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Liberalizzazione della moneta e fine della sovranità monetaria – di Andrea Fumagalli

Il 10 luglio scorso Il Manifesto ha dedicato a Libra, la moneta virtuale recentemente presentata da Facebook, un numero speciale curato da Benedetto Vecchi. Il secondo di questi contributi gentilmente condivisi dagli autori (qui: http://effimera.org/codici-aperti-e-senza-controllo-di-jaromil , il primo). Negli ultimi 50 anni sono accaduti alcun fatti di rilevanza storica che, ancora oggi, non sono stati completamente compresi e indagati. Uno di questi è la smaterializzazione della moneta, il suo diventare moneta-segno (come Marx aveva predetto), conseguenza del venir meno di un qualsiasi rapporto materiale con un’unità di misura fisica. Vi è anche una data storica che fissa questo momento: il 15 agosto 1971, quando l’allora presidente Usa Nixon decretò l’inconvertibilità del dollaro in oro, facendo decadere il rapporto fisso di 35$ per oncia d’oro, convenzionalmente stabilito a Bretton Woods nel 1944.
venerdì 19 luglio 2019
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Pesticidi, in Europa il 96% dei campioni è sotto i limiti di legge, ma si ignora ancora l'effetto cocktail. Il rapporto annuale di Efsa.

L'Efsa ha reso noto l'annuale rapporto sui pesticidi, diffuso anche in una forma sintetica e visuale (in italiano), che rende molto facile la consultazione. I risultati, relativi a 600 diversi fitofarmaci, sono buoni: l'analisi di oltre 88 mila campioni raccolti nei 28 stati membri, in Norvegia e in Islanda indicano che poco meno del 96% di essi ha residui al di sotto del limite di legge: il 54% erano addirittura al di sotto del limite quantificabile (LOQ), cioè viene considerato privo di pesticidi. I campioni che hanno sforato i limiti sono il 4,1%: il dato è in leggero aumento rispetto alle rilevazioni precedenti, ma ciò sarebbe dovuto all'inclusione anche delle analisi sui prodotti associati a provvedimenti giudiziari nelle ultime indagini (datate 2017). Tra le notizie più positive c'è poi il fatto che tra i prodotti provenienti dai paesi UE (più Norvegia e Islanda) la percentuale di sforamenti è stata in media del 2,6%, mentre tra gli alimenti provenienti da quelli extra-europei del 7,6%: a quanto pare, i limiti e i controlli imposti in Europa funzionano.
giovedì 18 luglio 2019
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Istituto Ramazzini: il cibo basta, ma va reso accessibile.

Riportiamo l'articolo di Fiorella Belpoggi, direttrice dell'Area Ricerca, pubblicato sulla rivista dell'Istituto. La sicurezza alimentare non è solo una questione di capacità di produrre cibo, ma soprattutto di rendere accessibile il cibo. La produzione di cibo globale è più che sufficiente per alimentare la popolazione del globo, il problema è quello di farlo pervenire a coloro che ne hanno bisogno. Il recente documento della Fao sull'agricoltura, di fronte alle sfide del nuovo millennio, ci riporta alla tradizione, all'agricoltura su piccola scala, agli orti dietro casa, ci invita a recuperare modalità e usi di un mondo agricolo che, oltre ad essere parte della nostra storia, può costituire la scelta sostenibile per garantirci un futuro.
mercoledì 17 luglio 2019
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Amazon, Prime Day da forse 6 miliardi all’ombra degli scioperi.

