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OGM, ALVEARI CONTAMINATI IN FRANCIA.

Legambiente e UNAAPI: “Le coltivazioni ogm comportano gravi conseguenze di forte impatto ambientale: necessario rivedere le norme autorizzatici e intraprendere studi specifici, seri e indipendenti”. Presenza di ogm oltre il limite obbligatorio dello 0,9%. È quanto hanno riscontrato due laboratori scientifici su polline raccolto da sei alveari situati in prossimità di un campo di mais ogm a Lussas, in Francia.

“I sei alveari, situati a parecchie centinaia di metri dal campo ogm – spiegano Legambiente e l’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (UNAAPI) – hanno dato polline con concentrazioni di ogm tra lo 0,55 e l’1% di ogm. Questo dimostra quanto sia illusoria la misura di isolamento di 50 metri prevista dall’Unione europea tra i campi coltivati a ogm e quelli vicini giacché non tiene conto che il polline viene disseminato nel raggio di 3 km” . Un piccolo apiario amatoriale di 5 alveari, infatti, può giungere a visitare in un giorno 70 milioni di fiori in un raggio di tre chilometri su una superficie corrispondente a 4.000 campi di calcio: “È certa la contaminazione ogm – continuano le due associazioni - dei mieli e di tutti i prodotti dell’alveare nel caso di diffusione di piante ogm visitate dalle api, quali ad esempio colza, mais, cotone ecc…

Il polline, che è sempre più apprezzato quale ottimo ed energetico alimento anche per l’uomo, può addirittura risultare contaminato a soglie superiori a quelle pur elevate dello 0,9% ammesse dalla norma”. “Le coltivazioni ogm comportano gravi conseguenze di forte impatto ambientale – concludono Legambiente e UNAAPI, entrambe aderenti alla Coalizione Liberi da Ogm - e in particolare espongono a immensi rischi sia l’impollinazione, sia la fauna impollinatrice e sia gli stessi prodotti dell’apicoltura ed è necessario quindi rivedere le norme che autorizzano le colture ogm in campo aperto e, nel contempo, avviare nuovi studi specifici, seri e indipendenti capaci di dare risposte certe alle perplessità dei consumatori europei, in maggioranza contrari agli ogm nel piatto”.


Green Planet

mercoledì 19 settembre 2007


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



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Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>