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Un mare di soldi alle banche.

Accordo con 4 banche centrali per rifinanziare il sistema creditizio. Euforia delle borse Alle banche i soldi non si fanno mai mancare: la Bce ha annunciato un intervento congiunto di cinque banche centrali per reintrodurre le agevolazioni che garantiscano liquidità in dollari. La ripresa dei finanziamenti è stata decisa per aiutare le banche europee a finanziarsi in dollari visto che a causa della crisi dei debiti sovrani avevano enormi difficoltà a trovare credito. Nella sua opera di finanziamento, la Banca centrale europea ha trovato un accordo con la Federal reserve statunitense, con la Bank of Japan, la Banca centrale svizzera e quella inglese. Come avverrà l'operazione di finanziamento è spiegato in un comunicato emesso dalla Bce: nel quale si spiega che «ha deciso, in coordinamento con la Fed, La Boe, la Boj e la Snb di avviare tre diverse operazioni per fornire liquidità in dollari con prestiti a tre mesi fino alla fine dell'anno». Le operazioni saranno condotte a tassi fissi e sulla base di aste che si terranno il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre.
domenica 4 settembre 2011
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SACCHEGGIARE ALLA LUCE DEL GIORNO.

Sentiamo sempre dire che le rivolte in Inghilterra non erano politiche, ma che i saccheggiatori sanno che le loro élite stanno commettendo rapine alla luce del sole Continuo a sentire paragoni tra le rivolte di Londra e quelle nelle altre città europee, le finestre infrante ad Atene o i roghi delle auto a Parigi. E ci sono delle convergenze, in realtà: una scintilla accesa dalla violenza della polizia, una generazione che si sente dimenticata. Ma quegli eventi furono segnati dalla distruzione di massa; i saccheggi furono minori. Ci sono stati, comunque, altri saccheggi di massa negli ultimi anni, e forse dovremmo parlare anche di quelli. Ci furono a Baghdad subito dopo l’invasione degli Stati Uniti, un delirio di incendi dolosi e di saccheggi che svuotò librerie e musei. Anche le fabbriche sono state colpite. Nel 2004 sono entrata in una che produceva frigoriferi. I lavoratori avevano arraffato qualsiasi cosa avesse valore, e poi gli hanno dato fuoco così massicciamente che il magazzino era una scultura di lamiere deformate.
giovedì 18 agosto 2011
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dov'è IVAN, il leader della lotta dei braccianti di Nardò ?

IVAN, LEADER ATTIVO DELLO SCIOPERO DEI BRACCIANTI DI NARDÒ È SPARITO NELLA NOTTE TRA L'11 E IL 12 AGOSTO DALLA MASSERIA DI BONCURI. L'ipotesi più probabile è che si sia trattato di allontanamento volontario. Ma "volontario" per modo di dire, dato che è il frutto di minacce di morte già denunciate dallo stesso Ivan nel corso dello sciopero ad opera di caporali, tra cui un tunisino; a queste si sono aggiunti tentativi di aggressione antisciopero di alcuni altri immigrati, fomentati da padroni e caporali. Le azioni per dividere gli immigrati a fronte del grande sciopero non sono mai cessate, con Istituzioni e forze dell'Ordine in posizione di silenzio/assenso.
lunedì 15 agosto 2011
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Lo sciopero a Nardò (Lecce) è finito.

Dopo 13 giorni difficilissimi lo sciopero è sostanzialmente finito alla Masseria Boncuri di Nardò (Lecce). Yvan, il leader camerunense della protesta, se ne è andato dopo una notte, quella di giovedì 12 agosto, ad alta tensione tra gli stessi scioperanti. Il gruppo di migranti che, pur politicamente inesperto, aveva imposto una lotta coraggiosa si è fatto così consumare dal logorio continuo delle pressioni padronali e istituzionali, di attenzioni sindacali e massmediatiche (sono passati giornalisti della carta stampata e delle televisioni locali e nazionali), nonché di dicerie dispensate ad arte da altri migranti e dai caporali sui privilegi, in realtà inesistenti, di alcuni protagonisti. Certo, il decreto d’urgenza emanato ieri dal governo, peraltro una vera manovra di classe, introduce all’articolo 12 il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”: si tratta di un riconoscimento importante della lotta sostenuta dai lavoratori africani qui a Nardò. Per il momento, però, i caporali continuano indisturbati a muoversi dentro e fuori il campo, nonostante la decina di denunce che gli stessi migranti hanno risolutamente presentato in questi giorni alle forze dell’ordine.
lunedì 15 agosto 2011
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RESPINGERE LA PIU’ PESANTE MANOVRA DEGLI ULTIMI CINQUANT’ANNI. SCIOPERO DI DUE ORE DI TUTTO IL PUBBLICO IMPIEGO IL 9 SETTEMBRE, POI SCIOPERO GENERALE NAZIONALE.

Una vera e propria manovra contro la gente comune, i lavoratori, il Paese. Dentro c’è di tutto meno quello che davvero servirebbe, cioè sganciare l’Italia dalla morsa della speculazione finanziaria e dai diktat dell’Europa. 79 Miliardi di euro a luglio, 45 ad agosto e non è detto che ci si fermi qui riuscendo a non toccare i veri ricchi, quel 10% delle famiglie che detiene oltre il 50% della ricchezza del Paese e quelli che evadono per oltre 120 miliardi di euro l’anno.
sabato 13 agosto 2011
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Il default come contropotere alla speculazione finanziaria.

