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Pioggia di cemento sulla risaia storica bolognese. #VanghePulite

Una ‘bomba di cemento’ potrebbe colpire l’ultima risaia storica nel bolognese. La minaccia proviene dal progetto di costruire un gigantesco polo logistico. Cittadini e ambientalisti protestano, anche attraverso una petizione, per sventare il disastro. I sedicenti paladini degli agricoltori – Coldiretti in primis – plaudono invece all’iniziativa, a fianco degli amministratori della cosa pubblica. #VanghePulite. Malalbergo, l’antica risaia del bolognese Una zona agricola di grande valore naturale ospita l’ultima risaia del bolognese, a Malalbergo, che risale alla prima metà del secolo scorso. Dai tempi in cui gli argini venivano scavati a mano ai giorni nostri, l’ultima raccolta del riso risale a ottobre 2020. L’area – soggetta a vincolo paesaggistico in quanto zona umida – è riconosciuta quale nodo ecologico complesso, ai sensi della c.d. direttiva habitat. Ed è perciò protetta, quale baluardo di biodiversità, nel contesto della Rete Natura 2000. (1)

Malalbergo – Altedo, la posizione ‘strategica’ La strategia ambientale rischia però di cedere il passo a quella economica, in ragione della posizione della risaia. La quale si trova ai margini del casello di Altedo, frazione di Malalbergo, sulll’autostrada A13. Ed è così che la prospettiva di un’immensa colata di cemento su 73 ettari di suolo agricolo stimola gli interessi immobiliari privati. La Città metropolitana di Bologna e Comune di Malalbergo, a loro volta, ambiscono alle generose entrate che potranno derivare alle amministrazioni locali dal gigantesco ecocidio. E provano ad ammansire i cittadini con la promessa della pillola dorata, 1500 ipotetici nuovi posti di lavoro. Tutti a servizio del trasporto su gomma Nessun collegamento esiste, né è stato previsto, con l’infrastruttura ferroviaria. Il nuovo hub logistico stimolerà quindi il trasporto su gomma, la congestione del traffico autostradale, l’inquinamento atmosferico. E la distesa naturale di fronte alle case, nella frazione di Pegola a Malalbergo, verrà bombardata di cemento. La bomba di cemento di 516mila mq (circa 34 volte piazza del Duomo a Milano) su 73 ettari di zona umida qual è la risaia storica comporta uno stravolgimento radicale dell’ecosistema. Con conseguenze drammatiche su microclima ed equilibri idrogeologici, oltre allo sterminio di flora e fauna. Qualcuno può credere che la costruzione di una pista ciclabile e la piantumazione di alberi attorno all’infinita distesa di cemento possano in alcun modo ‘compensare’ i danni ambientali? Bomba di cemento e bombe d’acqua ‘Un ettaro di suolo non urbanizzato, cioè non costruito, arriva a trattenere acqua dal 10 al 25% del suo volume (…). Cementificando si riduce la risposta mitigativa che il suolo possiede e si è meno capaci di reagire agli eventi climatici (= si perde resilienza). Le c.d. bombe d’acqua hanno perciò dei precursori sul territorio che potremmo chiamare, usando lo stesso linguaggio, ‘bombe di cemento’. Dove il suolo è “libero”, nella maggior parte dei casi continua ad essere capace di immagazzinare l’acqua piovana che arriva in un colpo e la restituisce pian piano, rendendo innocui gli effetti’. Ristrutturare invece di costruire ‘Questo servizio, che è fondamentale per l’equilibro nell’ecosistema, viene svolto da milioni di anni, in modo naturale. Se lo guardiamo con i parametri del Ventunesimo secolo, questo drenaggio ha permesso di evitare esondazioni, di salvare vite, case, imprese, e di risparmiare. Anche questa è una delle valide ragioni per orientare la prossima urbanistica solo ed esclusivamente ad occuparsi di ciò che già esiste ovvero del suolo già compromesso e quindi già impermeabilizzato (aree dismesse, volumi inutilizzati o sottoutilizzati, etc.)’. (2) La teoria è nota ma la pratica sfugge. Anche in aree ove le inondazioni hanno già causato enormi danni, come è successo a pochi chilometri di distanza – nella Bassa bolognese – ben due volte nel solo 2019.

