Cerca Contatti Archivio
 
La mappa delle crisi aziendali. Un autunno caldo...

Anche quest'anno la crisi non va in vacanza. Agosto è alle porte e come ogni anno, tra qualche giorno, le attività ministeriali si fermeranno per riprendere a settembre. Una pausa estiva che, nell'attuale situazione di crisi economica e sociale, per centinaia di migliaia di lavoratori i cui destini occupazionali sono appesi ad un filo non fa altro che prolungare l'attesa estenuante di una soluzione. Ecco i dati del dossier redatto dalla Cgil e pubblicato sul suo sito. A luglio 2012 sale a 131 il numero delle vertenze che vengono discusse con maggiore frequenza al Ministero dello Sviluppo Economico (erano 109 a gennaio 2011) per un totale di 163.152 lavoratori coinvolti (135.839 a gennaio 2011), secondo i dati dello stesso MISE. Cifre che crescono vertiginosamente, è indispensabile ricordarlo, se si considerano gli innumerevoli altri casi di crisi aziendali non ancora giunte al Ministero, ma già avviate a livello territoriale che contribuiscono a mettere in ginocchio il tessuto industriale ed occupazionale di intere Regioni. Per questo occorre risolvere, al più presto i singoli casi di crisi presenti a partire dai Tavoli aperti al Ministero dello sviluppo economico, che avverte la CGIL “non possono concludersi con il solo intervento degli ammortizzatori sociali”. Sono tante, troppe, le crisi industriali che in lungo e in largo attraversano tutto lo stivale, dal 2009 ad oggi oltre 30mila imprese hanno chiuso i cancelli lasciando a casa intere famiglie. Siamo ormai al quarto anno di Cassa integrazione, un ammortizzatore sociale del quale ad oggi usufruiscono circa 500mila lavoratori che, in media, hanno visto diminuire il proprio reddito di circa 4mila euro. Dunque, un quadro decisamente preoccupante quello che si è delineato in Italia sotto tutti i punti di vista e che rende necessario e urgente, come ribadito sempre più spesso in questi mesi dalla CGIL “un disegno di politica industriale con al centro gli investimenti e l'innovazione” senza il quale “c'è solo il perdurare della recessione”. Il Governo deve cambiare rotta e indirizzarla verso lo sviluppo e la crescita, ossia verso la creazione di lavoro, che rimane la vera emergenza del paese. Al contrario tutti i provvedimenti varati fin'ora dall'esecutivo basati su tagli lineari non hanno fatto altro che colpire lavoratori, giovani e pensionati, ossia quelle persone già messe a dura prova dalla crisi economica. Per la CGIL infatti “il decreto sviluppo non è all'altezza della gravità della crisi, serve un deciso cambio di rotta, in netto contrasto con le politiche rigoriste e recessive fin qui adottate”. L'Italia della crisi . A tanti di noi capiterà di recarsi in vacanza proprio nei luoghi delle maggiori vertenze simbolo di questa crisi, luoghi che sono stati e sono tutt'ora scenario di accese proteste portate avanti da lavoratori e sindacati. Basti pensare alla Sicilia con la FIAT di Termini Imerese, o alla Sardegna e in particolare alla zona del Sulcis fortemente martoriata dalla crisi con gli stabilimenti Alcoa ed Eurallumina di Portovesme, alle province di Matera, Bari e Taranto con la profonda crisi che sta investendo il distretto del mobile imbottito e ancora la Campania con la difficile vicenda Fincantieri di Castellammare di Stabia e protagonista a Napoli il 2 luglio scorso di una importante manifestazione unitaria che ha voluto porre l'attenzione sulla drammatica situazione in cui versa la regione. Ma la crisi industriale non risparmia nessuno e morde anche al Centro e al Nord della penisola colpendo le imprese di elettrodomestici in Umbria, nelle Marche e in Friuli, o il distretto della ceramica e le industrie tessili della Toscana passando per la Vinyls di Porto Marghera. Di seguito riportiamo in breve, alcune delle maggiori crisi industriali che aspettano ormai da troppo tempo una soluzione e che coinvolgono un grandissimo numero di lavoratori.
lunedì 30 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Democrazia è PARTECIPAZIONE.

L'aggregazione tra Acegas-Aps e Hera è lanciata verso la stretta finale, lasciando ad ogni passaggio dubbi e perplessità sempre più profonde. Una scelta così importante andrebbe maggiormente ponderata e discussa a tutti i livelli, sia politico-istituzionali, parti sociali, cittadini ed invece come in un pessimo film di fantascienza il nostro orwelliano sindaco-sceriffo lancia la sua benedizione attraverso Facebook dichiarando l'operazione “ bella e vantaggiosa “.
lunedì 30 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Eduardo Galeano: due secoli di conquiste operaie buttati nel cestino.