Nei commenti della maggior parte degli organi di stampa e nelle dichiarazione sia degli uomini politici che dei cosiddetti esperti, uno spettro (o meglio un incubo) si aggira per l’Europa. Non è lo spettro del comunismo, bensì l’incubo dei mercati finanziari. Tutti sono in attesa del loro responso, forma di moderno oracolo, in grado di condizionare e incidere sulla vita di milioni di persone, di far cadere un governo, di imporre elezioni anticipate oppure la sottoscrizione di documenti e patti sociali altrimenti poco credibili tra firmatari altrettanto poco credibili. Il biopotere dei mercati finanziari si è grandemente accresciuto con la finanziarizzazione dell’economia. Se il Prodotto interno lordo del mondo intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95 mila miliardi di dollari, le borse di tutto il mondo 50 mila miliardi, i derivati 466 mila miliardi. Tutti insieme (al netto delle attività sul mercato delle valute e del credito), questi mercati muovono un ammontare di ricchezza otto volte più grande di quella prodotta in termini reale: industrie, agricoltura, servizi. Tale processo, oltre a spostare il centro della valorizzazione e dell’accumulazione capitalistica dalla produzione materiale a quella immateriale e dello sfruttamento dal solo lavoro manuale anche a quello cognitivo, ha dato origine ad una nuova “accumulazione originaria”, che, come tutte le accumulazioni originarie, è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione.
venerdì 12 agosto 2011
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MA I CAPORALI A NARDO' GIRANO INDISTURBATI .

«Abbiamo ottenuto poco dall’incontro. Un impegno delle organizzazioni che rappresentano le aziende per coinvolgere le aziende di Nardò ad andare al centro per l’impiego per ingaggiare direttamente i lavoratori. Per noi la soluzione rimane nel chiedere subito un provvedimento legislativo d’urgenza contro il caporalato, perchè secondo noi questa è la questione centrale». Il blog degli scioperanti di Nardò ridimensiona le letture entusiastiche del verbale firmato a Bari 24 ore prima da confederali e Regione. «L’atmosfera a Nardò è abbastanza tesa - spiega a Liberazione, Gianluca Nigro, 41 anni, operatore sociale brindisino, dell’associazione Finisterrae presente alla masseria Boncuri assieme alle Brigate di solidarietà attiva - dopo una settimana di sciopero da parte di 400 braccianti ora qualcuno è stato costretto a tornare al lavoro perché da straniero se non lavori non mangi.
giovedì 11 agosto 2011
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La lezione di Nardò.

Molti dei braccianti africani di Nardò non conoscono il ruolo delle agenzie di rating ma senza dubbio hanno sperimentato sulla propria pelle le politiche che queste sono in grado di produrre: prima nei paesi di origine, quindi nei vari paesi che hanno attraversato, buon ultimo quello ironicamente definito d'accoglienza, l'Italia. Politiche e processi analoghi a quelli che oggi portano alla crisi internazionale da tempo hanno messo in ginocchio buona parte dell'agricoltura dell'Europa del Sud. Una crisi che qui a Nardò si manifesta nei bassi prezzi di angurie e pomodori e a cui i braccianti africani hanno dato una risposta chiara: organizzazione autonoma del primo sciopero in Italia di braccianti stranieri per rivendicare diritti legati al lavoro e per spezzare il sistema del caporalato. Non che abbiano trovato molti sostegni istituzionali. Il cielo della politica parlamentare è concentrato sui listini di borsa, e l'unico sindacato che ha appoggiato i braccianti, la Flai‐Cgil, ha puntato tutto su trattative in provincia e regione che stanno sfiancando gli scioperanti, di fronte ad associazioni datoriali che negano ogni responsabilità.
mercoledì 10 agosto 2011
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«Abolire i paradisi fiscali, fermare la finanza tossica».

«Siamo di fronte ad un problema di debito totale, non solo finanziario ma anche ecologico. Debito generazionale di un Paese che riesce solo a saccheggiare il proprio territorio ma è incapace d'investire in lungimiranza, ad esempio nella scuola». Pietro Raitano, direttore di Altreconomia, non ne fa una semplice questione di contabilità. Questa crisi mette in discussione un modello di società, in altri tempi si sarebbe detto di sviluppo, termine caduto in disuso per la sua natura ambivalente che suscita critiche. «La crisi che abbiamo davanti viene da lontano: il primo dato è che abbiamo il quarto debito mondiale ma non siamo la quarta potenza economica del mondo, dall'altra con l'incremento del debito crescono anche gli interessi da restituire ed essendo ormai divenuti un Paese vecchio, che non punta più su tecnologia, innovazione e ricerca, vacilla la fiducia sulla nostra capacità di esser solvibili».
mercoledì 10 agosto 2011
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Ricordati di come si fa uno sciopero.

“Ci avete ricordato come si fa uno sciopero”, dice Nicola, un militante della Rete antirazzista di Bari, durante l’assemblea tenuta ieri alla Masseria Boncuri di Nardò dalle Reti antirazziste e delle associazioni pugliesi. Un’assemblea affollata, almeno cinquanta persone – cariche anche di cibo e sostegno concreto agli scioperanti – venute da tutta la Puglia, ma anche dalla Basilicata, dalla Calabria, da Bologna e altre città del Nord, e che ha mostrato quanto il Campo di Nardò, dove i braccianti africani sono in sciopero da più di una settimana, sia diventato un punto di riferimento per le lotte dei migranti. Arturo, dell’Associazione Equosud, arrivato dalla Piana di Gioia Tauro, ha ricordato con forza ai lavoratori di Nardò che questo è un evento storico: è la prima volta che braccianti stranieri impegnati in agricoltura decidono di scioperare per rivendicare diritti legati al lavoro e per spezzare il sistema del caporalato. E lo fanno in modo auto-organizzato.
lunedì 8 agosto 2011
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