Dalla Spagnola in poi. Sette “crisi” nel Novecento.
A proposito di sicurezza alimentare, di metodi di produzione intensivi e dei
loro effetti nocivi sulla trasmissione di malattie contagiose che saltano la
cosidetta "barriera di specie", di certa pericolosità per i cittadini...
Dalla Spagnola in poi. Sette “crisi” nel Novecento
Secondo una stima elaborata dagli specialisti dei CDC, Center for Desease
Control and Prevention, di Atlanta negli Stati Uniti, grandi pandemie di
influenza, peraltro descritte già da Ippocrate, hanno colpito l’umanità più
di 40 volte negli ultimi 500 anni. Tuttavia, la prima pandemia di influenza
documentata scientificamente è stata la famigerata Spagnola, che ha
flagellato l’intero pianeta alla fine della Grande Guerra.
Settembre 1918 - aprile 1919 , la Spagnola : questa pandemia di influenza ha
coinvolto dal 20 al 40 per cento della popolazione mondiale.
I morti sarebbero stati, secondo le stime, tra i 20 e i 40 milioni.
Febbraio 1957 - febbraio 1958, l’Asiatica : isolata in Cina nel mese di
febbraio del 1957, l’Asiatica non coglie i virologi impreparati. E nel
frattempo, la scienza ha fornito nuove e più efficaci armi di contrasto. L’
influenza arriva da noi nell’autunno e miete vittime soprattutto tra i più
piccoli.
Dopo una pausa, l’Asiatica si ripresenta nei primi mesi del 1958 e colpisce
allora anche gli anziani.
Gennaio 1968 - marzo 1969, la Hong Kong: i primi casi sono individuati a
Hong Kong all’inizio del 1968, ma la massima diffusione si ha negli Stati
Uniti nel mese di dicembre successivo, durante le vacanze di Natale.
Questa pandemia presenta alcuni tratti comuni con l’Asiatica e per questo è
meno grave, fa 700.000 vittime, per lo più tra la popolazione anziana.
Lo stesso virus ricompare nel 1970 e nel 1972.
1976, la suina : l’isolamento di un ceppo tipicamente suino tra i soldati di
Fort Dix, negli Stati Uniti, suscita un grande allarme. Il ceppo, infatti,
sembra pericolosamente simile a quello della Spagnola.
Scatta subito una vasta campagna di vaccinazioni che, in effetti, non
permette all’infezione di andare oltre.
1977, la Russa : comparsa nella zona della Cina ai confini con l’Unione
Sovietica nel mese di maggio, si diffonde in fretta tra i giovani, perché i
più anziani sono stati immunizzati contro il ceppo del 1957.
Anche per questo motivo l’infezione non è letale quanto le precedenti, pur
essendo virulenta.
1997, l’influenza dei polli di Hong Kong: sei morti, diciotto contagiati e
un milione e mezzo di polli sacrificati: sono questi i numeri dell’influenza
della grande paura, che ha colpito Hong Kong e sconvolto i dogmi della
moderna microbiologia.
Per la prima volta, infatti, un ceppo tipico degli uccelli ha contagiato l’
uomo senza subire alcuna modifica genetica di adattamento.
L’A(H5N1) ha mietuto un’altra vittima, sempre a Hong Kong, nel febbraio
2003, proprio mentre la SARS iniziava a entrare sulla scena.
1999, l’influenza degli uccelli di Hong Kong: due bambini di quattro anni,
ricoverati a Hong Kong, risultano infettati da un ceppo tipico degli
uccelli, che non aveva mai colpito l’uomo prima: A(H9N2).
I bambini vengono curati e guariscono, ma il susseguirsi di questi salti di
specie fa temere che si stia avvicinando il big one.
Corriere della Sera
giovedì 6 marzo 2003
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