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La forma dell'urbano". Gli agronomi in città.

Chi deve progettare la città? Sinora patrimonio esclusivo di architetti ed urbanisti ed ingegneri civili, oggi con la crisi ecologica emergente, anche la forma delle città deve cambiare know how. Agronomi, giardinieri ed ecologici designer diventano i nuovi artefici della "città-giardino", che rappresenta e vive del "paradigma vegetale". E' questo l'interrogativo di partenza del volume edito da Socialmente curato da Daniele Ara e Oscar Marchisio, dal titolo "La Forma dell'Urbano", con prefazione di Andrea Segrè (preside Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna). Ne parliamo con uno degli autori, Daniele Ara, agronomo, esperto di verde biologico oltre che di alimentazione e ristorazione biologica.

"Ci siamo posti l'interrogativo di quale possa essere il ruolo degli agronomi, e in generale di chi si occupa di verde ed alimentazione, nel dare una risposta alle emergenze ambientali delle metropoli," ci ha risposto. Crisi alimentari, emergenze sanitarie, qualità della vita, le aree verdi come risposta alla crisi ambientale in città? "L'opinione pubblica attende risposte su questi temi e l'agenda della politica deve essere rivoluzionata mettendo ai primi posti lo sviluppo di soluzioni, intendendo la riconversione ecologica come una strada obbligata per la ripresa dell'economia e della coesione sociale. In particolare Prober sta lavorando su alcuni tasselli di un mosaico più complesso. Il verde urbano e la ristorazione, scolastica in particolare, con un'idea nuova di logistica sostenibile".

A proposito di cura del verde urbano, ispirata al metodo biologico, ci puoi spiegare in cosa consiste Bio-Habitat, già applicato in 9 parchi del comune di Bologna, a partire dai Giardini Margherita. "Parliamo di un metodo per la cura del verde urbano, elaborato a partire dall'esperienza maturata da Pro.B.E.R in agricoltura biologica che, insieme a Serbios, ha trasferito al settore non agricolo allo scopo di sviluppare un nuovo e moderno modello culturale di gestione del verde. Oltre ai Giardini Margherita è stato già applicato in altri 8 parchi del Comune di Bologna. Obiettivi del progetto sono la creazione di un equilibrio tra pianta, ecosistema urbano, abitanti e frequentatori delle aree verdi; la diffusione di tecniche a basso impatto nella gestione degli spazi verdi; la tutela dell'eventuale fauna selvatica presente e della biodiversità; l'eliminazione dell'impiego di prodotti di sintesi per la nutrizione e la difesa delle piante. E nello specifico cosa richiede Bio-Habitat? Bio-Habitat prevede un disciplinare che riporta le norme da seguire per la gestione del verde non agricolo secondo i principi e le tecniche con metodo biologico così come definiti dalla normativa europea vigente. Solo l'attenta applicazione del disciplinare consente ai privati e alle amministrazioni pubbliche la possibilità di fregiarsi del marchio Bio-Habitat. In questa idea di "logistica sostenibile" quale ruolo avrà l'alimentazione? Proponiamo da tempo un Progetto di City Logistic per le produzioni alimentari biologiche e locali, allo scopo di garantire la disponibilità di produzioni alimentari di qualità certificata e di provenienza locale a prezzi equi e trasparenti, la riduzione dell'impatto sul sistema città del traffico derivante dalla logistica al servizio della distribuzione di alimenti, maggiore efficienza e minori costi per la gestione della logistica al servizio della distribuzione di alimenti fino ad arrivare alla formazione del consumatore per promuovere il contenuto etico dei prodotti agroalimentari. Una nuova logistica è necessaria per le esigenze della ristorazione collettiva, che deve poter disporre di un sistema efficiente, per i ristoranti della città e per la vendita diretta al consumatore che cerca una filiera corta di prodotti che abbiano viaggiato per il minor numero di km possibili.

SCHEDA DEL LIBRO: Oscar Marchisio e Daniele Ara LA FORMA DELL’URBANO Il paradigma vegetale prefazione di: Andrea Segrè Chi deve progettare la città? Sinora patrimonio esclusivo di architetti ed urbanisti ed ingegneri civili, oggi con la crisi ecologica emergente, anche la forma delle città deve cambiare know how. Agronomi, giardinieri ed ecologici designer diventano i nuovi artefici della “città-giardino”, che rappresenta e vive del “paradigma vegetale”. Oscar Marchisio, nato a Genova, vive a Bologna, insegna come professore a contratto presso l’Università diUrbino. Viaggia in Cina dove lavora come consulente, frequenta l’Italia dove scrive, critica e altro. Collabora con la CGIL in varie ricerche e studi, inoltre ha disegnato e realizzato progetti nella filiera dell’agroalimentare e nel disegno del paesaggio come risorsa ambientale. Daniele Ara, nato a Bologna, agronomo, libero professionista. Collabora da anni con Prober (AssociazioneProduttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia-Romagna), è attualmente responsabile dello Sportello regionale per l’applicazione della l. r. 29/02 sulla ristorazione collettiva, gestito da Prober per conto dell’Assessorato all’Agricoltura della regione Emilia-Romagna e segue varie attività legate allo sviluppo del settore biologico in campo alimentare e nella gestione del verde non agricolo.
Green Planet

domenica 17 maggio 2009


 
News

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