SIS SpA, Bonifiche Ferraresi, CAI SpA alias Federconsorzi 2 ‘L’area interessata è proprietà privata e la proprietà deve fare impresa’ (Mauro Tonello, Società Italiana Sementì, SIS SpA. V. note 3,4). I terreni appartengono infatti a Società Italiana Sementì, SIS SpA. E il diritto di ‘fare impresa’ rivendicato dal suo presidente Mauro Tonello – ex presidente di Coldiretti Emilia-Romagna e v.presidente di Coldiretti nazionale – consiste nel vendere il suolo agricolo italiano alla holding francese APRC, di Lione. Combinazione, il bilancio consolidato di B.F. (Bonifiche Ferraresi) SpA trova ristoro proprio grazie all’attivo della sua controllata SIS S.p.A.. Federico Vecchioni, tra l’altro, è amministratore delegato di entrambe. E la vendita delle antiche risaie di Malalbergo potrà consentire a B.F. SpA di compensare operazioni non altrettanto riuscite, come la fatidica CAI (Consorzi Agrari d’Italia) SpA, alias Federconsorzi 2. Ancora una volta a spese degli altri, in questo caso della collettività che rischia di perdere un’area agricola di grande valore naturale. Coldiretti, CIA e la sagra del riso di cemento Il cerchio magico di Coldiretti, ça va sans dir, celebra la sagra del riso di cemento. Così Valentina Borghi – presidente di Coldiretti Bologna e vicepresidente di Coldiretti Emilia-Romagna, nonché membro del CdA del Consorzio Agrario Emilia, che ha aderito alle operazioni CAI SpA e CAI Real Estate Srl – decreta l’ecocidio in quanto necessario, con buona pace della biodiversità. ‘Dal punto di vista agricolo la biodiversità è esaurita; si conta sul fatto che l’impatto ambientale del progetto venga calcolato nonostante il consumo di suolo, sulla base delle indicazioni del New Green Deal. L’Italia in Europa è la nazione con minore impatto ambientale proprio per la sensibilità nei confronti dell’ambiente; e le emissioni in atmosfera verranno completamente azzerate’. (4) La stessa CIA (Confederazione italiana agricoltori), imprevedibilmente, decide di partecipare alla sagra del cemento. Così il suo Marco Bergami, presidente a Bologna, giunge ad affermare che ‘come CIA gli agricoltori hanno sposato la causa del consumo di suolo zero ma sono anche consapevoli del fatto che il mondo va avanti e sta cambiando’. (4) Sarà vero?

