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RICHIESTA URGENTE DI SOLIDARIETA' - sciopero fame in sardegna

In Sardegna, una delegazione del Comitato di lotta dei contadini e dei pastori esecutati (ovvero delle oltre 5000 aziende con la vendita all’asta), ha deciso di iniziare da domani uno sciopero della fame. Lo sciopero si terrà nel comune di Decimoputzu (il cui sindaco ha messo a disposizione la sala consigliare) e dove il comitato sta approntando nella giornata di oggi tutta la logistica. Il comitato (di cui potete vedere la documentazione e le info e seguire nei prossimi giorni le attività nel sito www.sovranitalimentare.net) ha inviato una lettera alle istituzioni sarde che trovate in allegato. E’ un gesto estremo, quello dello sciopero della fame, che avvia una serie di azioni di lotta e di mobilitazione che continueranno fino a quando non averrà il blocco delle vendite e non si aprirà un percorso di soluzione ad una situazione insostenibile per decine di migliaia di contadini, pastori e braccianti sardi. Facciamo appello alla solidarietà ed al coinvolgimento del movimento e dei cittadini. Vi chiediamo di inviare una lettera al presidente della Regione Sardegna (Soru) per appoggiare le richieste del Comitato.

Per leggere e inviare la lettera andate alla pagina http://www.soccorsocontadino.eu compilate il modulo e inviatelo. Arriverà nella sala consiliare del Comune di Decimoputzu dove il comitato di lotta è in presidio. Lo consegneremo a Soru. Inviate anche, se potete, messaggi di solidarietà ai contadini in lotta, alla mail: sardegna@altragricoltura.net - Vi giriamo il comunicato/appello dei contadini: Da martedì 2 Ottobre siamo in sciopero della fame. La società e la politica abbiano il coraggio di affrontare la più grande emergenza nazionale dopo la crisi della PARMALAT BLOCCO DELLE ASTE SUBITO: GOVERNO E REGIONE CONCORDINO LA MISURA SULLA FINANZIARIA e affrontino la più grave crisi agricola italiana dopo quella della Parmalat Assemini (CA), 29.09.07 - Si è tenuta questa mattina la riunione del comitato di lotta degli esecutati presso la sede del Soccorso Contadino ad Assemini. La riunione ha valutato la situazione anche in relazione della riunione che una delegazione ha avuto insieme all'esecutivo nazionale di Altragricoltura ed alla struttura nazionale del Soccorso Contadino a Roma il 27 scorso con il Sottosegretario alle Politiche Agricole Dott. Stefano Boco. In quella riunione è stata valutata concordemente l'urgenza di un percorso e sollecitata l'apertura di un tavolo che veda insieme regione, governo nazionale e soggetti finanziari istituzionali. Il comitato ha espresso una grande preoccupazione perchè, mentre la situazione degli agricoltori e dei pastori (e con loro dei braccianti) sardi si fa sempre più insostenibile, sembra, ancora una volta, calare una cortina di silenzio sui gravissimi effetti del disastro indotto dalla legge regionale 44/88 e sue modifiche dichiarata illegale dall'Unione Europea. Non c'è più tempo di analisi e rinvii, occorre intervenire subito perchè alle oltre cinquemila aziende sarde colpite dai provvedimenti di vendita all'asta venga offerta una possibilità di futuro. Il governo nazionale e la giunta regionale, concordino immediatamente una misura sulla finanziaria per bloccare le vendite e aprano un tavolo di confronto sul destino dell'agricoltura sarda per trovare soluzioni ormai non più rinviabili alla crisi finanziaria indotta dagli errori di programmazione e gestione consumati nei decenni scorsi. Fino a quando questo non avverrà il Comitato si mobilita a partire da martedì prossimo dando avvio con uno sciopero della fame ad una serie di iniziative che proseguiranno fino a quando non avremo le certezze del blocco delle aste e dell'apertura di un percorso di soluzione della crisi. Questo gesto estremo, che mette in gioco ed a rischio la nostra salute e la nostra stessa vita, è solo il primo per un percorso che non esclude alcuna opzione alla nostra iniziativa. IL NOSTRO OBIETTIVO E' DI RICONQUISTARE IL FUTURO PER NOI E PER TUTTI I CITTADINI SARDI Il comitato ha inviato una lettera alle istituzioni sarde che alleghiamo, con l'invito ad un incontro da tenere giovedì 4 Ottobre. Invitiamo tutti, già ora, alla conferenza stampa che terremo martedì 2 Ottobre alle ore 12 presso la sala consigliare del Comune di Decimoputzu. Facciamo appello a tutte le realtà contadine, ai movimenti ed ai cittadini perchè sostengano la nostra lotta e si battano con noi contro la morte delle aziende contadine in tutt'Italia, per un cibo sano e garantito. BASTA VENDITA ALL'ASTA DELLE AZIENDE, E' L'ORA DELLA SOVRANITA' ALIMENTARE. Bruno Cabitza. – Comitato di Lotta degli Esecutati Riccardo Piras – Altragricoltura Sardegna Giorgio Matta – Soccorso Contadino Sardegna

