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Urbanizzare il marxismo.
Una intervista con DAVID HARVEY (di Arnau Barquer).
Qui David Harvey spiega che la crisi ha permesso al neoliberismo di penetrare sempre più a fondo nelle nostre vite. Che la sinistra rischia di proteggere un mondo che sta per scomparire. E che stiamo iniziando a scoprire come il municipalismo possa essere parte di un progetto più grande
David Harvey non è semplicemente una delle figure più citate nelle scienze sociali; è anche uno dei marxisti contemporanei più in voga. La sua collana Companion to Marx’s Capital ha permesso a un’intera generazione di conoscere le opere più importanti del pensatore tedesco, mentre nei suoi studi sulla storia del neoliberismo e sugli spazi urbani ha saputo adattare gli strumenti di Marx alla realtà politica contemporanea.
Avendo iniziato la propria carriera con lo studio dei processi di rimodellamento di città come Baltimora, il lavoro di Harvey è conosciuto per la sua attenzione alle continue rivoluzioni causate dal capitalismo, quella miriade di modi che il capitalismo ha di riorganizzare le nostre vite e l’ambiente in cui viviamo. Su questa scia, Harvey ha posto molta enfasi sull’importanza dei movimenti sociali urbani e delle lotte per il diritto alla città.
A giugno il geografo marxista è stato a Barcellona per promuovere un’antologia dei suoi lavori in lingua spagnola. Arnau Barquer della rivista Catarsi l’ha incontrato per discutere degli effetti a lungo termine della crisi finanziaria, dell’importanza delle battaglie per gli spazi urbani e per il diritto alla casa, e della capacità dei governi nazionali e locali di resistere allo strapotere della finanza.
venerdì 26 luglio 2019
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La strage silenziosa dei campi, dove italiani e migranti muoiono insieme.
Riportiamo una inchiesta del settimanale l'Esptresso che, anche se i dati risalgono al 2018, ben inquadra gli effetti tragici dello supersfruttamento nel settore dell'agroindustria.
Negli ultimi sei anni i braccianti caduti sono più di 1.500. Immigrati e italiani. Nell’indifferenza generale. Il sindacalista Soumayla, ammazzato in Calabria il 2 giugno, lottava per i diritti di questi lavoratori.
Becky è morta tra le fiamme. Sacko, pochi giorni fa, è stato ucciso a fucilate mentre cercava delle lamiere per le baracche. Paola è morta di caldo. Marcus di freddo. Negli ultimi sei anni, almeno 1.500 lavoratori sono deceduti nei campi: bruciati vivi negli incendi dei ghetti, investiti da un treno, ammazzati dalla fatica o dai “padroni”.
Da Nord a Sud, l’agricoltura nel nostro Paese ha il volto della guerra. Muoiono italiani, romeni, africani, arabi. Di caporalato, come i polacchi in Puglia. Di mafia, come gli algerini a Rosarno. E italiani, magari per incidenti col trattore. Storie che finiscono nelle cronache locali per poi essere dimenticate in fretta, invisibili alle statistiche ufficiali, registrate come “difetti in itinere”.
domenica 21 luglio 2019
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Prosciuttopoli: caos nella filiera del prosciutto di Parma. Il 50% dei verri non può essere controllato! Bloccate le marchiature. In arrivo provvedimenti del Mipaaft
Dopo un lungo colpevole silenzio della filiera del prosciutto di Parma Dop, in questi giorni il sindacato Flai Cgl a nome dei lavoratori del settore ha chiesto alle aziende “una massiccia esclusione del prodotto non conforme”. Carlo Galloni, capo gruppo del settore prosciuttifici dell’Unione parmense degli industriali, ha replicato su La gazzetta di Parma dicendo che la sicurezza alimentare del prodotto non è mai stata messa in discussione. Galloni ha dovuto ammettere qualche problema con l’introduzione illecita avvenuta almeno 4 anni fa dei suini di razza Duroc danese, ha anche ammesso il rinvio a giudizio dei macellatori che hanno preso in giro i prosciuttifici e ha ricordato il provvedimento di smarchiatura di centinaia di migliaia di cosce. Ha dovuto ammettere che esiste ancora un problema per l’eccesso di peso medio delle partite di suini su cui sta indagando il Mippaft, sottolineando che si tratta di una “Non conformità lieve”.
sabato 20 luglio 2019
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Liberalizzazione della moneta e fine della sovranità monetaria – di Andrea Fumagalli
Il 10 luglio scorso Il Manifesto ha dedicato a Libra, la moneta virtuale recentemente presentata da Facebook, un numero speciale curato da Benedetto Vecchi. Il secondo di questi contributi gentilmente condivisi dagli autori (qui: http://effimera.org/codici-aperti-e-senza-controllo-di-jaromil , il primo).