Dal suo solito tavolino del Cafè Brasilero in centro città, lasciando fuori dalla finestra il freddo dell’inverno del sud, Eduardo Galeano continua a dire che “la grandezza dell’umanità risiede nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, compiuti ogni giorno da persone senza un nome che neanche sanno cosa davvero stanno facendo”. La sua risposta si confonde con le vicende narrate nel suo ultimo libro “Los hijos de los días” nel quale 366 storie, una per ogni giorno dell’anno, raccontano molte piccole verità. La crisi europea viene gestita dai leader politici con l’utilizzo della retorica legata al “sacrificio del popolo”. E’ lo stesso tipo di retorica utilizzata dagli ufficiali per mandare le reclute al massacro: c’è meno odore di polvere da sparo ma non meno violenza. Esiste un sistematico piano, a livello globale, che mira a buttare nel cestino due secoli di conquiste dei lavoratori. Un piano che vuole riportare indietro l’umanità in nome di un salvataggio nazionale. Questo è un mondo organizzato per specializzarsi nello sterminio degli “esseri umani”. Si va avanti condannando la violenza dei poveri, la violenza di coloro che muoiono di fame. E la violenza contraria riceve invece plauso ed onori.
domenica 29 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Teoria e pratica di un contagio. Ovvero come in Spagna gli impiegati pubblici e il 15M cominciano a mescolarsi.

Nell’ultima settimana stiamo vivendo una situazione inedita, sconosciuta e imprevedibile: da giorni lavorartici e lavoratori del settore pubblico bloccano le strade ed eccedono l’organizzazione sindacale ormai superata da forme di organizzazione inconsuete. I concentramenti e i presidi si convertono in blocchi delle strade, i blocchi in manifestazioni che bloccano il centro della città e che si estendono per ore. Senza più bandiere ma cartelli improvvisati e/o uniformi da lavoro, in un miscuglio di rabbia, senso di legittimità e potenza hanno aperto una nuova onda di espressione del malessere con “forme 15M” ma anche “oltre” le strutture formali del 15M. In più questo processo sta aiutando a disattivare l’idea del “funzionario conformista” che, data la sua posizione privilegiata lotterebbe solo per mantenere le proprie condizioni personali e non per difendere ciò che è di tutti, ovvero i servizi pubblici.
sabato 28 luglio 2012
Leggi l'articolo...


La normalità a cottimo: ritornare a Nardò a un anno dallo sciopero.

A Nardò (Lecce) è tornata la normalità. Giusto un anno fa, il 31 luglio 2011, uno sciopero di due settimane era riuscito a rompere il silenzio sulla condizione lavorativa dei migranti nell’agricoltura meridionale. Ora la Masseria Boncuri, luogo in cui era nata e cresciuta quella protesta, è un posto spettrale: fuori erbacce e spazzatura, dentro escrementi e fili tagliati. Facile rendersi conto che non si tratta di vandalismo o di ruberie di pochi metri di filo di rame: i responsabili sono da ricercarsi piuttosto tra gli scagnozzi locali. L’esperienza doveva essere zittita e sfregiato il luogo in cui si è costruita.
sabato 28 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Usa, il "MCimpiego" e le falsità sull'occupazione. "Part-time vuol dire povertà".

Ne aveva parlato più di dieci anni fa Naomi Klein in quel libro che è diventato un cult, “No Logo”, e già allora la questione dei “McJobs” stava diventando un serio pericolo per tutta quella classe dei lavoratori impiegati nel settore dei servizi e della vendita al dettaglio. Settore in rapida crescita dalla metà degli anni ’90, la vendita al dettaglio negli Stati Uniti ha conosciuto una fase di espansione senza limiti a seguito del fiorire ad ogni angolo di Starbucks e Walmart e quindi un’ impennata di richieste di lavoratori che, per esempio, si infilassero un mccappellino e vendessero hamburger per ricevere un compenso orario. Questa strategia di coprire ogni centimetro quadrato di territorio vergine con il proprio marchio e saturare il mercato per far fuori la concorrenza, è stata resa possibile dagli enormi margini di profitto che le aziende hanno fatto sganciandosi completamente dal ciclo della produzione dei prodotti e sub-appaltando a terzi quella delicata fase, apponendo poi sul prodotto finito il loro logo e vendendolo a cifre esorbitanti.
giovedì 26 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Guerra del marketing, un Big Mac sul podio.