Comitato di lotta dei contadini e dei pastori esecutati Altragricoltura Foro Contadino Sardegna Soccorso Contadino Sardegna Info: www.sovranitalimentare.net – www.soccosocontadino.eu Mail: sardegna@altragricoltura.net Per contatti telefonici: Riccardo Piras (3477971120) Decimoputzu, 28/9/07 Al Presidente della Regione Sardegna, Dott. Renato Soru All’Assessore all’agricoltura della Sardegna, Dott. Francesco Foddis Al Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, Dott. Giacomo Spissu Ai Capogruppo al Consiglio Regionale della Sardegna Agli organi di stampa e informazione regionali e nazionali Oggetto: richiesta urgente di misure per bloccare la vendita all’asta delle aziende sarde con un provvedimento sulla finanziaria. DA MARTEDÌ PROSSIMO SIAMO IN SCIOPERO DELLA FAME. LA SOCIETÀ E LA POLITICA ABBIANO IL CORAGGIO DI AFFRONTARE LA PIÙ GRANDE EMERGENZA NAZIONALE DOPO LA CRISI DELLA PARMALAT. Stimati interlocutori, nonostante le numerose iniziative che in questi anni come agricoltori e pastori abbiamo più volte assunto per porre la drammatica questione degli effetti disastrosi derivati dall’applicazione della legge regionale 44/88 e sue modifiche successive, sembra tornare a scendere una cappa di silenzio sulla situazione. Nella nostra regione fra le cinquemila e settemila aziende agricole e pastorali sono con la vendita all'asta al secondo o terzo incanto. Non è più crisi è, semplicemente un disastro che coinvolge la vita di decine di migliaia di persone. Agricoltori, pastori, braccianti sono ridotti alla disperazione. Non vi sembri allarmismo o propaganda strumentale. Potremmo ricordarvi, ancora una volta, i numeri dell'assurdo e dell'ingiustizia ma, oggi, vogliamo sottolineare la rabbia e lo smarrimento di cui si nutrono la solitudine e l'isolamento in cui sono, in questo momento, uomini e donne, anziani e giovani che stanno perdendo la terra o il lavoro, comunque il futuro. Sapete bene di cosa parliamo, parliamo di un disastro di programmazione, gestione, governo dell’agricoltura regionale prodotto nei decenni scorsi e che ora corre il rischio di essere pagato solo dagli agricoltori, dai pastori e dai cittadini sardi. Oggi il sistema creditizio chiede a chi lavora la terra in Sardegna circa 700 milioni di Euro ma noi, spessissimo non abbiamo nemmeno le risorse per mandare a scuola i nostri figli, per la spesa delle nostre famiglie o per mettere in produzione i nostri campi. Produrre, poi, per cosa? Sono molti anni che i nostri prodotti vengono venduti (quando possiamo venderli e non li distruggiamo sui campi) sotto costo. Le Banche, poi, pretendono l’equivalente di quasi l’intera produzione agricola di un intero anno di lavoro di tutte le aziende sarde. Come si è arrivati a questa situazione? Sono state prodotte innumerevoli analisi e dovranno ancora essere scritte molte pagine per raccontare la verità ma noi pensiamo che poche parole possano già chiarire la situazione: siamo di fronte a gravissimi errori di programmazione e gestione politica dell’agricoltura sarda commessi nei decenni scorsi, errori che corrono il rischio di essere pagati solo dai più deboli e di cui qualcuno, ancora una volta, può approfittare per speculare a danno delle famiglie contadine e di pastori, del territorio e di tutti i cittadini. Chi si avvantaggerà della vendita all’asta delle nostre terre e per farne cosa? Non certo i creditori; allora, chi? Gli speculatori che compreranno a prezzi stracciati terre agricole straordinarie per speculare sulle nostre coste? I parenti o gli amici di quanti, seduti alle scrivanie di qualche ufficio pubblico o privato, conoscono le date delle vendite all’asta e si fanno trovare pronti con qualche offerta dell’ultima ora? Non è nemmeno questo il punto fondamentale per le famiglie che per generazioni hanno lavorato la terra. Il punto è la dignità che ci viene negata in questa situazione grottesca in cui stiamo perdendo ogni diritto al futuro. Siamo abituati ad assumerci le nostre