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Libia. Piovute 850 bombe italiane.

I velivoli italiani che partecipano alle operazioni Nato sulla Libia hanno finora «individuato 1.500 obiettivi, attaccandone oltre 500 con circa 850 bombe a guida laser e satellitare» e più di «due dozzine di missili da crociera Storm Shadow», per un costo complessivo dei soli ordigni pari a «circa 60 milioni». È quanto scrive il Sole 24 Ore che, citando «fonti vicine agli ambienti Nato», fornisce un bilancio aggiornato del «ruolo di primo piano» delle forze armate italiane nel conflitto libico.
mercoledì 5 ottobre 2011
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Ecocidio in Patagonia.

Si tratta di uno dei progetti agroalimentari piú assurdi e insostenibili di tutta la Patagonia. Un consorzio agroalimentare cinese della multinazionale Heilonijang Agriculture Company, che raggruppa compagnie di produzione di carne e granaglie, ha affittato 320 mila ettari nella provincia del Rio Negro, in Argentina, per coltivare soia, colza e altre piante foraggere, tutte transgeniche.
martedì 4 ottobre 2011
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MICHAEL MOORE: LE MIE NOTTI CON GLI INDIGNATI

Io tra gli indignati di Liberty Plaza vi imbrogliano, ora diciamo basta. New York ha otto milioni di abitanti: un milione vive in povertà. È una vergogna e la gente non ne può più. Stavolta si tratta dei nostri figli che non possono andare al college. È in gioco il posto di lavoro. È questa la posta in palio. Ho deciso di impegnarmi. Questa adesso è la nostra missione: impegnarci.
domenica 2 ottobre 2011
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Feticismo della merce digitale e sfruttamento nascosto: i casi Amazon e Apple.

La settimana scorsa The Morning Call, un quotidiano della Pennsylvania, ha pubblicato una lunga e dettagliata inchiesta – intitolata Inside Amazon’s Warehouse – sulle terribili condizioni di lavoro nei magazzini Amazon della Lehigh Valley. Il reportage, risultato di mesi di interviste e verifiche, sta facendo il giro del mondo ed è stato ripreso dal New York Times e altri media mainstream. Il quadro è cupo: - estrema precarietà del lavoro, clima di perenne ricatto e assenza di diritti; - ritmi inumani, con velocità raddoppiate da un giorno all’altro (da 250 a 500 “colli” al giorno, senza preavviso), con una temperatura interna che supera i 40° e in almeno un’occasione ha toccato i 45°; - provvedimenti disciplinari ai danni di chi rallenta il ritmo o, semplicemente, sviene (in un rapporto del 2 giugno scorso si parla di 15 lavoratori svenuti per il caldo); - licenziamenti “esemplari” su due piedi con il reprobo scortato fuori sotto gli occhi dei colleghi. E ce n’è ancora. Leggetela tutta, l’inchiesta. Ne vale la pena. La frase-chiave la dice un ex-magazziniere: “They’re killing people mentally and phisically.“
domenica 2 ottobre 2011
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Tagli, tasse, licenziamenti, svendite: la tragedia greca è «solo agli inizi»

Ma contro la troika Ue la società non si dà ancora per vinta Disoccupazione al 30% nel 2012: i senza lavoro saranno di più degli occupati ATENE. La ribellione di un movimento eterogeneo di funzionari, studenti, pensionati, lavoratori del settore privato e tassisti ha registrato una piccola vittoria psicologica ad Atene costringendo alla ritirata i rappresentanti della troika europea, che hanno abbandonato da due giorni la sede dell'assediato e occupato ministero delle finanze, in piazza Syntagma, per riunirsi con i ministri e funzionari del governo Papandreou in un posto più sicuro.
domenica 2 ottobre 2011
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Così ci uccidono.

35.000 morti e mezzo milione di malati: ogni anno sono queste le vittime delle sostanze tossiche che gli italiani mangiano e respirano. 6740 chilometri quadrati, un territorio più esteso della Liguria: è la superficie complessiva delle aree contaminate dai veleni nel nostro Paese. 15 milioni: sono le persone che in Italia vivono in zone considerate a rischio sanitario. Un disastro nazionale di cui nessuno vuole parlare, una vera e propria industria che coinvolge nomi di spicco. E prospera sulla pelle dei cittadini.
sabato 1 ottobre 2011
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Ugo Mattei: I buoni motivi per evitare il saccheggio.

Quando lo Stato privatizza una ferrovia, una linea aerea, la sanità, l'università, un teatro pubblico o cerca di "vendersi" il patrimonio immobiliare (come fatto ieri da Tremonti e Berlusconi) esso espropria la comunità (ognun di noi pro quota) dei suoi beni comuni (proprietà comune), in modo esattamente analogo e speculare rispetto a ciò che succede quando si espropria una proprietà privata per costruire una strada o un'altra opera pubblica.
venerdì 30 settembre 2011
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Il 27 settembre è l'Overshoot Day: l'umanità ha esaurito le risorse che la natura può fornire in un anno in maniera sostenibile.

