Influenza suina, OIE : il virus non è ancora stato isolato negli animali.
Restano ancora da definire numerosi aspetti virologici, epidemiologici e clinici dell'epidemia in corso negli USA e in Messico
Secondo una dichiarazione dell'OIE (Organizzazione mondiale per la sanità animale) appena pubblicata, il virus A/H1N1 responsabile dei casi di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti non è ancora stato isolato negli animali, quindi non è giustificata la definizione di "influenza suina". Sarebbe invece più normale, come in passato, chiamare l'attuale episodio epidemico "influenza nordamericana", sulla scorta dell'origine geografica.
Si tratta di un nuovo virus che "contiene, oltre ai geni di origine aviaria, geni che derivano dall'influenza dei suini e umana" ha spiegato all''ANSA Ilaria Capua (Istituto Zooprofilattico delle Venezie), direttrice del Laboratorio di riferimento di Fao e Oie sull'aviaria. ''Degli otto geni del virus, soltanto due derivano dagli uccelli, mentre gli altri originano dai suini e dall'uomo. Caratteristiche, queste, che potrebbero rendere un'eventuale pandemia scatenata dal virus dei suini A/H1N1 più simile alle due pandemie meno aggressive, ossia l'Asiatica del 1957 e la Hong Kong del 1968''. Un virus diverso quindi dal "virus della Spagnola che aveva un'origine interamente aviaria che lo rendeva molto aggressivo". ha osservato Capua. "Sono ragioni per un cauto ottimismo, ma questo - spiega inoltre - potrà essere confermato soltanto osservando l'andamento dell'epidemia''
Intanto, il Comitato d'emergenza dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato che una revisione dei dati attualmente disponibili sull'epidemia di influenza suina negli Stati Uniti e in Messico evidenzia numerose lacune circa gli aspetti clinici, epidemiologici e virologici dei casi segnalati.
Al 26 aprile (dati OMS), negli USA i casi confermati in laboratorio di influenza suina A/H1N1 sono 20, tutti con sintomi simil-influenzali lievi e nessun decesso. Agli esami preliminari, tutti i 20 virus sembrano avere lo stesso pattern genetico. In Messico i casi confermati in laboratorio sono 18 e i decessi sospetti sono 103. Anche circa la possibilità di trasmissione da uomo a uomo dell'influenza suina, in un documento informativo elaborato dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) sull'influenza suina si riporta come unico esempio un caso del settembre 1988 in cui da uno a tre operatori sanitari che avevano avuto contatti con una persona infettata durante una mostra suina presentavano lievi sintomi influenzali ed evidenza anticorpale di infezione con il virus dell'influenza suina.
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mercoledì 13 maggio 2009
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