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SICILIA: NO AI VINI SUDAMERICANI TRATTATI CON ACIDO MALICO

Continuano gli infiniti equilibrismi della Comunità Europea in relazione al settore agroalimentare. Se in europa giustamente si pretendono dagli agricoltori metodi produttivi trasparenti, sicuri e tracciati, ciò troppe volte non si pretende dai produttori dei paesi extraeuropei che esportano quì alimenti con qualche punto nero che travalica le nostre normative. A volte la cosa è così vistosa che anche un ente pubblico e non solo le associazioni dei consumatori può accorgersene e cercare di intervenire a tutela della salute dei cittadini e del reddito dei produttori, è il caso dei "vini all'acido malico" di provenienza sudamericana. a cura di AltrAgricoltura Nord Est

La Provincia di Trapani contro l'Ue L'iniziativa era stata preannunciata. Adesso ha preso forma. L'amministrazione provinciale ha chiesto l'annullamento in sede legale del regolamento Ue che permette l'ingresso in Europa di vini prodotti in sud America organoletticamente difettosi. «Se vogliamo efficacemente difendere e valorizzare le nostre produzioni – dice il presidente Giulia Adamo – non è più possibile continuare a consentire l'ingresso e la commercializzazione di vini esteri, provenienti soprattutto dall'Argentina, dal Cile, ma anche da altri Paesi del Sud America, che, grazie ad una deroga palesemente illegittima dell'attuale Regolamento comunitario, invadono i mercati italiani e le nostre mense pur essendo organoletticamente difettosi perché sottoposti a pratiche enologiche scorrette, anche con l'aggiunta di acido malico, pratica quest'ultima assolutamente non consentita nei Paesi europei». La Provincia Regionale in pratica ha chiesto al Ministro delle Politiche Agricole – «nell'interesse e a tutela delle produzioni vinicole italiane e soprattutto della provincia di Trapani la cui economia è essenzialmente vitivinicola» – di far valere efficaci e motivate azioni di impugnazione finalizzate intanto ad ottenere l'annullamento del Regolamento mediante il quale la Comunità Europea continua a consentire l'ingresso, nel territorio comunitario, di vini provenienti dal Sud America che vengono prodotti senza il rispetto di tutte le corrette pratiche enologiche. Con la deliberazione approvata ieri l'Amministrazione Provinciale prosegue dunque la propria azione volta a contrastare ed eliminare le difficoltà derivanti dall'attuale fase di crisi che investe il comparto vitivinicolo.


La Sicilia

giovedì 20 gennaio 2005


 
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