(OAKLAND, CA, USA) – L'umanità sta sorpassando il budget naturale a sua disposizione per questo anno, e ora è in rosso, secondo i dati del Global Footprint Network, una organizzazione di ricerca internazionale con uffici in California e a Ginevra. Come un estratto conto di banca riporta le entrate e le uscite, il Global Footprint Network (GFN) tiene conto del fabbisogno umano di natura (per esempio per fornire cibo, produrre materie prime e assorbire CO2) rispetto alla capacità della natura di rigenerare queste risorse e assorbire i rifiuti. I calcoli del GFN dimostrano che - approssimativamente in nove mesi - il fabbisogno di risorse dell'umanità ha sorpassato il livello che il pianeta è in grado di fornire in modo sostenibile per questo anno. Per la restante parte dell'anno, sosterremo il nostro deficit ecologico esaurendo le riserve naturali e accumulando CO2 nell'atmosfera. “E' come se spendeste il vostro salario annuale in nove mesi, cioè tre mesi prima che l'anno sia finito e consumaste i risparmi anno dopo anno. Abbastanza in fretta finireste il vostro capitale” ha detto Mathis Wackernagel Presidente del Global Footprint Network. Il fatto di “spendere” al di là delle nostre possibilità è diventato un circolo vizioso, nel quale noi sprofondiamo sempre più alla stessa velocità con cui il nostro fabbisogno di natura aumenta. “Dalla crescita rapida dei prezzi del cibo agli esplosivi effetti del cambiamento climatico, le nostre economie stanno iniziando a confrontarsi con la realtà di anni di consumi al di sopra delle possibilità” ha detto Mathis Wackernagel. “Se vogliamo mantenere società stabili e vite dignitose, non possiamo continuare a far allargare il divario tra ciò che la natura è capace di fornire e ciò che le nostre infrastrutture, economie e stili di vita richiedono”.
martedì 27 settembre 2011
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Decrescita, discuterne si può.

di CARLA RAVAIOLI - IL MANIFESTO del 24 SETTEMBRE 2011 «Benessere senza crescita?», ecco finalmente il tema, negletto e cancellato, affrontato da un gruppo di importanti studiosi che si riuniranno a Dobbiaco l'1 e il 2 ottobre «Il coro di 'crescita, crescita, crescita' si fa sempre più assordante, mentre la crisi, tra susseguirsi di giornate nere delle borse e aumento continuo della disoccupazione, si manifesta nelle sue dimensioni sempre più preoccupanti». Una premessa di questo tipo, in apertura dell'invito alla 22ma sessione dei "Colloqui di Dobbiaco 2011", programmata per l'1-2 ottobre, e intitolata appunto "Benessere senza crescita", è davvero una bella sorpresa. Forse è perfino un'autorizzazione a sperare in un possibile rinsavimento dell'umanità, oggi inesorabilmente istigata al più insensato consumo fine a se stesso, sedotta all'identificazione con il possesso di merci, in mancanza delle quali con ogni mezzo convinta della propria inesistenza, e per il cui possesso pertanto indotta a tutto, subordinata fino alla cancellazione del prossimo e alla stessa negazione di sé. Forse è, può essere, finalmente, il primo passo per una presa d'atto, individuale e sociale, di una realtà negli ultimi decenni per mille versi rivelatasi non oltre sostenibile e tuttavia ostinatamente, coralmente, a tutti i livelli, data e praticata come insostituibile, accettata e vissuta come una sorta di fede.
sabato 24 settembre 2011
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Franco Berardi Bifo: In difesa di Silvio Berlusconi (e tutta la sua banda di ruffiani predatori e tagliagole).

Introduzione Una banda di criminali sapientemente organizzati si è impadronita del potere mediatico, finanziario e politico, e lo detiene con coraggioso sprezzo del pericolo da quasi un ventennio. Un altro ventennio italiano. La banda si difende assai bene, da ogni punto di vista. Dispone di enormi capitali coi quali è possibile comprare non solo ville, televisioni, giornali, giudici e favori sessuali, ma anche quel che più conta alla distanza: il voto di una parte consistente del Parlamento e il voto di milioni di elettori. Dispone di avvocati ben pagati, preparati, pronti a tutto. La linea di difesa, in generale è la seguente: non intendo rispondere, non me ne importa niente delle accuse che mi rivolgete, delle rivelazioni giornalistiche e di quel che si pensa di me. Continuo a fare quel che ho sempre fatto, e nessuno ha la forza di fermarmi. Perciò la banda resta salda in sella ancor oggi, autunno 2011. Magari meno solida di un tempo, ma solida abbastanza per continuare a governare sul nulla mentre il paese sprofonda con ogni evidenza in una crisi catastrofica di cui, per essere onesti, la banda non è affatto responsabile, checché ne dica il povero Bersani. La crisi è stata infatti provocata da sommovimenti tellurici di portata planetaria, e la banda per lungo tempo ha deciso che il problema non la riguarda, il che non è del tutto riprovevole dato che non c’è alcun modo di venirne fuori finché la dittatura finanziaria non sarà stata abbattuta, checché ne dica il povero di Bersani.
sabato 24 settembre 2011
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