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No Muos, dura repressione della polizia per far passare le gru a Niscemi.
Scontri tra manifestanti del movimento No Muos e forze dell'ordine la notte scorsa a Niscemi (Caltanissetta). In occasione dell’arrivo di un convoglio con le attrezzature per la costruzione dell’impianto militare la popolazione ha tentato di effettuare due blocchi stradali ma è stata immediatamente travolta dalla durezza della reazione della polizia. Secondo quanto si legge in una nota del Comitato No Muos, le forze dell'ordine hanno presidiato Niscemi con numerosi posti di blocco. I tafferugli sono avvenuti durante due blocchi organizzati a qualche ora di distanza l'uno dall'altro per impedire il passaggio dei mezzi, quattro camion e due gru, partito da Belpasso (Catania).
venerdì 11 gennaio 2013
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Ikea, finalmente una vittoria.
Si erano beccati perfino le manganellate della polizia, il 2 novembre scorso, quando erano stati caricati al presidio davanti ai magazzini Ikea di Piacenza. Ma gli addetti al facchinaggio non si sono arresi, e dopo oltre due mesi di lotte hanno ottenuto il reintegro di 9 lavoratori sospesi dalle cooperative in appalto di cui sono dipendenti. L'accordo è stato siglato due sere fa con la mediazione del Comune, anche se i sindacalisti del SiCobas, che hanno gestito la vertenza, precisano che la mobilitazione non si fermerà fino a quando le condizioni di lavoro non torneranno «normali». E sì, perché seppure il committente sia la «civilissima» svedese Ikea, sembra che gli addetti alla logistica - il 90% extracomunitari - si siano trovati a lavorare in condizioni pessime e con salari da fame: il sindacato, coloritamente, parla di «semischiavismo».
lunedì 7 gennaio 2013
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Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Gennaio.
Con Gennaio, siamo finalmente nel pieno della stagione invernale con tutte le sue specialità e i suoi forti colori. Protagonisti di questo mese sono ancora gli agrumi, dal sapore fresco e dolce, dagli innumerevoli benefici per la nostra salute e dai molteplici usi in cucina, ma come dimenticare la frutta secca da portare in tavola proprio durante le cene ed i pranzi di queste ultime festività?
lunedì 7 gennaio 2013
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Mese di gennaio: semina, raccolto e lavori nell'orto.
Nel mese di gennaio, soprattutto a partire dalla seconda metà, quando il pericolo delle gelate comincerà ad allontanarsi, sarà possibile preparare il proprio orto alla semina delle varietà di cui si vorranno raccogliere i frutti nel corso dei mesi successivi.
Sarà inoltre opportuno dedicarsi alla semina in semenzaio, soprattutto nelle regioni dal clima rigido e per le piantine più delicate. L'orto di gennaio può offrire un ricco raccolto di prodotti invernali da portare sulle nostre tavole. Non bisogna inoltre dimenticare di raccogliere le erbe aromatiche da essiccare o da utilizzare fresche in cucina.
lunedì 7 gennaio 2013
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Recensione: “Dossier TAV, una questione democratica” di Claudio Calia.
di di JASON FRANCIS MC GIMSEY - Io di fumetti ne so ben poco. La mia esperienza in materia è limitata ad un’ormai polverosa collezione di svariati numeri di X-Men degli anni Ottanta che avevo accumulato tra l’età di sei e sedici anni. All’epoca passavo ore infinite a sfogliare quei numeri, seguendo i protagonisti nelle loro vicende eroiche e personali. Sapevo tutto del passato tormentato di Wolverine e della sua vendetta personale contro il potere arrogante dello Stato. Ma poi sono cresciuto: ho lasciato quel mondo di fantasia giovanile per occuparmi di cose serie come la filosofia e la politica. Ora, leggendo il Dossier TAV, una questione democratica di Claudio Calia, mi rendo conto che, appunto, di fumetti ne so pochissimo. Dunque, da profano che si occupa di cose serie, vorrei qui condividere qualche riflessione riguardo la fantasia giovanile di questo libro.
domenica 6 gennaio 2013
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Cibo, il cinismo della finanza e dei monopoli alimentari.
Sono 870 milioni le persone che nel mondo soffrono la fame. Speculazione finanziaria sugli alimenti e aumento dei prezzi dei prodotti sono due facce della stessa medaglia. Andrea Baranes in Il Grande Gioco della Fame 1 spiega i meccanismi delle spietate scommesse sul cibo. Chi è denutrito è disposto a spendere tutto per non morire. Ecco il principio su cui gli speculatori, banche comprese, fondano il loro lavoro.
sabato 5 gennaio 2013
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Reddito minimo di cittadinanza. Intervista all’economista Andrea Fumagalli
Luchino Galli, blogger e mediattivista, intervista Andrea Fumagalli, professore associato di economia politica all’Università di Pavia.
