QUANDO L'ACQUA E' UN PROBLEMA.
MORTI DI SETE
Nel mondo sono oltre un miliardo e cento milioni le persone che non dispongono di acqua potabile, tra questi 400 milioni sono bambini africani. E 34 mila coloro che ogni giorno muoiono non avendo l'accesso a questo bene essenziale. Oltre due miliardi e mezzo non dispongono nemmeno dei più comuni servizi igienico-sanitari. Le malattie legate alla cattiva qualità o alla mancanza di acqua uccidono annualmente oltre 8 milioni di esseri umani.
Nell'Africa sub-sahariana la situazione peggiore: il 42% della popolazione non può bere acqua potabile e solo il 36% dispone di un gabinetto. In Asia meridionale e orientale i servizi igienico-sanitari sono il problema principale di sopravvivenza.
BAMBINI A RISCHIO
Sono però i bambini a pagare il prezzo più alto. Le precarie condizioni igieniche e le malattie legate al consumo d'acqua contaminata, rivela l'Unicef, uccidono più bambini sotto i cinque anni di qualsiasi altra malattia: 4.500 ogni giorno.
ITALIANI SCIALACQUONI
Oltre 50 milioni sono le persone che rischiano quotidianamente la vita abitando in territori ricchi di falde acquifere inquinate e che vengono a contatto con pericolose sostanze, come l'arsenico e il fluoro. Il consumo di acqua potabile per uso domestico varia in media tra 12 e 50 litri al giorno per abitante nei paesi africani, mentre sale tra 170 e 250 litri in quelli europei, con gli italiani a guidare questa speciale classifica.
E ANCHE GLI AMERICANI
Gli Stati Uniti sono invece il paese che la utilizza di più al mondo: sono infatti oltre 700 i litri d'acqua che ogni americano usa quotidianamente. L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che al di sotto della soglia di 50 litri al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza d'acqua. Si prevede che nel 2020 quasi 3 miliardi di persone non avranno accesso a questo bene primario.
Il Manifesto
mercoledì 22 marzo 2006
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