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Un territorio diventa auto-sostenibile quando è capace di riprodurre la vita.
Intervista con Alberto Magnaghi* a cura di Karl-Ludwig Schibel
Possiamo dire che il suolo vive dei cicli naturali che si sono evoluti in lunghe fasi della storia del pianeta mentre il territorio in Europa è il risultato di un processo storico co-produttivo tra uomo e natura?
Mi sembra chiarissimo. Possiamo fare questa distinzione se parliamo di suolo come prodotto di cicli naturali di milioni di anni, principalmente come copertura forestale della terra e di zone umide. Tuttavia, se parliamo del suolo degli ultimi 10.000 anni, se non stiamo parlando delle foreste amazzoniche, dei ghiacciai o dei crateri dei vulcani, sicuramente parliamo di suolo che è stato o edificato (città, infrastrutture, riviere fluviali o marine) o trasformato in paesaggio agro-forestale; paesaggi che, essendo prodotti di una trasformazione co-evolutiva fra insediamento umano e ambiente, rappresentano un neo-ecosistema che chiamiamo territorio (natura trasformata in questo lungo processo co-evolutivo). In Europa in particolare quando parliamo della carenza, della distruzione, della crisi del suolo non possiamo che parlare di crisi del territorio, ovvero delle relazioni virtuose fra insediamento umano e ambiente che la nostra civiltà delle macchine ha interrotto, provocando profondi squilibri di questi neo-ecosistemi e, dunque, dell’ambiente dell’uomo; non della natura originaria che è già stata radicalmente trasformata in questi 10.000 anni.
lunedì 22 ottobre 2012
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Taranto, le donne del comitato: "Basta morire di Ilva. Siamo pronte alla guerra giudiziaria" .
A due giorni dall’approvazione definitiva dell’Aia e del relativo pronunciamento della magistratura, quasi sicuramente negativo, a protestare sono le donne di Taranto. Mamme, sorelle, zie, e nonne, di tanti e tante rimasti vittime dell’inquinamento prodotto dall’Ilva.
In una lettera inviata alle istituzioni (al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai ministri della Sanita' Renato Balduzzi e dell'Ambiente Corrado Clini, oltre che agli enti locali e agli organi giudiziari), le animatrici del Comitato 'Donne Per Taranto' dichiarano di essere ''state fin troppo pazienti riponendo fiducia nelle Istituzioni”. “Ora non siamo piu' disposte - scrivono - a farci prendere in giro, ne' accetteremo di essere sacrificati sull'altare del profitto e del Pil del Paese".
martedì 16 ottobre 2012
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L'Argentina feudale .
A quasi un anno dalla morte di Cristian Ferreyra, dirigente del Movimiento Campesino de Santiago del Estero (Mocase), in Argentina, il movimento denuncia un nuovo attacco: un altro attivista, Miguel Galván, è stato ucciso con una pugnalata dai sicari delle grandi imprese dell'agro-business che puntano ad appropriarsi di queste terre agricole e indigene. Dopo la morte di Ferreyra nel novembre 2011 le autorità avevano decretato una moratoria di sei mesi sul disboscamento di terre. Poi l'avanzata della «frontiera» agricola è ripresa, in linea con i piani di produzione di soja, e anche a colpi di sgomberi e violenze.
Il nuovo attacco avvenuto il 10 ottobre a Paraje Simbol, nel nord della provincia di Santiago del Estero - proprio mentre è imminente la discussione su un progetto di legge per fermare gli sgomberi di terre appartenenti a comunità rurali e indigene - mette a nudo la situazione quasi feudale in cui si muovono le autorità locali e le grandi imprese.
martedì 16 ottobre 2012
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Il salario come contraddizione. Ancora su lotte e sindacato alla Maruti Suzuki in India.
