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PORTO ALEGRE, CONFERENZA FAO SULLO SVILUPPO RURALE.

Proposto un modello di riforma agraria che metta al centro i poveri, le donne, le popolazioni indigene, la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente. Si è svolta in questi giorni a Porto Alegre, in Brasile, la Conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale promossa dal governo brasiliano e dalla Fao (Food and agricolture organization, l’organismo dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura). I delegati di 80 Paesi hanno elaborato una Dichiarazione finale in cui si propone un modello di riforma agraria che metta al centro i poveri, le donne, le popolazioni indigene, la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente.

Sui risultati della Conferenza padre Matias Martinho Lenz, rappresentante della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, rispondendo alle domande di Silvonei Protz della Radio vaticana ha detto: “La Conferenza ha ripreso un tema che si era smarrito a livello internazionale. I rappresentanti di 80 Paesi hanno partecipato vivamente alle discussioni per cercare di rinnovare la solidarietà internazionale tra le nazioni perché questo progetto di riforma agraria per lo sviluppo regionale possa andare avanti e contribuire a superare la miseria nel mondo. Sono stati negoziati abbastanza difficili, perché le idee non vanno tutte nella stessa direzione. Per esempio, qui in America Latina e in altri Paesi del Terzo Mondo, abbiamo una visione dei diritti umani secondo una dimensione comunitaria, sociale; invece nel mondo anglosassone questa stessa idea va molto più nella direzione dei diritti individuali, per cui ciascuno deve combattere per avere il proprio spazio. Ed è importante trovare un accordo tra queste due visioni. Anche in altri punti, mi pare che siamo riusciti a progredire abbastanza bene". Sui progressi della riforma agraria, padre Lenz ha aggiunto: “Il Brasile è uno dei pochi Paesi che ha un progetto nazionale di riforma agraria, ma il problema è che anche se il governo ha la volontà di fare una riforma agraria, sono molti gli ostacoli e le difficoltà, sia per la carenza di risorse sia anche perché le terre migliori sono privatizzate e devono essere acquistate dal governo e questo rappresenta una limitazione. Però, penso che siamo riusciti a mettere in pratica molti programmi di sviluppo rurale per i contadini. Abbiamo infatti in Brasile alcuni movimenti sociali molto forti, molto articolati, che fanno pressione sul governo. E’ grazie a loro che abbiamo già potuto ottenere una riforma agraria per la ridistribuzione delle terre, che garantisca anche l’accesso dei piccoli contadini agli altri mezzi di produzione e perché possano essere loro stessi produttivi ed inseriti in un processo ampio di sviluppo, di giustizia sociale, di benessere, uno sviluppo anche etico-morale.” (Missionary International Service News Agency, 13 marzo 2006)


Il Manifesto

lunedì 13 marzo 2006


 
News

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