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…MA ORA MEGLIO UNA FORTE OPPOSIZIONE.

LA COMMISSIONE EUROPEA HA PUBBLICATO OGGI UNO STUDIO CHE APRE ALLE NBT IN AGRICOLTURA. (di Daniela Conti) La notizia è appena arrivata fresca fresca. Oggi mi limito a pubblicare solo il Comunicato stampa visibile nel sito della Commissione Europea. La notizia era troppo importante – purtroppo attesa – per non darla subito; mi impegno però a pubblicare un commento più preciso sullo studio, una volta letto tutto il documento, nel più breve tempo possibile. Ma un commento a caldo, sul comunicato stampa, mi sento di farlo. Questa presa di posizione della Commissione era purtroppo attesa, visto che fin da subito, nel 2019, le organizzazioni ambientaliste e contadine hanno denunciato il forte squilibrio nella composizione del gruppo incaricato di produrre questo studio, squilibrio a netto vantaggio dei rappresentanti della lobby biotech, molto potente come ben sappiamo. Né si può non vedere come l’avvento della pandemia non abbia fatto che rafforzare lo strapotere delle grandi multinazionali biotech, in cui domina lo stretto intreccio tra Big Pharma e l’agribusiness (un esempio su tuitti, Bayer/Monsanto) e la loro capacità di ricatto sulle istituzioni europee e nazionali. Il comunicato preannuncia una fase di consultazione pubblica su questo tema e più volte agita le parole d’ordine (foglia di fico) della sostenibilità ambientale e dell’agricoltura biologica. Facciamo – noi – in modo che la informazione e la consultazione siano davvero le più generali e pubbliche possibili. Che sia sempre più chiaro, all’Europa e a tutti, che, per salvare la biodiversità e avviare una vera trasformazione ecologica di questo sistema, le soluzioni non possono che partire da un’agricoltura rigenerativa della fertilità del suolo e degli ecosistemi. Le soluzioni non stanno nelle NBT, o NGT, come oggi le si vuole chiamare, tentando ancora una volta con una capriola linguistico-propagandistica di nascondere la loro natura di OGM.

Comunicato stampa 29 aprile 2021 Bruxelles BIOTECNOLOGIE: AL VIA IL DIBATTITO APERTO AUSPICATO DALLA COMMISSIONE SULLE NUOVE TECNOLOGIE GENOMICHE, UNO STUDIO NE EVIDENZIA IL POTENZIALE PER L’AGRICOLTURA SOSTENIBILE E INVITA AD AGGIORNARE LA POLITICA IN MATERIA La Commissione europea ha pubblicato oggi, su richiesta del Consiglio, uno studio sulle nuove tecniche genomiche (NGT). Lo studio dimostra che le NGT, che sono tecniche per modificare il genoma di un organismo, possono contribuire a un sistema alimentare più sostenibile nel quadro degli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia “Dal produttore al consumatore”. Allo stesso tempo lo studio rileva che l’attuale legislazione in materia di OGM, adottata nel 2001, non è più adatta a queste tecnologie innovative. La Commissione intende avviare un processo di consultazione ampio e aperto per discutere dell’elaborazione di un nuovo quadro giuridico per tali biotecnologie. Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Lo studio pubblicato oggi conclude che le nuove tecniche genomiche possono promuovere la sostenibilità della produzione agricola, in linea con gli obiettivi della nostra strategia “Dal produttore al consumatore” [Farm to fork]. Mantenendo come principio guida la sicurezza dei consumatori e dell’ambiente, è giunto il momento di instaurare un dialogo aperto con i cittadini, gli Stati membri e il Parlamento europeo per decidere insieme la via da seguire in relazione all’impiego di queste biotecnologie nell’UE.” Le NGT in rapida evoluzione in molte parti del mondo Le NGT – così possono essere definite tutte le tecniche atte a modificare il genoma di un organismo sviluppate dopo il 2001, quando è stata adottata la legislazione dell’UE sugli OGM – si sono rapidamente diffuse negli ultimi due decenni in molte parti del mondo, con talune applicazioni già presenti sul mercato di alcuni partner commerciali dell’UE. Queste le principali conclusioni dello studio: i prodotti NGT possono contribuire alla sostenibilità dei sistemi alimentari con piante più resistenti alle malattie, alle condizioni ambientali e agli effetti dei cambiamenti climatici. I prodotti possono inoltre beneficiare di qualità nutrizionali più elevate, quali un tenore più sano di acidi grassi, e di una minore necessità di fattori della produzione agricola come i pesticidi; contribuendo agli obiettivi dell’UE in materia di innovazione e sostenibilità dei sistemi alimentari, nonché ad un’economia più competitiva, le NGT possono apportare vantaggi a molti settori delle nostre società; allo stesso tempo, lo studio ha esaminato anche le preoccupazioni connesse ai prodotti NGT e alle loro applicazioni attuali e future. Tra le preoccupazioni figurano il possibile impatto sulla sicurezza e sull’ambiente, ad esempio sulla biodiversità, la coesistenza con un’agricoltura biologica e senza OGM, nonché l’etichettatura; le NGT sono un insieme molto eterogeneo di tecniche e consentono di ottenere risultati diversi: alcuni prodotti vegetali sviluppati con tali tecnologie sono altrettanto sicuri per la salute umana e animale e per l’ambiente quanto le piante coltivate in maniera convenzionale; lo studio individua inoltre chiare indicazioni del fatto che l’attuale legislazione in materia di OGM, del 2001, non sia più adatta allo scopo in relazione ad alcune NGT e ai loro prodotti e che debba essere adeguata al progresso scientifico e tecnologico.