Negli ultimi 50 anni sono accaduti alcun fatti di rilevanza storica che, ancora oggi, non sono stati completamente compresi e indagati. Uno di questi è la smaterializzazione della moneta, il suo diventare moneta-segno (come Marx aveva predetto), conseguenza del venir meno di un qualsiasi rapporto materiale con un’unità di misura fisica. Vi è anche una data storica che fissa questo momento: il 15 agosto 1971, quando l’allora presidente Usa Nixon decretò l’inconvertibilità del dollaro in oro, facendo decadere il rapporto fisso di 35$ per oncia d’oro, convenzionalmente stabilito a Bretton Woods nel 1944.
venerdì 19 luglio 2019
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Pesticidi, in Europa il 96% dei campioni è sotto i limiti di legge, ma si ignora ancora l'effetto cocktail. Il rapporto annuale di Efsa.
L'Efsa ha reso noto l'annuale rapporto sui pesticidi, diffuso anche in una forma sintetica e visuale (in italiano), che rende molto facile la consultazione. I risultati, relativi a 600 diversi fitofarmaci, sono buoni: l'analisi di oltre 88 mila campioni raccolti nei 28 stati membri, in Norvegia e in Islanda indicano che poco meno del 96% di essi ha residui al di sotto del limite di legge: il 54% erano addirittura al di sotto del limite quantificabile (LOQ), cioè viene considerato privo di pesticidi. I campioni che hanno sforato i limiti sono il 4,1%: il dato è in leggero aumento rispetto alle rilevazioni precedenti, ma ciò sarebbe dovuto all'inclusione anche delle analisi sui prodotti associati a provvedimenti giudiziari nelle ultime indagini (datate 2017).
Tra le notizie più positive c'è poi il fatto che tra i prodotti provenienti dai paesi UE (più Norvegia e Islanda) la percentuale di sforamenti è stata in media del 2,6%, mentre tra gli alimenti provenienti da quelli extra-europei del 7,6%: a quanto pare, i limiti e i controlli imposti in Europa funzionano.
giovedì 18 luglio 2019
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Istituto Ramazzini: il cibo basta, ma va reso accessibile.
Riportiamo l'articolo di Fiorella Belpoggi, direttrice dell'Area Ricerca, pubblicato sulla rivista dell'Istituto.
La sicurezza alimentare non è solo una questione di capacità di produrre cibo, ma soprattutto di rendere accessibile il cibo. La produzione di cibo globale è più che sufficiente per alimentare la popolazione del globo, il problema è quello di farlo pervenire a coloro che ne hanno bisogno. Il recente documento della Fao sull'agricoltura, di fronte alle sfide del nuovo millennio, ci riporta alla tradizione, all'agricoltura su piccola scala, agli orti dietro casa, ci invita a recuperare modalità e usi di un mondo agricolo che, oltre ad essere parte della nostra storia, può costituire la scelta sostenibile per garantirci un futuro.
mercoledì 17 luglio 2019
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Coca-Cola e & PepsiCo si convertono all’acqua per non perdere mercato, con bottiglie in alluminio e distributori intelligenti.
I due giganti delle cola, la PepsiCo e la Coca-Cola, sembrano rassegnate alla perdita di acquirenti delle bevande grazie alle quali sono diventate marchi globali e decisi a puntare su altro. Soprattutto sull’acqua, ovvero sulla controparte delle sempre più diffuse borracce e, al tempo stesso, sulla risposta ai divieti di utilizzo della plastica monouso. Ne dà notizia il Wall Street Journal, che racconta gli ultimi progetti delle due aziende. Entrambe, infatti, stanno crescendo nel mercato delle acque: nell’ultimo anno la Coca-Cola, con la linea Dasani, ha aumentato le vendite delle sue del 2%, la Pepsi, con Aquafina, del 4,6%. Nel frattempo, la prima ha annunciato che entro il 2025 in Europa le sue confezioni saranno tutte riciclabili e che entro il 2030 saranno tutte inserite nel sistema di riciclaggio, e ha iniziato a proporre bottiglie di alluminio anche per la Dasani.
