CONTADINI SI CHIUDONO NELLA CATTEDRALE DI QUITO PER PROTESTA.
Contro il trattato di libero commercio tra Ecuador e Stati Uniti, la loro
produzione destinata al mercato locale non può competere con l’arrivo di
prodotti stranieri sussidiati
Un centinaio di contadini si sono barricati questa mattina nella cattedrale
della capitale ecuadoriana, Quito, in quella che loro stessi hanno chiamato
una “manifestazione pacifica”.
Lo hanno riferito alla MISNA fonti locali, precisando che la protesta è
continuata anche al di fuori dalla cattedrale dove un altro centinaio di
contadini hanno manifestato contro il trattato di libero commercio tra
Ecuador e Stati Uniti.
La protesta avviene dieci giorni dopo che il governo di Quito ha annunciato
l’ultima fase dei negoziati previsti per il 23 marzo per firmare l’accordo
commerciale con Washington.
I partecipanti alla protesta fanno parte di vari gruppi collegati alla
Confederazione nazionale dei contadini che rappresenta 3 milioni di piccoli
e medi agricoltori la cui produzione è destinata al mercato locale.
Si tratta principalmente di produttori di patate, cipolle, mais, orzo e
grano, un vasto settore agricolo che ritiene di non essere pronto a
competere con l’arrivo di prodotti stranieri, a differenza dell’
imprenditoria tessile e industriale che invece spinge per la firma del
trattato.
Al momento non si è pronunciato né l’arcivescovo di Quito, né il governo.
La protesta nella capitale dell’Ecuador va ad aggiungersi alle numerose
manifestazioni che stanno interessando, per lo stesso motivo, molte altre
regioni come Cotopaxi, Imbabura, Pastaza e Chimborazo, regione, quest’
ultima, dove si concentra il maggior numero di contadini del paese.
(Missionary International Service News Agency, 13 marzo 2006)
Green Planet
martedì 14 marzo 2006
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