responsabilità, quella che ci viene da piantare una campo, lavorarlo per lunghi mesi, aspettare di raccogliere il frutto del lavoro correndo il rischio che qualcosa sia andato male e che le variabili ambientali o altro vanifichino il frutto di un intero anno di sacrifici. Qui, però, non si tratta di questo. Siamo di fronte ad una profondissima ingiustizia compiuta ai danni di chi lavora e di tutti i cittadini sardi. Come chiamare altrimenti questo dato: siamo stati indotti ad investire e ad indebitarci con le banche da una legge regionale dichiarata illegale dalla Commissione Europea. Oggi a noi viene chiesto di restituire le somme garantite da quella legge con tutti gli interessi (che nel frattempo sono lievitati in maniera abnorme e su cui, siamo sempre più convinti, ci siano ampi profili di illegittimità nei calcoli) mentre le banche, per la stessa legge illegale, si guardano bene da restituire gli interessi (anche pubblici) incassati. Siamo, forse, gente semplice ma siamo abituati a pensare che se una cosa è illegale, è illegale per tutti ed, allora, se è illegale per noi lo è anche per le banche e per la Regione che ha fatto la legge e, dunque, ognuno se ne dovrà assumere la responsabilità. Se continua così corriamo il rischio che, nel silenzio generale, passi la svendita di un intero patrimonio di lavoro, di saperi, di economia, garanzia di futuro non solo per noi ma per tutti i cittadini sardi. Per questo diciamo basta e siamo pronti, se dovesse servire, all’ultima delle battaglie possibili: quelle per la dignità e il diritto al futuro. Da martedì prossimo saremo in sciopero della fame, lo faremo mettendo a rischio la nostra salute e le nostre stesse vite, fino a quando non sia convocato un tavolo urgente fra governo regionale, governo nazionale, gli agricoltori e le loro rappresentanze per bloccare, con un provvedimento sulla finanziaria in discussione, la vendita all’asta e trovare una soluzione equa (come abbiamo chiesto all’incontro con il sottosegretario Boco tenuto il 27 scorso e di cui alleghiamo il comunicato) Perché? Perché vogliamo che la politica regionale si assuma le sue responsabilità fino in fondo ed abbia il coraggio di dichiarare il fallimento che è sotto i nostri occhi, riconoscendo di dover lavorare con spirito di servizio e umiltà alla soluzione concreta dei problemi. LA VENDITA ALL’ASTA DELLE AZIENDE SARDE A CAUSA DELLA ILLEGALITA’ DELLA LEGGE REGIONALE 44/88 E SUE MODIFICHE E’ LA PIU’ GRAVE EMERGENZA DELL’AGRICOLTURA ITALIANA DOPO LA CRISI DELLA PARMALAT Chiediamo che: - il governo italiano assuma un provvedimento urgente per bloccare le vendite all’asta e tutti gli atti esecutivi. La finanziaria in discussione è il luogo giusto per farlo - si avvii un percorso efficace per risolvere i problemi, a partire: a) dall’accertamento della reale consistenza delle esposizioni degli operatori appurando se è vero che le somme sono assolutamente gonfiate per calcolo illegittimo di interessi o iscrizione di poste finanziarie di cui gli agricoltori e i pastori non sono responsabili o lo sono solo in parte b) dall’apertura di un tavolo di confronto e di trattativa con le banche (che coinvolga anche la Banca d’Italia e altri soggetti istituzionalmente preposti) e con l’UE per assumere provvedimenti risolutici anche in deroga alle regole comunitarie sulla concorrenza come ha recentemente fatto la Grecia (che ha praticamente azzerato la situazione debitoria delle sue aziende agricole). Vi chiediamo di essere con noi, di costruire un fronte unitario per il futuro dell’agricoltura sarda e vi invitiamo ad un incontro pubblico giovedì prossimo nella Sala consigliare del Comune di Decimoputzu. Bruno Cabitza. – Comitato di Lotta degli Esecutati Riccardo Piras – Altragricoltura Sardegna Giorgio Matta – Soccorso Contadino Sardegna


Altragricoltura Sard3egna

lunedì 1 ottobre 2007


 
News

Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>



FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>