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Così ci uccidono.
35.000 morti e mezzo milione di malati:
ogni anno sono queste le vittime delle sostanze tossiche
che gli italiani mangiano e respirano.
6740 chilometri quadrati, un territorio più esteso
della Liguria: è la superficie complessiva delle aree
contaminate dai veleni nel nostro Paese.
15 milioni: sono le persone che in Italia vivono
in zone considerate a rischio sanitario.
Un disastro nazionale di cui nessuno vuole parlare,
una vera e propria industria che coinvolge nomi di spicco.
E prospera sulla pelle dei cittadini.
sabato 1 ottobre 2011
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Ugo Mattei: I buoni motivi per evitare il saccheggio.
Quando lo Stato privatizza una ferrovia, una linea aerea, la sanità, l'università, un teatro pubblico o cerca di "vendersi" il patrimonio immobiliare (come fatto ieri da Tremonti e Berlusconi) esso espropria la comunità (ognun di noi pro quota) dei suoi beni comuni (proprietà comune), in modo esattamente analogo e speculare rispetto a ciò che succede quando si espropria una proprietà privata per costruire una strada o un'altra opera pubblica.
venerdì 30 settembre 2011
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Il 27 settembre è l'Overshoot Day: l'umanità ha esaurito le risorse che la natura può fornire in un anno in maniera sostenibile.
(OAKLAND, CA, USA) – L'umanità sta sorpassando il budget naturale a sua disposizione per questo anno, e ora è in rosso, secondo i dati del Global Footprint Network, una organizzazione di ricerca internazionale con uffici in California e a Ginevra.
Come un estratto conto di banca riporta le entrate e le uscite, il Global Footprint Network (GFN) tiene conto del fabbisogno umano di natura (per esempio per fornire cibo, produrre materie prime e assorbire CO2) rispetto alla capacità della natura di rigenerare queste risorse e assorbire i rifiuti. I calcoli del GFN dimostrano che - approssimativamente in nove mesi - il fabbisogno di risorse dell'umanità ha sorpassato il livello che il pianeta è in grado di fornire in modo sostenibile per questo anno.
Per la restante parte dell'anno, sosterremo il nostro deficit ecologico esaurendo le riserve naturali e accumulando CO2 nell'atmosfera. “E' come se spendeste il vostro salario annuale in nove mesi, cioè tre mesi prima che l'anno sia finito e consumaste i risparmi anno dopo anno. Abbastanza in fretta finireste il vostro capitale” ha detto Mathis Wackernagel Presidente del Global Footprint Network.
Il fatto di “spendere” al di là delle nostre possibilità è diventato un circolo vizioso, nel quale noi sprofondiamo sempre più alla stessa velocità con cui il nostro fabbisogno di natura aumenta. “Dalla crescita rapida dei prezzi del cibo agli esplosivi effetti del cambiamento climatico, le nostre economie stanno iniziando a confrontarsi con la realtà di anni di consumi al di sopra delle possibilità” ha detto Mathis Wackernagel. “Se vogliamo mantenere società stabili e vite dignitose, non possiamo continuare a far allargare il divario tra ciò che la natura è capace di fornire e ciò che le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono”.
martedì 27 settembre 2011
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Decrescita, discuterne si può.
di CARLA RAVAIOLI - IL MANIFESTO del 24 SETTEMBRE 2011
«Benessere senza crescita?», ecco finalmente il tema, negletto e cancellato, affrontato da un gruppo di importanti studiosi che si riuniranno a Dobbiaco l'1 e il 2 ottobre
«Il coro di 'crescita, crescita, crescita' si fa sempre più assordante, mentre la crisi, tra susseguirsi di giornate nere delle borse e aumento continuo della disoccupazione, si manifesta nelle sue dimensioni sempre più preoccupanti». Una premessa di questo tipo, in apertura dell'invito alla 22ma sessione dei "Colloqui di Dobbiaco 2011", programmata per l'1-2 ottobre, e intitolata appunto "Benessere senza crescita", è davvero una bella sorpresa. Forse è perfino un'autorizzazione a sperare in un possibile rinsavimento dell'umanità, oggi inesorabilmente istigata al più insensato consumo fine a se stesso, sedotta all'identificazione con il possesso di merci, in mancanza delle quali con ogni mezzo convinta della propria inesistenza, e per il cui possesso pertanto indotta a tutto, subordinata fino alla cancellazione del prossimo e alla stessa negazione di sé. Forse è, può essere, finalmente, il primo passo per una presa d'atto, individuale e sociale, di una realtà negli ultimi decenni per mille versi rivelatasi non oltre sostenibile e tuttavia ostinatamente, coralmente, a tutti i livelli, data e praticata come insostituibile, accettata e vissuta come una sorta di fede.
sabato 24 settembre 2011
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Franco Berardi Bifo: In difesa di Silvio Berlusconi (e tutta la sua banda di ruffiani predatori e tagliagole).
Introduzione
Una banda di criminali sapientemente organizzati si è impadronita del potere mediatico, finanziario e politico, e lo detiene con coraggioso sprezzo del pericolo da quasi un ventennio. Un altro ventennio italiano.
La banda si difende assai bene, da ogni punto di vista. Dispone di enormi capitali coi quali è possibile comprare non solo ville, televisioni, giornali, giudici e favori sessuali, ma anche quel che più conta alla distanza: il voto di una parte consistente del Parlamento e il voto di milioni di elettori. Dispone di avvocati ben pagati, preparati, pronti a tutto. La linea di difesa, in generale è la seguente: non intendo rispondere, non me ne importa niente delle accuse che mi rivolgete, delle rivelazioni giornalistiche e di quel che si pensa di me.