New York - Dimenticate i migliori “deal” per i consumatori sbandierati dal Prime Day di Amazon. Il vero affare del giorno, in realta' di due giorni che si concludono stanotte, e' quello del colosso di Jeff Bezos: l'obiettivo e' surclassare e spiazzare i rivali e gonfiare sempre piu' l'esercito degli abbonati al suo servizio - appunto, Prime. Un esercito di clienti fedeli e destinati ad acquisti ben oltre le fatidiche giornate - capaci comunque di generare fino a 6 miliardi di fatturato stando a iniziali proiezioni - e che sono la vera nuova manna per il futuro business della regina dell'e-commerce e Internet. Sono ormai oltre cento milioni, su scala mondiale, gli aficionados del servizio a pagamento a Amazon. E il Prime Day, ormai giunto alla quinta edizione, attira un forte numero di nuovi utenti, come dimostrato l'anno scorso da abbonamenti record nelle sole prime ore dell'evento. La penetrazione di Prime e' del 30% sul mercato Usa e del 5% su quello internazionale, vale a dire importante ma ancora ricca di potenzialita' di crescita.
martedì 16 luglio 2019
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Coca-Cola e & PepsiCo si convertono all’acqua per non perdere mercato, con bottiglie in alluminio e distributori intelligenti.

I due giganti delle cola, la PepsiCo e la Coca-Cola, sembrano rassegnate alla perdita di acquirenti delle bevande grazie alle quali sono diventate marchi globali e decisi a puntare su altro. Soprattutto sull’acqua, ovvero sulla controparte delle sempre più diffuse borracce e, al tempo stesso, sulla risposta ai divieti di utilizzo della plastica monouso. Ne dà notizia il Wall Street Journal, che racconta gli ultimi progetti delle due aziende. Entrambe, infatti, stanno crescendo nel mercato delle acque: nell’ultimo anno la Coca-Cola, con la linea Dasani, ha aumentato le vendite delle sue del 2%, la Pepsi, con Aquafina, del 4,6%. Nel frattempo, la prima ha annunciato che entro il 2025 in Europa le sue confezioni saranno tutte riciclabili e che entro il 2030 saranno tutte inserite nel sistema di riciclaggio, e ha iniziato a proporre bottiglie di alluminio anche per la Dasani. La Pepsi Cola, dal canto suo, ha acquistato la Soda Stream per 3,2 miliardi di dollari e ha lanciato il marchio Drinkfinity, ovvero bottiglie di plastica riciclabile comprensive di capsule per l’aromatizzazione a scelta.
martedì 16 luglio 2019
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Sos api: nell’ultimo anno si è perso il 40% delle colonie negli USA. Le cause sono ancora poco chiare.

L’anno compreso tra aprile 2018 e aprile 2019 è stato tragico, per le api americane, perché ha fatto registrare la perdita di colonie più alta da quando è attivo il monitoraggio, attorno al 40%. È allarme dopo la pubblicazione dei dati annuali elaborati dall’Università del Maryland insieme all’organizzazione no profit Bee Informed Partnership: il quadro è in preoccupante peggioramento, e non si capisce come fare per invertire la rotta. Le statistiche vengono elaborate ogni anno (da 13 anni) in base a quanto riferiscono oltre 4.700 apicoltori di tutti gli stati, che allevano poco meno di 320.000 colonie e che rappresentano circa il 12% del totale delle 2,69 milioni di colonie stimate in tutti gli Stati Uniti. Il giro d’affari legati all’impollinazione delle piante commerciali è stimato attorno ai 15 miliardi di dollari, e in mancanza delle impollinatrici il rischio, molto concreto, è che tutta l’industria alimentare tradizionale ne risenta.
lunedì 15 luglio 2019
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Prosciutto di San Daniele, la proposta del nuovo disciplinare non ferma la grande frode e non garantisce la qualità.

