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QUOTE LATTE: De Petris (Verdi) “Bruxelles persevera nell’ingiustizia” .

Appello al Governo per forte impegno nella trattativa in corso 19/11/07 – “Il regime vigente delle quote latte ha danneggiato gravemente l’Italia costringendo all’importazione del 50% del prodotto necessario. Il governo ora deve difendere con intransigenza a Bruxelles le ragioni del nostro settore zootecnico, per cambiare una riforma che si preannuncia ancora una volta iniqua.”

Loredana De Petris, senatrice dei verdi e capogruppo in Commissione Agricoltura, ha scritto oggi al Ministro dell’Agricoltura De Castro nell’imminenza della comunicazione della Commissione europea in merito alla revisione del regime delle quote latte. “E’ ingiusto – dichiara la senatrice – che sia concessa la facoltà di incrementare la produzione agli Stati che non utilizzano a pieno le quote assegnate. Le quote aggiuntive devono essere invece ripartite proporzionalmente agli Stati in esubero permanente di produzione che hanno sopportato, come nel caso dell’Italia, multe annuali per quasi 200 milioni di euro a causa di una attribuzione iniziale inadeguata.” “Trovo anche paradossale – prosegue la senatrice – che con gli aiuti comunitari destinati agli Stati membri per l’acquisto di derrate alimentari a favore degli indigenti, l’AGEA acquisti e distribuisca in Italia latte prodotto e confezionato in Slovenia, come sta avvenendo in questi giorni. Ancora una volta un regolamento comunitario penalizza le aziende zootecniche nazionali che versano, ormai da tempo, in stato di evidente difficoltà, e chiudono a migliaia ogni attività.” “Senza una politica innovativa per il settore – conclude De Petris – avremo presto difficoltà a trovare la materia prima di qualità per i nostri migliori formaggi tradizionali e a denominazione d’origine, apprezzati in Italia e nel mondo.”


Verdi

lunedì 19 novembre 2007


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>