Andrea, tra gli economisti italiani sei uno dei maggiori esperti di reddito minimo garantito; sei anche vicepresidente di BIN Italia. Di cosa si occupa e perché è nata quest’associazione?
Il Bin (Basic Income Network Italia) è costituito da sociologi, economisti, filosofi, giuristi, ricercatori, liberi pensatori che da anni si occupano di studiare, progettare e promuovere interventi indirizzati a sostenere l’introduzione di un reddito garantito in Italia. A tal fine è stato ideato un sito come strumento per l’aggregazione delle idee. Ne è risultato un network di competenze diverse che muovono però nella medesima direzione, sotto un «logo comune», quello del “BIN Italia”, perché comune è l’obiettivo: giungere all’introduzione di un Basic Income per tutti.
venerdì 4 gennaio 2013
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Uscire dall’economia [Serge Latouche]
L’affermazione della decrescita non serve e non si propone di acquisire un potere, un po’ come l’esperienza zapatista. Anzi, costituisce un contropotere sociale. Prima di ogni altra cosa, la decrescita è una provocazione, un grido che contesta l’invenzione stessa dell’economia. L’economia, infatti, come la sua controfigura «green» o il lavoro salariato, esiste solo in un orizzonte di senso, quello del capitalismo. È una ragione di speranza in questi tempi? Sì, in alcune città della Grecia e della Spagna, a differenza di quanto accaduto in Argentina dieci anni fa, pezzi di società che subiscono l’austerità hanno cominciato a incontrare gruppi che sperimentano forme di decrescita. Per questo il potere, che teme il cambiamento profondo dice: «Siate seri, non è il momento di parlare di queste cose».
giovedì 27 dicembre 2012
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Dov’è finito il No Dal Molin?
Sono passati quasi sei anni dalla sera del 16 gennaio 2007, quando il movimento No Dal Molin occupava i binari della stazione di Vicenza e dava poi vita al presidio permanente, da allora centro di discussione e organizzazione del movimento. L'iniziativa era nata per rispondere immediatamente all'editto con cui l'allora presidente del consiglio Romano Prodi confermava gli impegni presi dal suo predecessore Silvio Berlusconi per costruire una nuova base militare americana.
Per due anni il No Dal Molin è stato uno dei punti di riferimento delle «lotte territoriali», attraverso manifestazioni locali e nazionali (la più grossa è quella del 17 febbraio 2007, con 150.000 partecipanti), occupazioni e azioni dirette; con altre esperienze di lotta comuni, a partire dal No Tav, ha creato un «patto di mutuo soccorso». È stato uno straordinario processo collettivo di «soggettivazione», che ha coinvolto centinaia e centinaia di persone che hanno finalmente preso in mano le decisioni sul proprio presente.
giovedì 27 dicembre 2012
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Colombia: bilancio di una guerra civile, sperando nella pace.
Seicentomila morti, quattro milioni di rifugiati, cioè di popolazioni violentemente e disperatamente rimosse dalle loro terre, dalle loro case: ecco alcuni indici della guerra civile in Colombia.Metà del territorio è occupato dai ribelli “insorgenti”, così li chiama la parte dei colombiani che condivide la loro battaglia; l’altra metà del territorio e le metropoli sono nelle mani del potere legale, prodotto di una oligarchia feudale e di una politica stabilizzatrice anticomunista diretta dal Pentagono. Man mano la guerra è diventata sempre più sporca, gruppi di mercenari si sono accompagnati alle truppe della repressione statale. Il Ministero della guerra e quello della polizia sono uno solo, altrettanto vale per il mercato dei meloni e quello della droga. Da anni, il narcotraffico ha cominciato infatti ad attraversare i confini fra le parti in lotta ed ha avuto effetti distruttivi per tutti: per le truppe ufficiali e le bande mercenarie, che lo Stato impiegava o foraggiava, e per la Cia che aveva infiltrato i narcotrafficanti per finalità tattiche, mascherate come patriottiche – ma che ora doveva denunciare come criminali questi suoi agenti perché i loro commerci da Bogotá erano arrivati a Miami; quanto ai ribelli (a causa della droga, inizialmente infamati e politicamente indeboliti), ne sono stati paradossalmente i beneficiari, avendo potuto tassare e ricattare i narcotrafficanti (ma a quale prezzo morale e politico!).
giovedì 27 dicembre 2012
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