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UNIONE EUROPEA E AGRICOLTURA, GLI EFFETTI COLLATERALI .
Il caso sardo è solo la punta di un iceberg? "Migliaia e migliaia di aziende agricole italiane sono indebitate e gli investimenti non sono più remunerati a causa della politica dell'Ue"
Quante aziende agricole italiane sono in situazioni simili a quella delle 5 mila che, in Sardegna, stanno andando all'asta perché non riescono a pagare i debiti nati da finanziamenti agevolati regionali?
Mentre lo sciopero della fame dei contadini sardi si sposta da Decimoputzu a Roma, Gianni Fabbris, responsabile nazionale di Altra Agricoltura, descrive il caso sardo come la punta di un iceberg fatto di situazioni altrettanto drammatiche ma diffuse e polverizzate. Le aziende agricole italiane, soprattutto quelle specializzate che è di moda chiamare "di eccellenza", sono stritolate da due opposte politiche. Prima, gli incentivi a investire, a indebitarsi per specializzarsi e migliorare. Poi, la decisione che le derrate alimentari vanno acquistate là dove sono low cost.
martedì 9 ottobre 2007
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RICHIESTA URGENTE DI SOLIDARIETA' - sciopero fame in sardegna
In Sardegna, una delegazione del Comitato di lotta dei contadini e dei pastori esecutati (ovvero delle oltre 5000 aziende con la vendita all’asta), ha deciso di iniziare da domani uno sciopero della fame. Lo sciopero si terrà nel comune di Decimoputzu (il cui sindaco ha messo a disposizione la sala consigliare) e dove il comitato sta approntando nella giornata di oggi tutta la logistica.
Il comitato (di cui potete vedere la documentazione e le info e seguire nei prossimi giorni le attività nel sito www.sovranitalimentare.net) ha inviato una lettera alle istituzioni sarde che trovate in allegato.
E’ un gesto estremo, quello dello sciopero della fame, che avvia una serie di azioni di lotta e di mobilitazione che continueranno fino a quando non averrà il blocco delle vendite e non si aprirà un percorso di soluzione ad una situazione insostenibile per decine di migliaia di contadini, pastori e braccianti sardi.
Facciamo appello alla solidarietà ed al coinvolgimento del movimento e dei cittadini. Vi chiediamo di inviare una lettera al presidente della Regione Sardegna (Soru) per appoggiare le richieste del Comitato.
lunedì 1 ottobre 2007
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QUELLA SPORCA CINQUINA.
Tre mais, una patata e una barbabietola da zucchero Ogm si apprestano ad
essere approvati dall'Unione Europea anche se la maggioranza degli stati
membri è contraria.
La settimana scorsa sono saliti a cinque gli Ogm che sono burocraticamente
avviati verso il sì europeo, dato che il Consiglio dell'Unione Europea li ha
respinti, ma non con la richiesta maggioranza qualificata. I ministri
dell'Agricoltura degli Stati che compongono l'Unione hanno bocciato, ma
"solo" a maggioranza semplice, i mais MON810xNK603, della Monsanto;
1507xNK603, di Pioneer e Dow AgroSciences; ed "Herculex" 59122, anch'esso di
Pioneer e Dow. Dunque l'ultima parola toccherà alla Commissione europea, che
finora in casi come questo ha ripetitivamente votato sì. Per la cronaca, a
proposito dei tre mais l'Italia per due volte ha detto no ed una si è
astenuta.
domenica 30 settembre 2007
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Cosa c'è dietro " L'isola dei famosi ": ... l'isola del mattone !
"HONDURAS IN MARCIA" UN PAESE CHE (R)ESISTE
Dal 2 al 7 ottobre 2007. - I rappresentanti di 46 comunità di etnia afro-indigena Garifuna saranno in Italia per spiegare meglio, ... e noi centriamo perchè sarà italiana la ditta che distruggerà la baia de Tela.
Per il terzo anno consecutivo il Collettivo Italia Centro America (www.puchica.org) organizza la visita in Italia di un rappresentante dei movimenti popolari honduregni.
Quest'anno, nell'ambito della campagna di denuncia contro il progetto turistico "Los Micos Beach & Resort Centre", nella Bahia de Tela (lisolaeilmattone.blogspot.com), sarà in Italia Alfredo Lopez, leader dell'Organizzazione fraterna dei popoli negri dell'Honduras (Ofraneh) che rappresenta le 46 comunità di etnia afro-indigena garifuna disseminate lungo tutta la costa caraibica del Paese.
giovedì 27 settembre 2007
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OGM, ALVEARI CONTAMINATI IN FRANCIA.
Legambiente e UNAAPI: “Le coltivazioni ogm comportano gravi conseguenze di
forte impatto ambientale: necessario rivedere le norme autorizzatici e
intraprendere studi specifici, seri e indipendenti”.