Prossime tappe Lo studio sarà oggetto di discussione con i ministri UE in occasione del Consiglio “Agricoltura e pesca” previsto in maggio. La Commissione discuterà inoltre le sue conclusioni con il Parlamento europeo e con tutti i soggetti interessati. Nei prossimi mesi sarà effettuata una valutazione d’impatto comprendente una consultazione pubblica, per esaminare le opzioni strategiche relative alla regolamentazione sui vegetali ottenuti tramite determinate NGT. Contesto Lo studio è stato elaborato a seguito di una richiesta del Consiglio dell’Unione europea che, l’8 novembre 2019, ha invitato la Commissione ad effettuare “uno studio alla luce della sentenza della Corte di giustizia nella causa C-528/16 sullo status delle nuove tecniche genomiche ai sensi del diritto dell’Unione”. La Commissione ha effettuato lo studio avvalendosi di pareri di esperti e di contributi delle autorità competenti degli Stati membri e dei portatori di interessi a livello dell’UE forniti nel corso di consultazioni mirate. Una vasta gamma di partecipanti è stata coinvolta nella consultazione che ha preceduto la preparazione della relazione. Tutti i contributi sono stati pubblicati. Per ulteriori informazioni Lo studio completo, la lettera della Commissione al Consiglio che accompagna lo studio e delinea il follow-up sul piano politico, nonché le Domande & Risposte sono consultabili qui (https://ec.europa.eu/food/plant/gmo/modern_biotech/new-genomic-techniques_en).

(Vari articoli da me pubblicati nel blog negli ultimi due anni approfondiscono la questione NBT e i loro aspetti di imprecisione e insicurezza, ad esempio: Organismi modificati con l’editing: OGM o non OGM? (https://nuovabiologia.it/organismi-modificati-con-lediting-genomico-ogm-o-non-ogm/); FDA dice: regolamentare gli animali editati (https://nuovabiologia.it/fda-dice-regolamentare-gli-animali-editati/); Perché modificare il DNA non può essere la soluzione (https://nuovabiologia.it/perche-modificare-il-dna-non-e-la-soluzione/); NBT, oltre la propaganda (https://nuovabiologia.it/nbt-oltre-la-propaganda/).
https://nuovabiologia.it/

domenica 2 maggio 2021


 
News

Il comitato “Noi braccianti esclusi da tutti”, il SIFUS e la LILCA a Roma in presidio.
Roma 26-04-202 – Ogni pazienza ha un limite. Il SiFUS ed il comitato ” noi braccianti agricoli esclusi da tutto”, organizzano, mercoledì 5 maggio prossimo, alle ore 10.00 , in Piazza di Monte Citorio, un Presidio di protesta dei Braccianti Agricoli contro il Governo Draghi. >>



Pratiche commerciali scorrette, sottocosto e aste al doppio ribasso. Accordo tra GDO e aziende.
Il percorso per arginare pratiche commerciali scorrette che danneggiano produttori agricoli e consumatori ha fatto un altro passo avanti, con l’accordo sottoscritto giorni fa tra le imprese della grande distribuzione (rappresentate in ANCC-Coop, ANCD-Conad, Federdistribuzione e DM-Associazione Distribuzione Moderna) e le organizzazioni del comparto agricolo, sui principi comuni utili alla definizione di una legge che recepisca la direttiva europea sulle pratiche commerciali scorrette. L’iniziativa segue un primo accordo analogo, raggiunto a novembre tra rappresentanti della distribuzione e industria alimentare. In vista di scadenze imminenti, considerato che gli stati membri dovrebbero recepire entro maggio la direttiva europea in materia, approvata nel 2019. «Iniziative come queste sono frutto delle sollecitazioni arrivate nel corso degli anni dalle associazioni che si battono per tutelare i lavoratori del comparto agricolo», spiega Fulvio Ciconte, direttore di Terra!, una delle associazioni che più si è battuta per combattere queste pratiche. Il provvedimento, che fa riferimento alla tutela della vendita dei prodotti agricoli in modo più ampio rispetto alla direttiva europea, è stato approvato alla Camera e pochi giorni fa in Commissione Agricoltura del Senato, «ma dovrà poi tornare alla Camera perché ha subito modifiche», spiega Ciconte. >>



Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%)
Lavoro: in agricoltura 18.000 stagionali in meno nel 2020 (-1,9%), perse 2 milioni di giornate lavorate (-2,4%) >>