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USCIRE DALL'ECONOMIA DEL PROFITTO - COSTRUIRE LA SOCIETÀ DELLA CURA.

Ogni giorno ci prendiamo cura, al massimo delle nostre capacità, del nostro territorio, della nostra comunità e dei nostri affetti. Avere cura di qualcosa che non sia solo il nostro stesso interesse è una sfida ad un sistema sociale che ha altre priorità, che antepone il profitto al diritto alla salute e alla salvaguardia dell’ambiente, la competizione sfrenata alla solidarietà e alla giustizia sociale. Per questo la nostra cura passa attraverso gli spazi comuni, l'inchiesta sociale, il mutualismo e la lotta a una società parcellizzata in cui è tollerato morire sul lavoro, per mancanza di assistenza sanitaria o per mano di uomini violenti e dove la sofferenza è ridotta a problema individuale nel migliore dei casi, una colpa nel peggiore. Una società in cui c'è chi si arroga il diritto di decidere quali vite valgono e quali no.

La lotta, l'organizzazione e la sperimentazione di relazioni diverse è la sola cura possibile a tutto questo. La pandemia da Covid-19 e la crisi sanitaria sono un brutale avvertimento: bisogna cambiare. Per questo sabato 21 novembre aderiamo alla mobilitazione che in tutta Italia scenderà in piazza per avanzare le richieste essenziali e immediate da cui la nostra società può ricominciare a prendersi cura e non lasciare nessun* indietro

Oggi vogliamo: • Aiuti e reddito garantito per tutti/e fino alla fine dell'emergenza sanitaria e crisi economica. • Vigilanza sui luoghi di lavoro e rispetto della sicurezza. Immediate chiusure e lockdown della produzione quando e dove necessario. • Priorità ai servizi pubblici. Investimenti immediati con assunzioni stabili per la sanità soprattutto di prossimità, edilizia scolastica, diritto alla casa e trasporti, tutela dei beni comuni e del territorio. A pagare siano quelli che hanno guadagnato da questa crisi, grandi aziende e chi ha grandi patrimoni.

Serve una tassa sui milionari e ripristinare la progressività delle imposte sui redditi. Bisogna ridurre drasticamente le spese militari; abrogare i sussidi ambientalmente dannosi; bloccare le opere -grandi e piccole- dannose per l'ambiente, il clima e la salute. **Porta la mascherina e mantieni le distanze fisiche per garantire una manifestazione in sicurezza a tutte e tutti quelli che vogliono partecipare. PRESIDIO ALLA GRAN GUARDIA - PIAZZA DEI SIGNORI - PADOVA - SABATO 22/11 ALLE ORE 11:00
AltrAgricoltura Nord Est

giovedì 19 novembre 2020


 
News

Eni e la politica estera dell’Unione europea: il consigliere a rischio “conflitto di interessi”
Nathalie Tocci, nel cda della multinazionale degli idrocarburi da metà maggio 2020, è stata nominata consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Joseph Borrell. Quest’ultimo ammette le incongruenze e promette “mitigazioni” per evitare sovrapposizioni. Ma per Re:Common le misure adottate sono “insufficienti”. Consigliere di amministrazione di Eni e ora anche consigliere speciale dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea. È la storia di Nathalie Tocci, nominata lo scorso 13 maggio amministratore non esecutivo del cda della multinazionale degli idrocarburi partecipata dallo Stato italiano al 30%. Quasi due mesi dopo, Tocci ha ricevuto dalla Commissione europea l’incarico di “fornire consulenza sull’elaborazione della strategia globale dell’Ue” accanto allo spagnolo Josep Borrell. >>



Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada,
Il Parlamento di Cipro boccia il CETA, Trattato Ue-Canada, già in vigore provvisorio dal 21 settembre 2017, un piccolo Stato che blocca l'iter di ratifica di un accordo dalle conseguenze devastanti per l'agroalimentare, decisione esplosiva che speriamo sia ripresa da altri Stati europei, Italia innanzitutto. Con 37 voti contrari e solo 18 favorevoli (partito di Sinistra Akel e socialisti contrari, destra favorevole), il 31 luglio il Parlamento della piccola Cipro ha detto NO al trattato di libero scambio fra UE e Canada. Tutti i partiti, ad eccezione della destra, hanno votato contro il CETA, opponendo diverse motivazioni: dai rischi del tribunale ICS, costruito su misura per le multinazionali che vogliono fare causa agli stati, alla mancata protezione dei prodotti tipici, tra cui ricordiamo il formaggio di capra Halloum, esposti alla pirateria alimentare d'oltreoceano. E poi i pericoli dell’uso troppo disinvolto di pesticidi come il glifosato, che in Canada viene utilizzato per seccare il grano prima della raccolta, e la paura di accrescere ulteriormente il potere delle grandi imprese. >>



Covid e biologico: il 73% delle aziende in crisi a causa della pandemia.
Per oltre due aziende su tre del settore biologico la possibilità di reggere alla crisi economica sopraggiunta a causa dell’emergenza sanitaria è di massimo tre mesi. È questo uno dei primi dati dell’analisi voluta e sviluppata dalle tre maggiori organizzazioni del comparto, Aiab, FederBio e Assobiodinamica, a partire da una proposta della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (FIRAB), per rilevare l’impatto della pandemia da Covid19 sul biologico. >>