Presenza di ogm oltre il limite obbligatorio dello 0,9%. È quanto hanno
riscontrato due laboratori scientifici su polline raccolto da sei alveari
situati in prossimità di un campo di mais ogm a Lussas, in Francia.
mercoledì 19 settembre 2007
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Appello per una giornata mondiale di azione e mobilitazione: 26 Gennaio 2008.
Siamo milioni di donne e di uomini, organizzazioni, reti, movimenti,
sindacati da tutte le parti del mondo; veniamo da villaggi, regioni, zone
rurali, centri urbani; siamo di tutte le età, genti, culture, credi, ma
siamo uniti dalla forte convinzione che
UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE
mercoledì 19 settembre 2007
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Los Angeles, stop ai fast food: «Troppi obesi»
Il consiglio comunale dichiara guerra al cibo supercalorico. Il distretto sud, più popoloso e povero: niente licenze per due anni.
NEW YORK—Per due anni niente più nuovi «fast food» a South Los Angeles. Se martedì il consiglio comunale voterà l’ordinanza presentata da Jan Perry, attivissima amministratrice del distretto più popoloso e povero della metropoli californiana, per la prima volta le grandi catene della ristorazione industriale—da McDonald’s a Pizza Hut, da Taco Bell a Burger King — dovranno fronteggiare in una grande città americana un veto all’apertura di nuovi esercizi per motivi legati alla salute dei cittadini. Nell’America che non cucina più e consuma cibi troppo grassi e zuccherati, l’obesità è infatti ormai diventata una vera e propria epidemia. E South Los Angeles è uno degli epicentri di questa crisi.
lunedì 17 settembre 2007
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Sovranità Alimentare e Referendum OGM le ragioni sociali della stessa battaglia
Ogni giorno ha il suo anniversario. Il 12 Settembre del 2001 è il giorno in cui, nel mare di dichiarazioni che si succedevano all’attacco alle Torri Gemelle, un solerte alto dirigente della Casa Bianca, preso dal furore patriottico dichiarava: “…ed ora, dopo Bagdad, tocca agli OGM in Europa”. In realtà, il crescendo della pressione delle lobbies del transgenico aveva da tempo esplicitato uno dei sui obiettivi principali: quello di abbattere la resistenza agli OGM dei cittadini europei.
venerdì 14 settembre 2007
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LA SPECULAZIONE SUL PREZZO DEL GRANO PARTE DALLA BORSA DI CHICAGO.
La Borsa di Chicago è il più grande mercato del mondo del frumento e si chiama Cbot (Chicago Board of Trade). In questa Borsa vengono stipulati i contratti a termine o futures. L’unità di misura del frumento adottata dal Cbot è il bushel. Il contratto standard stabilito dal Cbot ha il taglio fisso di 5.000 bushel.
Ebbene, l’incremento delle quotazioni del frumento, dall’11 aprile all’11 settembre 2007, è stato di circa il 55% con un trend sempre in crescita, mentre quello del mais, nello stesso periodo, ha avuto un trend oscillante. Infatti, mentre da aprile fino all’inizio di luglio il trend è sempre stato in crescita, successivamente ha avuto un calo.
giovedì 13 settembre 2007
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CLIMA: MARINI (COLDIRETTI), CONSUMARE CIBI LOCALI DIMEZZA EMISSIONI.
Promuovere alimenti a km zero nei mercati, supermercati e nelle mense
Il fatto che un pasto con prodotti locali e di stagione genera la metà delle emissioni di CO2 dimostra che una risposta agli effetti dei cambiamenti climatici può essere fornita anche dalla differenziazione delle formule di vendita e degli stili di consumo, privilegiando gli alimenti prodotti localmente, garantendo elevati risparmi sotto il profilo energetico e delle risorse naturali e riducendo, al contempo, le emissioni connesse al trasporto delle merci. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento alla Conferenza nazionale 2007 sui cambiamenti climatici nel ricordare che perfino Al Gore nel suo ormai famoso libro “Una scomoda verità” ha inserito l’acquisto di cibi locali offerti direttamente dagli agricoltori nell’elenco delle cose da fare per dare una mano a salvare la terra dal surriscaldamento globale. Secondo un recente studio della Coldiretti - ha ricordato Marini - consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia - sostiene la Coldiretti - può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2) l'anno poiché ad esempio per trasportare a Roma un chilo di ciliegie dall'Argentina in aereo per una distanza di 12mila km si liberano 16,2 kg di CO2 , mentre per un kg di pesche dal Sudafrica nel viaggio di 8mila chilometri si emettono 13,2 kg di CO2 e, infine, gli arrivi di ogni kg di uva dal Cile producono 17,4 kg di CO2 .
mercoledì 12 settembre 2007
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