo 2009
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Greenpeace denuncia i rischi del nuovo super-parassita ogm.
Roma, Italia — Si materializzano i problemi legati alle colture Ogm da
sempre denunciati da Greenpeace. Ora uno studio, pubblicato su Nature
Biotechnology, dimostra che un parassita del cotone, il lepidottero
Helicoverpa Zea, ha sviluppato la resistenza alle piante che sono state
geneticamente modificate per uccidere gli insetti della sua specie. Questo
super-parassita si e’ sviluppato nelle piantagioni di cotone Ogm in
Mississippi e Arkansas, e ora gli agricoltori sono costretti a fare maggior
ricorso ad antiparassitari per sconfiggere il super-parassita. Una sorte che
potrebbe toccare presto anche ad altre colture, continuando ad arricchire le
aziende biotech a svantaggio dell’ambiente.
lunedì 11 febbraio 2008
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Lavorare meno.
Per capire cosa sia la decrescita, e come possa costituire il fulcro di un paradigma culturale capace di orientare sia le scelte di politica economica, sia le scelte esistenziali, è necessario fare chiarezza su cosa è la crescita economica.
Generalmente si crede che la crescita consista nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno. In realtà l'indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo [Pil], si limita a calcolare, e non potrebbe fare diversamente, il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro. Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni.
venerdì 3 agosto 2007
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SINTESI DEL RAPPORTO ADDITIVI CHIMICI NEI PRODOTTI DI CONSUMO, 2005.
Riassunto:
Questa ricerca, commissionata da Greenpeace Italia ad un laboratorio
indipendente olandese (TNO), ha l’obiettivo di rilevare la presenza di composti
pericolosi in 12 beni di consumo acquistati sul mercato italiano: detergenti per la
casa, giocattoli, T-shirt sportive, lettori DVD e detergenti per bambini. Il risultato
più preoccupante è che proprio i prodotti per bambini, come giocattoli, T-shirt
sportive, prodotti per la pulizia dei neonati, contengono i livelli più elevati delle
sostanze pericolose sottoposte ad analisi, incluso ftalati, alchilfenoli,
organostannici e muschi sintetici. Queste evidenze dimostrano come i bambini
siano sottoposti ad una maggiore esposizione chimica rispetto agli adulti,
nonostante sia una fascia di popolazione molto più vulnerabile agli effetti dei
composti pericolosi.
sabato 28 luglio 2007
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Come toglierci dalla testa il mito della crescita.
Come toglierci dalla testa il mito della crescita
articolo / di Maurizio Pallante
* saggista
Se il numero di coloro che si autoproducono lo yogurt crescesse in misura rilevante, diminuirebbe la domanda di yogurt prodotto industrialmente. Di conseguenza, le industrie del settore dovrebbero ridurre i loro addetti nonché gli ordini di vasetti di plastica, coperchietti di alluminio e cartoncini stampati per le confezioni. Le aziende che fabbricano questi prodotti dovrebbero a loro volta sfoltire il numero degli occupati e diminuirebbe anche il numero dei camion che portano su e giù per l’Italia gli yogurt, i vasetti di plastica, i coperchietti di alluminio e i cartoncini stampati. Toccherebbe allora alle aziende di logistica licenziare e ridurre gli ordini di carburante per autotrasporto. L’eccesso di produzione si estenderebbe quindi alle raffinerie, che sarebbero costrette a licenziare e diminuire le importazioni di petrolio. Ci sarebbe infine una riduzione di plastica, alluminio e cartoncino nei rifiuti, per cui le aziende che li raccolgono e/o gestiscono le discariche e gli inceneritori vedrebbero diminuire i loro utili e sarebbero costrette a ridimensionare gli organici.
lunedì 16 luglio 2007
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Gusto bio
E' ben lontana l’epoca in cui le abitudini alimentari seguivano il ritmo delle stagioni e le particolarità del territorio. Oggi chi vuole mangiare bene deve fare scelte drastiche. A cominciare dal varcare meno spesso la soglia del supermercato sotto casa, così pronto a soddisfare qualunque sfizio culinario anche di domenica mattina, e scegliere modi diversi di approvigionamento, che garantiscano la qualità dei prodotti ma anche il loro minor impatto ambientale possibile. E quelli che possono restituire i sapori perduti sono i prodotti targati «bio», quelli che provengono direttamente dal produttore, oppure reperibili nei mercatini biologici o grazie ai 380 Gruppi di acquisto solidale [i Gas] che esistono in Italia.
