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Disoccupati e precari? 600 euro al mese garantiti per tutte e tutti.
Semplice e dirompente: 600 euro al mese per disoccupati e precari che non raggiungono i 7200 euro all’anno. Qualche giorno fa è stata presentata una proposta di una legge di iniziativa popolare per istituire il reddito minimo garantito anche in Italia. Il testo della proposta di legge è stato scritto con il supporto del BIN-Italia (Basic Income Network), un’associazione che da anni si batte per introdurre anche nel nostro Paese una misura di welfare presente in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia. La proposta è sostenuta da un comitato aperto e trasversale, che vorrebbe replicare quanto avvenuto per i referendum sull’acqua e sul nucleare e che vede la presenza di movimenti, associazioni, partiti e sindacati: da Tilt al Popolo Viola, dal Bin ad Antigone, da Emmaus fino a Rifondazione Comunista. Per presentare la legge di iniziativa popolare occorrono 50.000 firme da raccogliere entro la fine del 2012.
venerdì 3 agosto 2012
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L’Ilva e i lenzuoli delle donne. Per Taranto c’è una terza via: vivere
Quando Christa Wolf mise in bocca a Cassandra queste parole (tra uccidere e morire c’è una terza via: vivere) lo fece pensando alla guerra. Le donne dello Scamandro, lontane dal palazzo reale dove la natura era bandita, e con essa la vita, sapevano che era necessario, pena la fine dell’umanità, “combattere il male prima, quando ancora non si chiama guerra”. Una visione, questa, mai abbastanza valorizzata e praticata nella quale, negata la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, non si nega invece il motivo del conflitto, ma lo si pone al centro, affinché lo si riconosca, lo si dipani e quindi si costruisca l’alternativa.
Uso questa intuizione preziosa della studiosa tedesca per provare a ragionare sul drammatico caso di Taranto, città che da decenni vive l’atroce contrapposizione tra diritto al lavoro e diritto alla salute, identico dilemma vissuto anche in altri luoghi della penisola, (solo per citare i casi più noti nel tempo): l’Acna di Cengio, le acciaierie di Cornigliano, l’amianto di Casale Monferrato, il progetto Dal Molin, l’alta velocità in Val Susa, il terzo valico in Liguria.
mercoledì 1 agosto 2012
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Taranto - Nasce il Comitato operai e cittadini.
Il 30 luglio 2012 si è costituito il comitato spontaneo e apartitico “ Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Abbiamo scelto questo nome perché crediamo che, mai come ora, sia necessario superare il conflitto ambiente/lavoro, che fino ad oggi ha visto gli operai contrapposti ai cittadini.
Il comitato nasce con questi obiettivi: tutela della salute e dell'ambiente, coniugata al reddito di cittadinanza e alla piena occupazione. Il comitato riunisce operai Ilva, lavoratori, disoccupati, precari, studenti, cittadini che d'ora in poi, per la prima volta insieme, pretendono di essere al centro di ogni decisione politica sul futuro della città di Taranto.
martedì 31 luglio 2012
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La mappa delle crisi aziendali. Un autunno caldo...
Anche quest'anno la crisi non va in vacanza. Agosto è alle porte e come ogni anno, tra qualche giorno, le attività ministeriali si fermeranno per riprendere a settembre. Una pausa estiva che, nell'attuale situazione di crisi economica e sociale, per centinaia di migliaia di lavoratori i cui destini occupazionali sono appesi ad un filo non fa altro che prolungare l'attesa estenuante di una soluzione. Ecco i dati del dossier redatto dalla Cgil e pubblicato sul suo sito.
A luglio 2012 sale a 131 il numero delle vertenze che vengono discusse con maggiore frequenza al Ministero dello Sviluppo Economico (erano 109 a gennaio 2011) per un totale di 163.152 lavoratori coinvolti (135.839 a gennaio 2011), secondo i dati dello stesso MISE. Cifre che crescono vertiginosamente, è indispensabile ricordarlo, se si considerano gli innumerevoli altri casi di crisi aziendali non ancora giunte al Ministero, ma già avviate a livello territoriale che contribuiscono a mettere in ginocchio il tessuto industriale ed occupazionale di intere Regioni. Per questo occorre risolvere, al più presto i singoli casi di crisi presenti a partire dai Tavoli aperti al Ministero dello sviluppo economico, che avverte la CGIL “non possono concludersi con il solo intervento degli ammortizzatori sociali”.
