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Fao: è crisi, scarseggiano riso, frumento e mais.

I prezzi alimentari mondiali sono cresciuti del 45 per cento negli ultimi nove mesi e sul mercato cominciano a scarseggiare riso, frumento e mais. Il direttore generale della Fao Jacques Diouf ha lanciato l'allarme nell'ambito del forum mondiale dell'industria agroalimentare incorso a Delhi fino all'11 aprile.

All'origine della crisi alimentare, ha spiegato Diouf, c'è il calo della produzione legata al cambiamento climatico, che ha trascinato al minimo storico le scorte. Ma incidono anche la maggiore domanda di carne e di prodotti caseari nei paesi con economie emergenti; si tratta infatti di produzioni che necessitano di foraggio e mangime, contribuendo ad accrescere la domanda dei prodotti agricoli, già sotto pressione anche per via della produzione dei bio combustibili. Inoltre la corsa del petrolio fa rin carare i costi dei trasporti e di alcuni fitosanitari, contribuendo ad aumentare i costi finali del prodotto.Sono, ha spiegato Diouf, "necessarie misure urgenti per evitare che gli effetti negativi di breve periodo degli aumenti dei prezzi alimentari non abbiano conseguenze ancora più gravi sulle fasce più povere della popolazione mondiale". Da tempo l'organizzazione lavora all'Iniziativa per la riduzione dei prezzi alimentari (Ifsp, Initiative on Soaring Food Prices), indirizzata ai produttori più vulnerabili. Con l'iniziativa la Fao punta a migliorare il loro accesso alle materie prime, come le sementi e i fertilizzanti, e a sostenere il progresso delle pratiche produttive. (APCOM)

Pam (Programma Alimentare Mondiale): produrre subito più cereali, scorte al minimo Per affrontare l'emergenza dell'impennata dei prezzi dei prodotti alimentari e agricoli occorre "aumentare al più presto la produzione" attraverso una "concertazione" tra tutti i soggetti coinvolti: dai Paesi più ricchi ai governi di quelli più poveri, dalle Agenzie delle Nazioni Unite (Fao, Ifad e Pam), alle organizzazioni non governative esperte nel settore, sino alle associazioni di agricoltori. Ne è convinta Vichi de Marchi, portavoce per l'Italia del World food programme (Pam) che ha chiesto ai Paesi donatori 500 milioni di dollari in più, altrimenti "a giugno ci troveremo di fronte ad un'alternativa secca e drammatica: o ridurre il numero delle persone che assistiamo o tagliare le razioni di cibo alle persone che assistiamo". Il Wfp ricorda che le " ;scorte sono ai minimistorici". Per aumentare la produzione di cereali, afferma Vichi de Marchi, serve mettere immediatamente in campo "vari interventi, a partire dal sostegno alle colture locali. Noi per esempio pensiamo che nei paesi in via di sviluppo che vivono di agricoltura ma che hanno scarsi mezzi vadano aiutati gli agricoltori a produrre di più e meglio, fornendo loro input tecnologici, infrastrutture (perché senza strade, senza sistemi di servizi di trasporto si può produrre solo per l'autoconsumo) e intervenendo sulle condizioni climatiche per arginare gli effetti climatici negativi". (APCOM)


Bioagricoltura Notizie

venerdì 11 aprile 2008


 
News

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