Dopo l’articolo Insubordinazione operaia sulla frontiera dello sviluppo, pubblichiamo un aggiornamento sulla situazione alla Maruti Suzuki di Manesar, India, insieme a un’intervista con Rakhi Segal, sindacalista della New Trade Union Initiative (NTUI)
È di questi giorni la notizia che la Maruti Suzuki ha riconosciuto un aumento vertiginoso dei salari per i permanent e casual worker dell’impianto di Gurgaon, nello Stato dell’Haryana, India, firmando un accordo con il MUKU, il sindacato aziendale. Si tratta dello stesso sindacato rigettato dagli operai dell’altro impianto del colosso giapponese, quello di Manesar, poche decine di chilometri più a sud, lungo la National Higway 8. Il conflitto sul riconoscimento di un diverso sindacato sostenuto dai lavoratori, il MSEU, ha contribuito alla mobilitazione che da oltre un anno interessa questo impianto, fino al riot che, il 18 luglio, ha causato la chiusura della fabbrica per più di un mese.
domenica 14 ottobre 2012
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Padova - Quante bugie su AcegasAps/Hera.
Le posizioni sostenute dal sindaco Zanonato, dal vicesindaco Rossi e da tutti gli interventi del PD (di quelli di IDV e SEL parlerò dopo) in merito alla fusione per incorporazione, cioè vendita, della nostra multiutility mi hanno fatto venire in mente le posizioni adottate prima e dopo il crak Leheman Brothers che è costato un bel po’ di soldi al nostro Comune. Ma di cui si preferisce non ricordare. Sappiamo come è finita con le operazioni finanziarie da apprendisti stregoni nel 2008, ma dalle lezioni evidentemente non si impara continuando a pensarsi “maghi della finanza”!
Il ritornello è sempre lo stesso: il mercato lo esige, siamo all’interno di logiche che , grazie alla crescita finanziaria ci consentiranno di competere ecc. ecc.
domenica 14 ottobre 2012
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Taranto scende di nuovo in piazza per difendere lavoro e salute. «La nuova Aia è un bluff».
Taranto scende di nuovo in piazza per difendere lavoro e salute. «La nuova Aia è un bluff»
domenica 14 ottobre 2012
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Xenofobia, arricchirsi con l'ansia di sicurezza.
PARIGI - G4S è tra le compagnie private al mondo che hanno il maggior numero di dipendenti: 650mila persone lavorano per questa società di diritto britannico, presente in 110 paesi del mondo. Negli ultimi mesi, il grande pubblico è venuto a conoscenza del nome della G4S, perché è a questa società che il governo britannico ha affidato gran parte della gestione della «sicurezza» dei Giochi Olimpici di Londra la scorsa estate, a cui ha fornito 13.700 agenti. G4S, regolarmente quotata in Borsa, in Gran Bretagna gestisce quattro prigioni e quattro centri di detenzione per immigrati irregolari, tra cui quello vicino all'aeroporto di Gatwick, oltre a numerosi altri piccoli centri per soggiorni di breve durata del clandestini. E' la prima società nel campo della «sicurezza» in Gran Bretagna (dove ha concluso contratti con lo stato per 4,6 miliardi di sterline) e Irlanda. Negli Usa, dove ha inviato delle squadre a New Orleans dopo l'uragano Katrina nel 2005 per collaborare all'evacuazione delle vittime, gestisce il rimpatrio delle persone arrestate per aver passato illegalmente la frontiera con il Messico. La G4S è anche molto presente in Sudafrica. Nel 2010, dopo la morte per asfissia dell'angolano Jimmy Mubenga, soffocato sul sedile del volo BA77 dalle guardie private che lo «rimpatriavano», la G4S ha perso questo tipo di contratto con la Gran Bretagna, dove, da quando aveva il monopolio della gestione delle espulsioni, dal 2005, aveva guadagnato 110 milioni di sterline (125 milioni di euro). Il contratto è stato poi concluso con un'altra società privata, la Reliance Securuty Task. Questi dati ci dicono che le leggi che limitano l'immigrazione sono un vero e proprio business per un gruppetto di multinazionali. G4S, Droneexport, Gragon Gloves, Fox Fury, King Cobra, Holsters SNC, Recon Robotix, sono i nomi di alcune di queste società private che operano nel campo della «sicurezza» pubblica. Ci sono anche società molto più note, Finmeccanica, Eads, Thales, Indra, Siemens, Eriksson, Sagem o Boeing (che ha un mega-contratto per gestire la rete di sorveglianza elettronica alle frontiere terrestri degli Usa). La spagnola Indra ha messo in atto il sistema di controllo elettronico delle frontiere marittime della Spagna, incassando 260 milioni di euro.