Sono tante, troppe, le crisi industriali che in lungo e in largo attraversano tutto lo stivale, dal 2009 ad oggi oltre 30mila imprese hanno chiuso i cancelli lasciando a casa intere famiglie. Siamo ormai al quarto anno di Cassa integrazione, un ammortizzatore sociale del quale ad oggi usufruiscono circa 500mila lavoratori che, in media, hanno visto diminuire il proprio reddito di circa 4mila euro. Dunque, un quadro decisamente preoccupante quello che si è delineato in Italia sotto tutti i punti di vista e che rende necessario e urgente, come ribadito sempre più spesso in questi mesi dalla CGIL “un disegno di politica industriale con al centro gli investimenti e l'innovazione” senza il quale “c'è solo il perdurare della recessione”. Il Governo deve cambiare rotta e indirizzarla verso lo sviluppo e la crescita, ossia verso la creazione di lavoro, che rimane la vera emergenza del paese. Al contrario tutti i provvedimenti varati fin'ora dall'esecutivo basati su tagli lineari non hanno fatto altro che colpire lavoratori, giovani e pensionati, ossia quelle persone già messe a dura prova dalla crisi economica. Per la CGIL infatti “il decreto sviluppo non è all'altezza della gravità della crisi, serve un deciso cambio di rotta, in netto contrasto con le politiche rigoriste e recessive fin qui adottate”.
L'Italia della crisi . A tanti di noi capiterà di recarsi in vacanza proprio nei luoghi delle maggiori vertenze simbolo di questa crisi, luoghi che sono stati e sono tutt'ora scenario di accese proteste portate avanti da lavoratori e sindacati. Basti pensare alla Sicilia con la FIAT di Termini Imerese, o alla Sardegna e in particolare alla zona del Sulcis fortemente martoriata dalla crisi con gli stabilimenti Alcoa ed Eurallumina di Portovesme, alle province di Matera, Bari e Taranto con la profonda crisi che sta investendo il distretto del mobile imbottito e ancora la Campania con la difficile vicenda Fincantieri di Castellammare di Stabia e protagonista a Napoli il 2 luglio scorso di una importante manifestazione unitaria che ha voluto porre l'attenzione sulla drammatica situazione in cui versa la regione. Ma la crisi industriale non risparmia nessuno e morde anche al Centro e al Nord della penisola colpendo le imprese di elettrodomestici in Umbria, nelle Marche e in Friuli, o il distretto della ceramica e le industrie tessili della Toscana passando per la Vinyls di Porto Marghera.
Di seguito riportiamo in breve, alcune delle maggiori crisi industriali che aspettano ormai da troppo tempo una soluzione e che coinvolgono un grandissimo numero di lavoratori.
lunedì 30 luglio 2012
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Democrazia è PARTECIPAZIONE.
L'aggregazione tra Acegas-Aps e Hera è lanciata verso la stretta finale, lasciando ad ogni passaggio dubbi e perplessità sempre più profonde.
Una scelta così importante andrebbe maggiormente ponderata e discussa a tutti i livelli, sia politico-istituzionali, parti sociali, cittadini ed invece come in un pessimo film di fantascienza il nostro orwelliano sindaco-sceriffo lancia la sua benedizione attraverso Facebook dichiarando l'operazione “ bella e vantaggiosa “.
lunedì 30 luglio 2012
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Eduardo Galeano: due secoli di conquiste operaie buttati nel cestino.
Dal suo solito tavolino del Cafè Brasilero in centro città, lasciando fuori dalla finestra il freddo dell’inverno del sud, Eduardo Galeano continua a dire che “la grandezza dell’umanità risiede nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, compiuti ogni giorno da persone senza un nome che neanche sanno cosa davvero stanno facendo”.
La sua risposta si confonde con le vicende narrate nel suo ultimo libro “Los hijos de los días” nel quale 366 storie, una per ogni giorno dell’anno, raccontano molte piccole verità.
La crisi europea viene gestita dai leader politici con l’utilizzo della retorica legata al “sacrificio del popolo”.
E’ lo stesso tipo di retorica utilizzata dagli ufficiali per mandare le reclute al massacro: c’è meno odore di polvere da sparo ma non meno violenza.
Esiste un sistematico piano, a livello globale, che mira a buttare nel cestino due secoli di conquiste dei lavoratori.
Un piano che vuole riportare indietro l’umanità in nome di un salvataggio nazionale.