La Pepsi Cola, dal canto suo, ha acquistato la Soda Stream per 3,2 miliardi di dollari e ha lanciato il marchio Drinkfinity, ovvero bottiglie di plastica riciclabile comprensive di capsule per l’aromatizzazione a scelta.
martedì 16 luglio 2019
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Amazon, Prime Day da forse 6 miliardi all’ombra degli scioperi.
New York - Dimenticate i migliori “deal” per i consumatori sbandierati dal Prime Day di Amazon. Il vero affare del giorno, in realta' di due giorni che si concludono stanotte, e' quello del colosso di Jeff Bezos: l'obiettivo e' surclassare e spiazzare i rivali e gonfiare sempre piu' l'esercito degli abbonati al suo servizio - appunto, Prime. Un esercito di clienti fedeli e destinati ad acquisti ben oltre le fatidiche giornate - capaci comunque di generare fino a 6 miliardi di fatturato stando a iniziali proiezioni - e che sono la vera nuova manna per il futuro business della regina dell'e-commerce e Internet.
Sono ormai oltre cento milioni, su scala mondiale, gli aficionados del servizio a pagamento a Amazon. E il Prime Day, ormai giunto alla quinta edizione, attira un forte numero di nuovi utenti, come dimostrato l'anno scorso da abbonamenti record nelle sole prime ore dell'evento. La penetrazione di Prime e' del 30% sul mercato Usa e del 5% su quello internazionale, vale a dire importante ma ancora ricca di potenzialita' di crescita.
martedì 16 luglio 2019
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Sos api: nell’ultimo anno si è perso il 40% delle colonie negli USA. Le cause sono ancora poco chiare.
L’anno compreso tra aprile 2018 e aprile 2019 è stato tragico, per le api americane, perché ha fatto registrare la perdita di colonie più alta da quando è attivo il monitoraggio, attorno al 40%.
È allarme dopo la pubblicazione dei dati annuali elaborati dall’Università del Maryland insieme all’organizzazione no profit Bee Informed Partnership: il quadro è in preoccupante peggioramento, e non si capisce come fare per invertire la rotta.
Le statistiche vengono elaborate ogni anno (da 13 anni) in base a quanto riferiscono oltre 4.700 apicoltori di tutti gli stati, che allevano poco meno di 320.000 colonie e che rappresentano circa il 12% del totale delle 2,69 milioni di colonie stimate in tutti gli Stati Uniti. Il giro d’affari legati all’impollinazione delle piante commerciali è stimato attorno ai 15 miliardi di dollari, e in mancanza delle impollinatrici il rischio, molto concreto, è che tutta l’industria alimentare tradizionale ne risenta.
lunedì 15 luglio 2019
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Perché le terre rare sono il nuovo petrolio (e la Cina ha già conquistato il mondo)
SI chiamano lantanoidi e sono quindici elementi chimici senza i quali nessuno smartphone, auto elettrica, turbina eolica potrebbe funzionare. L’80% di queste materie è in mano alla Cina, che le vende in cambio di know how. Dimenticate i big data: il grande gioco dell’economia mondiale parte da qui. Questa è la storia di 70 elementi, 15 (cosiddette) terre rare, 7 miliardi e mezzo di telefoni accesi, 50 milioni di tonnellate di rifiuti e di un Paese, la Cina, che da solo controlla buona parte di questa gigantesca economia degli elementi. Questa è la storia di un mondo convinto di essersi emancipato dalla materia attraverso il digitale e che invece, mai come ora, si sta legando mani e piedi a chi controlla il ciclo delle materie prime, dall’estrazione alla lavorazione sino allo smaltimento. Questa è soprattutto la storia di un pianeta in cui si crede che il potere sia nelle mani di chi possiede i dati dell’utente finale, da Google a Facebook, mentre il realtà il pallino è ancora una volta, nei secoli dei secoli, nelle mani di chi controlla le materie prime.
domenica 14 luglio 2019
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