domenica 14 ottobre 2012
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300 morti nella fabbrica tessile pakistana. Una catastrofe certificata da un'azienda italiana.
Esattamente un mese fa stava per scoppiare il terribile incendio nella fabbrica tessile Ali Enterprises pakistana, dove poi persero la vita circa 300 persone. A quella stessa fabbrica, solo un mese prima, era stata concessa, dalla società italiana di ispezione RINA accreditata dal sistema SAI, la certificazione SA8000 che dovrebbe attestare il comportamento eticamente corretto delle imprese. Ad oggi nessun acquirente internazionale della fabbrica si è fatto avanti per risarcire le vittime della tragedia e nè RINA né SAI hanno intenzione di collaborare per rendere pubbliche le informazioni in loro possesso.
giovedì 11 ottobre 2012
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Il Pil decollerà assieme agli F35.
Cacciabombardieri, corazzate, bombe, munizioni. Tutte le armi distruttive vengono spostate nella contabilità del Pil, da un capitolo all'altro: e nel passaggio, acquistano valore. Così sale il Pil dei paesi più armati. Parola di Eurostat.
Metti un turbo nel Pil. Le nuove direttive statistiche internazionali, con l'aggiornamento dei manuali a cui si attengono i sistemi nazionali di statistica in tutto il mondo, porteranno dal 2014 una sorpresa, cambiando i metodi di contabilizzazione delle spese militari. A essere “premiati”, con un salto in avanti del prodotto interno lordo, saranno soprattutto i paesi con maggior produzione di armamenti di tipo puramente offensivo; cioè quelle armi che si distruggono nel loro uso bellico, non appena raggiungono l'obiettivo per cui sono state costruite: ammazzare e distruggere.
Non che finora le armi siano state messe fuori dal Pil. Come denunciava Robert Kennedy nel celebre discorso del '68 all'università del Kansas, sull'inadeguatezza di un indice che “misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”, il Pil cresce anche “con la produzione di napalm, missili e testate nucleari”. Solo che adesso si assisterà a un salto di qualità nella misurazione dei sistemi d'arma.
mercoledì 10 ottobre 2012
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La Foxconn è molto vicina.
PARDUBICE (REPUBBLICA CECA) - Il migliore dormitorio in città ha il nome evocativo di Hotel Harmony e ospita qualche centinaio di lavoratori migranti reclutati quasi esclusivamente dalla Xawax, una delle circa 1300 agenzie di reclutamento che vi sono nel paese. L'agenzia Express People invece colloca la propria manodopera in una pensione di infimo livello, il Veselka, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. In entrambi i dormitori le stanze sono a quattro letti, ma quanti alloggiano all'Hotel Harmony possono contare su una piccola cucina e un bagno interni alla stanza, mentre gli altri si appoggiano a una cucina malmessa, due bagni maleodoranti e una decina di docce per quasi ottanta persone. Al Veselka i bagni sono intasati e le porte non dispongono di alcuna chiave. Qui qualcuno ha lasciato due scritte: la prima con un gioco di parole dice - Fuck (ma anche sto cercando) la Foxconn; la seconda invece è meno fantasiosa - Fuck Express People. Gli uni e gli altri lavorano in turni di dodici ore al giorno nello stabilimento della Foxconn. Non siamo in Cina, ma a Pardubice, un centinaio di chilometri da Praga, dove l'azienda all' inizio del nuovo secolo ha acquistato uno stabilimento.
mercoledì 10 ottobre 2012
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