lunedì 16 luglio 2007
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Merda & merdaccia.
intervista a Massimo Carlotto di Gianni Belloni [da Carta n.26/2007]
Nel gergo di Gigi Vianello, il protagonista di «Mi fido di te», «merda» e «merdaccia» hanno un senso preciso. «Merda» sono gli alimenti con un livello medio/ basso di sofisticazione. Sono quelli che, a dosi piccole, fanno danni solo nel lungo periodo. «Merdaccia», invece, è il cibo talmente irriconoscibile e mutato chimicamente da poter essere anche letale. La «merda» è destinata al mercato italiano, la «merdaccia » invece finisce spesso in Grecia. Spesso, ma non sempre.
Dopo aver letto il romanzo di Massimo Carlotto e Francesco Abate gli scaffali del supermercato diventano un campo minato: ci si aggira guardinghi, cercando di evitare tutto ciò che più facilmente si presta alla manipolazione chimica. «Mi fido di te», però, è anche un trita- miti: quello del nordest onesto e operoso, già massacrato da Carlotto e Marco Videtta in «Nordest» [edizioni e/o, 2006], ma anche quello della Sardegna «felix», che Abate aveva sviscerato in «Getsemani» [Frassinelli, 2006]. E soprattutto il mito del cibo italiano, che in tempi di globalizzazione del gusto e di arroccamenti gastroleghisti diventa il fondamento di identità inventate, nazionali, locali e perfino familiari.
lunedì 16 luglio 2007
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Dopo quella sull’acqua, una narrazione per l’energia.
DOVREMMO INTERROGARCI SULLE RAGIONI per cui l’attuale fase storica, contrariamente a quella che si sta chiudendo forse definitivamente con la fine del Novecento, comincia ad anteporre le questioni della vita a quelle dell’economia. Non ancora a livello delle scelte politiche, almeno della parte ricca e privilegiata del mondo, intenta a procrastinare quanto più possibile una improbabile dimensione della crescita, quanto nella coscienza diffusa dei movimenti e nella percezione ancora incerta ma allarmata delle popolazioni, alle prese con un mutamento imprevedibile e ostile del comportamento della natura. Un mutamento rilevabile, per la prima volta nella storia della civiltà, nello spazio e nel tempo della propria vita individuale.
lunedì 16 luglio 2007
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Cerchi di decrescita.
Se è vero che la nostra società è drogata dallo "sviluppiamo", dalla dipendenza dal possesso di merci, le uscite possono essere solo due: rimanerci secchi intossicati; oppure salvarsi affrontando le inevitabili crisi di astinenza. Nel secondo caso i metodi sono un paio: alla Muccioli, cioè affidandoci ad autorità esterne "forti" che ci imporranno costrizioni e violenze "per il nostro bene", oppure trovando in noi stessi la forza di scegliere di rimotivare la nostra vita, modificando stili e comportamenti.
lunedì 16 luglio 2007
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Autodistruzione?
[Serge Latouche, Carta 23/07]
Intervista a Serge Latouche di Arturo Zilli
Serge Latouche, antropologo dell'economia, osservatore attento dei movimenti sociali in Europa e nel Sud del mondo, filosofo e teorico della decrescita, è stato a Bolzano, invitato dal Centro per la Pace, per presentare il suo libro "La scommessa della decrescita" [Feltrinelli]. Il suo nuovo lavoro demolisce ogni fondamento della crescita economica illimitata, parola d'ordine dei governi di destra e di sinistra, che vi intravedono la soluzione per tutti i mali. E, invece di invocare un fuorviante "sviluppo sostenibile", Latouche sostiene che ci si dovrebbe impegnare per una società della decrescita, fondata sulla qualità piuttosto che sulla quantità, sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione.
martedì 26 giugno 2007
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