Continuo a fare quel che ho sempre fatto, e nessuno ha la forza di fermarmi. Perciò la banda resta salda in sella ancor oggi, autunno 2011. Magari meno solida di un tempo, ma solida abbastanza per continuare a governare sul nulla mentre il paese sprofonda con ogni evidenza in una crisi catastrofica di cui, per essere onesti, la banda non è affatto responsabile, checché ne dica il povero Bersani. La crisi è stata infatti provocata da sommovimenti tellurici di portata planetaria, e la banda per lungo tempo ha deciso che il problema non la riguarda, il che non è del tutto riprovevole dato che non c’è alcun modo di venirne fuori finché la dittatura finanziaria non sarà stata abbattuta, checché ne dica il povero di Bersani.
sabato 24 settembre 2011
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La finanza si può tassare. Ma l'Italia aumenta l'Iva .
L'Europa lavora per tassare le transazioni finanziarie e la speculazione. Ne può venire stabilità e un forte gettito. Ma il governo italiano non se accorge e sceglie di aumentare l'Iva
Nelle prossime settimane la Commissione europea dovrebbe presentare la sua proposta per una tassa sulle transazioni finanziarie – Ttf – sulla spinta dell'impegno francese e tedesco e delle posizioni a favore espresse dal Parlamento europeo. Una tassa molto piccola su ogni transazione, che non avrebbe alcun impatto per l'economia o per i piccoli risparmiatori, ma che permetterebbe di contrastare la speculazione e la finanza-casinò.
Su richiesta dell'Unitaid, uno studio di consulenza finanziaria ha preparato un vero e proprio manuale d'uso su come introdurre la tassa in maniera unilaterale in Francia. La ricerca conferma la fattibilità tecnica di questa misura e stima un gettito per i nostri vicini d'oltralpe di oltre 12 miliardi di euro l'anno.
domenica 18 settembre 2011
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EUROCRISI: VALANGA DI SOLDI PER I BANCHIERI PRIVATI, AUSTERITY PER IL POPOLO.
La crisi? E chi la sente? I banchieri non di sicuro. Al primo allarme per gli istituti di credito dell'area euro, tutti intervengono con tempestività impressionante. Così le banche centrali, come l'11 settembre o nel crac di Lehman Brothers tre anni fa, serrano le fila, e sotto lo slogan "noi la crisi non la paghiamo" portano a casa il loro salvataggio marciando unite. Sembra una barzelletta ma è proprio così, agli stati in crisi ed ai popoli si stringe al collo il ricatto monetarista con l'austerity, alle banche private liquidità a non finire.
venerdì 16 settembre 2011
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Paolo Persichetti: «Il pareggio di bilancio non impedirà il default» .
Intervista ad Emiliano Brancaccio, docente di economia politica presso l'università del Sannio
L'idea di un ricorso ad ipotesi di «default controllato» cominciano a farsi strada. Angela Merkel, decisamente restia a soluzioni del genere anche solo poche settimane fa, ha dichiarato nel corso di una intervista che nell'eurozona «il compito più importante è impedire un default "non gestito" perchè questo non riguarderebbe soltanto la Grecia». La cancelliera tedesca ha auspicato che venga «fatto tutto il possibile per tenere insieme politicamente l'eurozona, perchè altrimenti possiamo ottenere velocemente un effetto domino».
Professor Brancaccio, tra le soluzioni alla crisi greca si fa strada l'ipotesi del fallimento tecnico. La dichiarazione di insolvibilità non sembra più uno spauracchio.
giovedì 15 settembre 2011
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Alex Zanotelli : dire NO alle spese militari.
Nella discussione nazionale sulla manovra finanziaria, quello che spicca è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul bilancio del ministero della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro, cioè 76 milioni di euro al giorno? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). A ciò dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra semplicemente tagliando le spese militari.
giovedì 15 settembre 2011
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L’Italia spende 23 miliardi per la guerra. Ma non lo dice.
All’ottavo posto al mondo per spese militari, nel 2010 l’Italia spende oltre i 20 miliardi di euro per la difesa. Mentre la spesa complessiva per le strutture e il personale ha subito ritocchi, anche per “far posto” agli oneri del modello dell’esercito professionale, quella specifica per gli armamenti si avvicina sempre di più ad incrementi a due cifre.
Luca Galassi ha fatto i conti in tasca alla difesa dalle colonne di “PeaceReporter”: a lievitare sono i fondi destinati agli “acquisti” per i nuovi armamenti, un incremento dell’8,4%, (mentre l’incremento complessivo è almeno un terzo di questa percentuale) pari a quasi tre miliardi e mezzo, ovvero 266 milioni in più rispetto al 2010.
L’Italia spende mezzo miliardo di euro all’anno per la campagna in Afghanistan, ed ha messo in cantiere una operazione da 16 miliardi per acquistare 131 bombardieri invisibili F-35, aerei “stealth” di ultima generazione, attrezzato per trasportare Nh-90testate nucleari (471,8 milioni di euro l’uno). Altri 309 milioni saranno destinati all’acquisto degli elicotteri Nh-90 della AgustaWestland, mentre la lista della spesa militare 2011 contempla anche due sottomarini U-212, del costo di 164,3 milioni, e di altri elicotteri Ch-47 F Chinhook (per 137 milioni), oltre all’ammodernamento dei caccia multiruolo Tornado (178,3 milioni). Per il caccia Eurofighter Typhoon, il jet Aermacchi M-346 da addestramento, le modernissime fregate Fremm e i veicoli corazzati da combattimento Freccia verranno reperite risorse dal ministero dello Sviluppo economico, «chiamato a contribuire con poco meno di un miliardo di euro». E’ proprio tenendo conto della “partecipazione” del ministero dello Sviluppo economico che la spesa complessiva lievita di ben tre miliardi.
giovedì 15 settembre 2011
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