La perdita della Dop. Questo è il rischio che corrono il prosciutto di San Daniele e di Parma alle prese da anni con frodi e furberie che hanno portato negli ultimi 12 mesi al sequestro e alla smarchiatura di 1,2 milioni di cosce e al blocco nei centri di stagionatura di altre 2,3 milioni circa che dovrebbero essere presto smarchiate. Una grande truffa che Il Fatto Alimentare ha segnalato più volte, in opposizione al silenzio degli media e dei soggetti coinvolti nella vicenda, preoccupati di minimizzare le dimensioni dello scandalo ai consumatori. Per evitare il collasso della filiera pochi giorni fa il Consorzio del prosciutto di Parma ha deciso di modificare il disciplinare e di rivedere il piano di controllo. La stessa cosa sta portando avanti il Consorzio del prosciutto di San Daniele che da mesi lavora a una revisione del disciplinare. Il nuovo testo dovrebbe permettere di neutralizzare le furberie messe a punto dagli allevatori con il benestare dei macellatori, la distrazione dei certificatori dell’Istituto Parma qualità (IPq) e Ifcq certificazione e l’ingenuità dei consorzi. Se davvero esiste questa volontà, occorre introdurre nei disciplinari e nei piani di controllo elementi precisi in grado di impedire l’utilizzo da parte degli allevatori di razze a crescita rapida (grazie all’inseminazione delle scrofe con il seme di un Duroc danese o di altri genotipi non permessi). Gli animali di razze a crescita rapida vietate devono essere alimentati con mangimi altamente proteici e raggiungono il peso ideale di 160 kg (+/- 10%) 30-60 giorni prima rispetto ai nove mesi previsti dai disciplinari. Il vantaggio economico è rilevante perché si riducono notevolmente le spese di vitto e alloggio dei suini.
domenica 14 luglio 2019
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Perché le terre rare sono il nuovo petrolio (e la Cina ha già conquistato il mondo)

SI chiamano lantanoidi e sono quindici elementi chimici senza i quali nessuno smartphone, auto elettrica, turbina eolica potrebbe funzionare. L’80% di queste materie è in mano alla Cina, che le vende in cambio di know how. Dimenticate i big data: il grande gioco dell’economia mondiale parte da qui. Questa è la storia di 70 elementi, 15 (cosiddette) terre rare, 7 miliardi e mezzo di telefoni accesi, 50 milioni di tonnellate di rifiuti e di un Paese, la Cina, che da solo controlla buona parte di questa gigantesca economia degli elementi. Questa è la storia di un mondo convinto di essersi emancipato dalla materia attraverso il digitale e che invece, mai come ora, si sta legando mani e piedi a chi controlla il ciclo delle materie prime, dall’estrazione alla lavorazione sino allo smaltimento. Questa è soprattutto la storia di un pianeta in cui si crede che il potere sia nelle mani di chi possiede i dati dell’utente finale, da Google a Facebook, mentre il realtà il pallino è ancora una volta, nei secoli dei secoli, nelle mani di chi controlla le materie prime.
domenica 14 luglio 2019
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Si sgonfia la bolla di 'eataly': 17 milioni di rosso per il gruppo di Farinetti -

EATALY PANATA E FRITTA - IL GRUPPO FONDATO DA OSCAR FARINETTI FINISCE IL 2018 IN PERDITA, CON 17 MILIONI DI ROSSO, NONOSTANTE LA CRESCITA DEL GIRO D'AFFARI: PESANO COSTI E AMMORTAMENTI E AUMENTANO I DEBITI CON LE BANCHE - SLITTA LO STROMBAZZATO SBARCO IN BORSA - E SI RAFFORZANO LE VOCI SULL'ARRIVO DI UN NUOVO SOCIO CINESE…
sabato 13 luglio 2019
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Prosciuttopoli: tutti i segreti sulla truffa del prosciutto di Parma e San Daniele. La bufera su consorzi ed enti certificatori continua

Com’è stato possibile avviare alla stagionatura, nel triennio 2017-2019, circa 3,5 milioni di cosce di maiale destinate a diventare prosciutto di Parma e di San Daniele con il serio dubbio che si trattasse di maiali che non rispettavano i disciplinari Dop e i piani di controllo? Il sistema messo a punto dalla filiera è tanto intrigante quanto semplice e ha funzionato grazie a distrazioni, coperture e sotterfugi che i processi in corso in questi mesi stanno facendo emergere.
giovedì 11 luglio 2019
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