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Salviamo il nostro Biologico dagli Ogm.

Un manifesto sulla riforma europea del Regolamento dell'agricoltura biologica con riferimento agli Ogm. La nuova "proposta per il regolamento del Consiglio sulla produzione biologica e l'etichettatura dei prodotti biologici" deve garantire che il cibo e le sementi biologiche vengano mantenute libere dagli Ogm. L'opinione pubblica considera il cibo biologico come il prodotto di un sistema di produzione sostenibile e salutare, e per questo, rifiuta l'uso di Ogm e di contaminazioni da organismi geneticamente modificati. I consumatori credono nell'integrità del cibo biologico e l'esclusione di Ogm è una caratteristica essenziale di tale integrità.

Noi ci opponiamo a qualsiasi soglia di Ogm nel cibo biologico, dato che questo comporterebbe l'accettazione di una contaminazione accidentale. Il nuovo regolamento deve preservare il diritto di produttori e consumatori a coltivare e consumare cibo biologico completamente libero da Ogm, come requisito fondamentale per un'agricoltura sostenibile, un mercato competitivo, la libera scelta del consumatore e la sovranità alimentare. Noi riaffermiamo: Tolleranza Zero: nessuna contaminazione di cibo e sementi biologiche. Questo è ciò che vogliono sia i produttori che i consumatori di biologico. La Coesistenza è impossibile: il nuovo regolamento sta cercando in maniera mal dissimulata di minare la resistenza e il dibattito sulla coesistenza e la contaminazione delle sementi. Se la contaminazione fino allo 0,9% nei prodotti biologici non è segnalata sull'etichetta, le regole di coesistenza verranno stabilite di conseguenza. Viceversa, se l'integrità della produzione biologica viene riaffermata, le regole di coesistenza dovranno essere stabilite nel rispetto di questo principio. Stesse misure per il cibo organico e convenzionale, che devono essere mantenuti liberi da Ogm. Il ruolo delle istituzioni europee è quello di garantire ai produttori e ai consumatori del biologico che il settore agricolo più dinamico manterrà una delle sue caratteristiche essenziali: l'assenza di Ogm. L'approccio precauzionale e le sanzioni per chi inquina sono i principi gelosamente custoditi nella legislazione europea, che, insieme ai sistemi di responsabilità effettiva, noi riaffermiamo e invochiamo. Coerenza con la riforma della PAC: la produzione biologica è l'interpretazione più coerente della filosofia della PAC, dato che aspira a un modello di agricoltura basato sulla sostenibilità ambientale e la competitività del mercato. Di conseguenza, il Regolamento sull'agricoltura biologica dovrebbe supportare il pilastro della produzione biologica orientata al mercato e non assimilarla alla produzione convenzionale. Un paniere di cibo biologico libero da Ogm. Considerando l'attuale sistema di autorizzazione per gli Ogm, la minaccia della contaminazione Ogm del cibo biologico è limitata alla soia e al mais (in maggioranza importate). In ogni caso, il fatturato di un settore da 15 milioni di euro è basato su una larga gamma di prodotti: cereali, olio, vino; frutta e ortaggi, dove non c'è rischio corrente di contaminazione. Il paniere di cibo biologico, così, è in pratica libero da Ogm, e inserire una generica soglia nel quadro normativo di tutta la produzione biologica confonderà la percezione pubblica dell'intera offerta. Noi chiediamo: Al Parlamento Europeo: di stabilire chiaramente che "In questo Regolamento la soglia per gli Ogm, come definita nella direttiva 2001/18/EC del Parlamento Europeo e in quella del Consiglio del 12 marzo 2001 sul rilascio deliberato nell'ambiente di organismi geneticamente modificati, non dev'essere applicata". Come unanimemente proposto dalla Commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento Ue. Al Consiglio Ue: di sviluppare, coerentemente con la PAC, una chiara e coerente cornice normativa per l'agricoltura biologica, che assicuri l'esclusione assoluta di Ogm e di contaminazione da Ogm, e di stabilire una legislazione basata sulla responsabilità per l'agricoltura transgenica.


Green Peace

giovedì 29 marzo 2007


 
News

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Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



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