Ridateci l'aranciata!
Durante la seconda guerra mondiale, per via dell'embargo in Germania, non si poteva produrre più la Coca Cola che, nonostante la difficile concorrenza con la birra, aveva comunque raggiunto un ottimo livello di consumo tra i tedeschi. Così, un Manager della Coca-Cola, Max Keith, convertì negli stessi stabilimenti la produzione di Coca Cola in una bevanda "frizzante", o "fantastique", Cui prese il nome la nota aranciata "Fanta". Una bibita che aveva tra gli ingredienti fibra di mele e saccarina come dolcificante. Di arance, nonostante il nome, neanche l'ombra.
Successivamente, almeno in Italia, la legge 286 del 1961 regolamentava che " le bevande analcoliche vendute con denominazione di fantasia....non possono essere colorate se non contengono anche succo di agrumi in misura non inferiore al 12%".
Ebbene, alcuni giorni fa, il Senato della Repubblica, nel recepire la legge comunitaria, ha approvato un articolo che, di fatto, taglia l'obbligo del contenuto minimo del 12% di agrumi! Ovvero, potrebbe chiamarsi aranciata qualsiasi bibita zuccherata di color arancio! Notevole ordinare uno Screw Driver ( per i non frequentatori di pub, un long - drink con vodka e succo d'arancia), sapendo che tra gli ingredienti scompaiono le arance e compaiono invece fibra di mele, aromi vari e zucchero in abbondanza. Stesso ragionamento vale ovviamente per il limone, poiché qualsiasi bibita zuccherata color limone potrebbe chiamarsi liberamente limonata! Poveri consumatori di Gin(non)Lemon. Comportamento schizofrenico della Commissione Europea che ha appena finanziato importanti progetti per aumentare il consumo di frutta per i propri cittadini, visto che la cattiva alimentazione sta diventando un vero e proprio problema sociale. Comportamento schizofrenico, inoltre, per il Ministro Zaia, paladino delle produzioni locali, ma evidentemente per lui c'è la giustificazione che le arance non si producono dalle parti di Treviso, una spremutina di radicchio l'avrebbe difesa con i denti.
Ora la Camera può ancora respingere questo attacco per evitare che aranciata e limonata seguano le tante porcherie che il commercio internazionale ci sta rifilando, dal vino senza uva realizzato dalla fermentazione di lamponi e ribes, al cioccolato con oli vegetali spesso geneticamente modificati, fino ad arrivare al vino d'annata invecchiato con trucioli presi dagli scarti delle falegnamerie. Secondo i calcoli della Cia, con questo provvedimento sarebbero inoltre 120 milioni i chili di arance che i produttori non venderebbero alle industrie delle bibite, con un crollo economico che penalizzerebbe soprattutto il sud. L'agroalimentare è il secondo settore produttivo per PLV nel nostro Paese, le nostre produzioni alimentari sono le più invidiate e contraffatte nel mondo; possibile che un Governo conservatore, nazionalista, che somma con boria "Alleanza Nazionale con Forza Italia "non provi a difendere neanche arance e limoni?
(di Ivan Nardone – Responsabile nazionale Agricoltura Prc)
Bioagricultura Notizie
venerdì 3 aprile 2009
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