Alcuni atleti Usa pronti a inscenare una protesta a piedi nudi contro le scarpe con la «virgola» Se ti porti il panino da casa o usi termini come oro, argento e bronzo, te la vedrai con la polizia del brand Appeso alle grate metalliche della stazione ferroviaria del London Bridge, campeggia da lunedì un tabellone pubblicitario che reca la seguente scritta. «Sponsor ufficiale del più grande evento sportivo di Londra quest'anno». Poco sotto il carattere si fa leggermente più piccolo e recita ancora. «Ecco, l'abbiamo detto. Ehm... ci riferiamo alla Londra francese». Firmato Paddy Power, agenzie di scommesse irlandese, una delle più famose del Regno Unito. Attorno a questa bizzarra trovata pubblicitaria che strizza l'occhio alle Olimpiadi ma si riferisce in realtà a una gara di corsa con uovo e cucchiaio, molto in voga nelle scuole elementari inglesi ma organizzata in questo caso in un paesino francese chiamato London dalle parti di Savigny-sur-Seille, si è scatenata una guerra di marketing tra il Comitato organizzatore di Londra 2012 (Locog) e i bookmaker di Dublino. Il primo ha ordinato ai secondi di rimuovere immediatamente la pubblicità in quanto infrange le severissime regole in tema di sponsor stabilite dal Cio. Per tutta risposta, Paddy Power si è rivolta a uno studio legale londinese per ottenere un pronunciamento dell'Alta Corte di giustizia che blocchi l'azione legale del Locog. È una sfida all'ultimo colpo assolutamente degna di nota, non solo perché le scommesse sono un'istituzione e un pezzo di cultura sportiva britannica intoccabile (si può giocare su tutto, anche sulla possibilità che il sindaco Boris Johnson - famoso per la sua chioma biondo platino - si dia fuoco ai capelli prendendo in mano la torcia olimpica). Ma anche e soprattutto perché, in attesa che gli atleti si prendano il palcoscenico di questa XXX Olimpiade dell'era moderna, la guerra degli sponsor è la migliore cartina di tornasole possibile per capire cosa bolle davvero nel calderone del circo olimpico.
giovedì 26 luglio 2012
Leggi l'articolo...


«AcegasAps è in svendita Referendum sulla fusione».

Il Movimento Cinque Stelle l chiede un referendum sulla fusione tra AcegasAps ed Hera. «Conviene solo al colosso bolognese, è la svendita per 30 denari del controllo dei contribuenti sui servizi locali» afferma Giovanni Endrizzi, portavoce dei grillini padovani. Alla Fornace Carotta è stato analizzato il bilancio: «Dati pubblici, accessibili in Internet: eppure nessuna forza politica del consiglio comunale, nemmeno i partiti di opposizione, ha avuto interesse ad analizzarli e a denunciare la grave situazione» chiosa Giovanni Maria Martignano, ingegnere che ha spulciato le cifre.
giovedì 26 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Spagna, la protesta continua: il popolo contro la casta e contro la politica incapace di decidere.

Una marcia di protesta da plaza Neptuno a Puerta del Sol . Anche oggi a Madrid è l’ora della protesta. E’ così da giorni ormai. Soprattutto tra i dipendenti pubblici, che rischiano di rimanere senza stipendio. Sono loro a tenere viva la tensione del movimento che è anche movimento contro la casta. La crisi, infatti, sta portando a galla differenze sociali inedite. E i politici, a tutti i livelli, emergono per i privilegi e le “corsie preferenziali”.Non a caso lo slogan più diffuso in questi giorni è “il prossimo disoccupato sarà un deputato”. Quello che più colpisce è la dimensione oceanica dei cortei, l'alleanza trasversale tra i vari ceti sociali, e la rete di solidarietà che cresce senza sosta. Alla inettitudine della pubblica amministrazione si va via via sostituendo uno "stato nello stato" fatto di relazioni concrete e di condivisione. "Democracia real ya" è lo slogan riportato negli striscioni di quasi tutte le manifestazioni. La Spagna è di fatto un paese che ha perso qualsiasi sovranità. A causa della crisi e dalla dinamica innescate dalla speculazione immobiliare banche e debito sovrano sono in mano all'Europa. E' di oggi, infatti, la notizia di un prossimo massiccio acquisto di bonos da parte dell'Efsf. Le autonomie, intanto, si vanno sciogliendo.
giovedì 26 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Un’altra economia per una nuova Europa.

Una classe dirigente inetta, incolta, arrogante, asservita sta portando alla rovina l’Europa e con essa le principali conquiste che il movimento operaio e la cultura democratica avevano realizzato nel corso di un secolo. Contrattazione collettiva, pieno impiego, diritti sindacali, sanità, pensione, istruzione, ricerca e cultura come diritti universali: promossi per il bene di tutti e non nel solo interesse di chi li paga o ne beneficia. La combinazione di tante manchevolezze nelle nostre classi dirigenti è riconducibile all’adesione, per molti esplicita e per gli altri sottintesa alla teoria liberista che affida il governo della società al mercato. Anzi, ai mercati. Quei mercati sempre meno identificati come un sistema di relazioni tra soggetti indipendenti e sempre più come un insieme di potenze imperscrutabili nelle cui mani è riposto il destino del mondo. Sotto la copertura di questa pseudoteoria che ha impregnato di sé i vertici di imprese, istituzioni finanziarie, governi, partiti e mondo accademico si sono andati realizzando, nel corso dell’ultimo trentennio, l’asservimento totale della vita di intere popolazioni e dei loro governi, da un lato, al potere della finanza (e un gigantesco trasferimento di risorse dal lavoro al capitale) e, dall’altro, a uno spirito proprietario (condito di nazionalismo e razzismo: «padroni in casa nostra») che quelle stesse classi dirigenti sono andate diffondendo per fidelizzare il loro elettorato.
mercoledì 25 luglio 2012
Leggi l'articolo...


Prima pag. Indietro Avanti Ultima pag.
News