Questo è un mondo organizzato per specializzarsi nello sterminio degli “esseri umani”.
Si va avanti condannando la violenza dei poveri, la violenza di coloro che muoiono di fame.
E la violenza contraria riceve invece plauso ed onori.
domenica 29 luglio 2012
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Teoria e pratica di un contagio. Ovvero come in Spagna gli impiegati pubblici e il 15M cominciano a mescolarsi.
Nell’ultima settimana stiamo vivendo una situazione inedita, sconosciuta e imprevedibile: da giorni lavorartici e lavoratori del settore pubblico bloccano le strade ed eccedono l’organizzazione sindacale ormai superata da forme di organizzazione inconsuete. I concentramenti e i presidi si convertono in blocchi delle strade, i blocchi in manifestazioni che bloccano il centro della città e che si estendono per ore. Senza più bandiere ma cartelli improvvisati e/o uniformi da lavoro, in un miscuglio di rabbia, senso di legittimità e potenza hanno aperto una nuova onda di espressione del malessere con “forme 15M” ma anche “oltre” le strutture formali del 15M.
In più questo processo sta aiutando a disattivare l’idea del “funzionario conformista” che, data la sua posizione privilegiata lotterebbe solo per mantenere le proprie condizioni personali e non per difendere ciò che è di tutti, ovvero i servizi pubblici.
sabato 28 luglio 2012
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La normalità a cottimo: ritornare a Nardò a un anno dallo sciopero.
A Nardò (Lecce) è tornata la normalità. Giusto un anno fa, il 31 luglio 2011, uno sciopero di due settimane era riuscito a rompere il silenzio sulla condizione lavorativa dei migranti nell’agricoltura meridionale. Ora la Masseria Boncuri, luogo in cui era nata e cresciuta quella protesta, è un posto spettrale: fuori erbacce e spazzatura, dentro escrementi e fili tagliati. Facile rendersi conto che non si tratta di vandalismo o di ruberie di pochi metri di filo di rame: i responsabili sono da ricercarsi piuttosto tra gli scagnozzi locali.
L’esperienza doveva essere zittita e sfregiato il luogo in cui si è costruita.
sabato 28 luglio 2012
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«AcegasAps è in svendita Referendum sulla fusione».
Il Movimento Cinque Stelle l chiede un referendum sulla fusione tra AcegasAps ed Hera. «Conviene solo al colosso bolognese, è la svendita per 30 denari del controllo dei contribuenti sui servizi locali» afferma Giovanni Endrizzi, portavoce dei grillini padovani.
Alla Fornace Carotta è stato analizzato il bilancio: «Dati pubblici, accessibili in Internet: eppure nessuna forza politica del consiglio comunale, nemmeno i partiti di opposizione, ha avuto interesse ad analizzarli e a denunciare la grave situazione» chiosa Giovanni Maria Martignano, ingegnere che ha spulciato le cifre.
giovedì 26 luglio 2012
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Spagna, la protesta continua: il popolo contro la casta e contro la politica incapace di decidere.
Una marcia di protesta da plaza Neptuno a Puerta del Sol . Anche oggi a Madrid è l’ora della protesta. E’ così da giorni ormai. Soprattutto tra i dipendenti pubblici, che rischiano di rimanere senza stipendio. Sono loro a tenere viva la tensione del movimento che è anche movimento contro la casta. La crisi, infatti, sta portando a galla differenze sociali inedite. E i politici, a tutti i livelli, emergono per i privilegi e le “corsie preferenziali”.Non a caso lo slogan più diffuso in questi giorni è “il prossimo disoccupato sarà un deputato”. Quello che più colpisce è la dimensione oceanica dei cortei, l'alleanza trasversale tra i vari ceti sociali, e la rete di solidarietà che cresce senza sosta. Alla inettitudine della pubblica amministrazione si va via via sostituendo uno "stato nello stato" fatto di relazioni concrete e di condivisione. "Democracia real ya" è lo slogan riportato negli striscioni di quasi tutte le manifestazioni.
La Spagna è di fatto un paese che ha perso qualsiasi sovranità. A causa della crisi e dalla dinamica innescate dalla speculazione immobiliare banche e debito sovrano sono in mano all'Europa. E' di oggi, infatti, la notizia di un prossimo massiccio acquisto di bonos da parte dell'Efsf. Le autonomie, intanto, si vanno sciogliendo.
giovedì 26 luglio 2012
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