Cerca Contatti Archivio
 
COM'È DURA ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE.

Salari in Italia, vivere con mille euro al mese. Indagine Cgil: dilaga il lavoro precario. Bersani: in Finanziaria tracce di riforma delle pensioni. L’Italia del lavoro oggi è un’Italia povera, con basse aspettative, poca mobilità sociale, preoccupata e insicura, che non investe sulle proprie capacità, con una scarsa scolarizzazione.

L’Italia del lavoro oggi è un posto dove il 68,6% degli occupati guadagna meno di 1.300 euro al mese e il 35% non arriva a 1.000, dove gli straordinari e il doppio lavoro sono, spesso, una necessità. L’Italia del lavoro oggi, quella descritta dall’omonima ricerca dell’Ires Cgil basata su 6mila interviste rappresentative di tutte il mondo del lavoro, è una realtà divisa in due, scissa tra lavoratori tipici e atipici, donne e uomini, nord e sud, pubblico e privato. La più grande divisione riguarda le condizioni materiali. Solo una ristretta minoranza di occupati circa il 16% guadagna oltre 1.500 euro mensili. Le donne guadagnano tendenzialmente meno degli uomini (il 48,9% delle donne percepisce meno di 1.000 euro al mese contro il 26,8% degli uomini) ma le retribuzioni sono differenti anche tra lavoratori delle grandi e piccole imprese e impiegati al nord rispetto al sud. Se in media un lavoratore dipendente con un contratto di lavoro standard (lavoratore tipico) guadagna un salario netto mensile pari a 1.010 euro - spiega la ricerca - questo valore si riduce a 879 se il lavoratore è occupato in una piccola impresa e si attesta su 950 euro se si lavora nel Mezzogiorno. Questo valore scende a 800 euro se si ha un contratto di lavoro non standard e si attesta a 881 euro se si è un lavoratore immigrato extracomunitario regolare. «La questione salariale è un aspetto centrale» ha sottolineato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani che con il ministro del Lavoro Cesare Damiano e l’industriale Andrea Pininfarina ha commentato la presentazione dello studio. «Il sentimento di precarietà - ha detto Epifani - aumenta di giorno in giorno, i redditi italiani sono i più bassi d’Europa e la differenza di retribuzioni tra dirigenti e dipendenti è passata da 1 a 10 a 1 a 1000». E sono soprattutto i lavoratori impegnati nell’area del commercio, turismo e trasporti ad essere concentrati nelle classi di reddito più basse, insieme agli operai. In tale quadro, sottolinea la ricerca non stupisce che la maggioranza dei lavoratori (57,7%) dichiari di riuscire a stento, se non per niente, a garantire condizioni materiali di base per se stessi e per le persone a proprio carico. Tra i lavoratori atipici, per la maggioranza giovani, questa condizione riguarda il 70% dei casi. Le difficoltà economiche, poi, spingono il lavoratore a compensare o attraverso gli straordinari (l’83% è favorevole, se retribuiti meglio) o aggrappandosi al secondo lavoro. Spesso anche l’istruzione serve a poco per garantire un posto migliore. Solo nel 25,6% dei casi la formazione scolastica è ritenuta molto utile nello svolgimento del proprio lavoro, mentre per circa il 44% degli occupati la formazione scolastica non è importante. Per due ragioni: perché si svolge un lavoro dequalificato o perché si svolge un tipo di lavoro non coerente con il tipo di formazione conseguita. Nel sistema Italia, infatti, il 37% dei lavoratori è di basso profilo, concentrato principalmente nel settore privato. Nella pubblica amministrazione il profilo dei lavoratori è più elevato ma sono di più gli scontenti. Specie tra gli insegnanti (il 74% della categoria), tra gli specialisti e i tecnici, cioè lo scheletro del Paese. Da tutto questo deriva che in Italia la maggiore preoccupazione riguarda la retribuzione e la sicurezza del posto. Specie per i più giovani (45%). Giovani che sono disposti ad accettare anche una maggiore flessibilità, d’orario e di stipendio, ma se accompagnata da diritti e tutele e solo se transitoria. Flessibile sì, ma non precario. (fonte: Unità, 6 settembre 2006)


Green Planet

venerdì 9 giugno 2006


 
News

Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>



FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>