Consorzio di bonifica renana, conflitti d’interessi e rischio alluvioni Il Consorzio di bonifica renana, combinazione, è presieduto da quella stessa Valentina Borghi che presiede Coldiretti Bologna. Vale a dire che Coldiretti ha controllo diretto sull’ente che sovrintende alla gestione dei canali di bonifica e potrebbe venire chiamato a esprimere il ‘parere idraulico’ sull’impatto della bomba di cemento sulla risaia. (5) L’ennesimo conflitto d’interessi di scuola Palazzo Rospigliosi. ‘Il sistema di scolo delle acque fu ultimato negli anni ‘30, quando il territorio non era ancora così pesantemente urbanizzato. Il cemento, infatti, da un lato sottrae spazio all’acqua per essere assorbita dai campi, dall’altro aumenta la sua velocità, specie in un contesto in cui l’innalzamento delle temperature rende più rapido lo scioglimento delle nevi dell’Appennino. La conseguenza è che i bacini dei fiumi e dei torrenti si saturano più velocemente e la portata dei canali ad essi connessi non è più sufficiente ad accogliere ingenti masse idriche. Il rischio concreto è dunque quello delle alluvioni’ (Alessandra Furlani, Consorzio di bonifica renana. V. nota 6) No al cemento sulle antiche risaie, petizione I nostri figli hanno bisogno di natura e di suolo, da recuperare attraverso l’agroecologia. Non certo di infinite distese di cemento, tanto meno a servizio del trasporto su gomma. La petizione volta a salvaguardare la storica risaia di Malalbergo – che Great Italian Food Trade sostiene e promuove – può venire sottoscritta qui. Le istituzioni devono abbandonare il progetto ecocida. VanghePulite, per davvero. (DI Marta Strinati e Dario Dongo) La copertina è tratta da Radio Città Fujiko - Note: - (1) V. https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/rete-natura-2000/siti/it4050024 - (2) Ispra (2016). Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. V. paragrafo 47, su https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_consumo_suolo_20162.pdf - (3) V. TG minuto 10 https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/notiziari/index.html?/tgr/video/2021/01/ContentItem-4786e7b7-003b-42e4-9b94-03f1fe9cac0b.html - (4) Città Metropolitana di Bologna. Udienza pubblica 17.2.21 https://www.youtube.com/watch?v=JsCxQzWYGsE - (5) V. Sito del Consorzio della bonifica renana: Il parere idraulico è un attestato di conformità o non conformità rispetto a quanto stabilito dal PSAI dell’Autorità di Bacinio del Reno (Art. 20) o dalla L.R. 4 del 2007 (Art. 4). Tale attestato va richiesto qualora si debbano eseguire opere che influenzano il regime idraulico dei canali di bonifica, in relazione a quanto stabilito dalla suddetta normativa di riferimento. Il parere idraulico va richiesto nel caso in cui: 1) Servano informazioni specifiche in relazione ad una futura concessione (dimensionamento di ponti o tombinamenti, scarichi diretti/in canale di bonifica di acque meteoriche da aree verdi di futura urbanizzazione o impermeabilizzazione); 2) Si debbano realizzare scarichi indiretti (in fognatura o in fossi privati) di acque meteoriche o reflue, derivanti da edifici esistenti o su aree di nuova urbanizzazione (in adempimento delle normative di cui sopra). https://www.bonificarenana.it//servizi/faq/faq_fase02.aspx?ID=124 - (6) Radio Città Fujiko, reportage sulla risaia di Altedo minacciata dial cemento. V. https://www.radiocittafujiko.it/cemento-sullultima-risaia-il-polo-logistico-di-altedo/
www.greatitalianfoodtrade.it

venerdì 2 luglio 2021


 
News

Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>



Pratiche commerciali scorrette, sottocosto e aste al doppio ribasso. Accordo tra GDO e aziende.
Il percorso per arginare pratiche commerciali scorrette che danneggiano produttori agricoli e consumatori ha fatto un altro passo avanti, con l’accordo sottoscritto giorni fa tra le imprese della grande distribuzione (rappresentate in ANCC-Coop, ANCD-Conad, Federdistribuzione e DM-Associazione Distribuzione Moderna) e le organizzazioni del comparto agricolo, sui principi comuni utili alla definizione di una legge che recepisca la direttiva europea sulle pratiche commerciali scorrette. L’iniziativa segue un primo accordo analogo, raggiunto a novembre tra rappresentanti della distribuzione e industria alimentare. In vista di scadenze imminenti, considerato che gli stati membri dovrebbero recepire entro maggio la direttiva europea in materia, approvata nel 2019. «Iniziative come queste sono frutto delle sollecitazioni arrivate nel corso degli anni dalle associazioni che si battono per tutelare i lavoratori del comparto agricolo», spiega Fulvio Ciconte, direttore di Terra!, una delle associazioni che più si è battuta per combattere queste pratiche. Il provvedimento, che fa riferimento alla tutela della vendita dei prodotti agricoli in modo più ampio rispetto alla direttiva europea, è stato approvato alla Camera e pochi giorni fa in Commissione Agricoltura del Senato, «ma dovrà poi tornare alla Camera perché ha subito modifiche», spiega Ciconte. >>



Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%)
Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%) >>