Recapiti a giorni alterni, postini in rivolta a Treviso
Domani sciopero e presidio alle 10 in Piazza Vittoria a Treviso: «Turni di lavoro massacranti e rischio di consegne in ritardo».
TREVISO. Postini in rivolta contro la riorganizzazione del servizio, e in particolare contro la consegna “a giorni alterni” della corrispondenza che da inizio settimana riguarda 21 Comuni della Marca. Domani sciopereranno quindi i portalettere legati a Cub, Cobas, Sicobas, Alp Cub, Slg e Cub Poste, con un presidio davanti all’ufficio di Piazza Vittoria alle 10.
Secondo i dipendenti di Poste Italiane l’attuale organizzazione del lavoro penalizza tutti. I postini, costretti a turni di lavoro spalmati su tre diverse fasce orarie all’interno di zone di competenza ridisegnate. E i clienti, i normali cittadini, che rischiano di vedersi consegnare in ritardo la posta proprio per le difficoltà interne all’azienda.
Il primo problema sollevato dai portalettere riguarda la modifica dei turni di lavoro, che ha interessato anche gli operatori del capoluogo. «Se prima si lavorava dalle 7.30, ora i turni di lavoro sono diversi: si può iniziare alle 8.30, alle 10.30 o alle 12.30» spiega un dipendente di Poste Italiane sotto garanzia di anonimato, «al di là del nostro disagio nel dover cambiare ritmi e organizzazione, riteniamo che i nuovi orari penalizzino i cittadini: chi aspetta il mattino per leggere una rivista o un giornale cui è abbonato, per esempio, in questo modo rischia di riceverlo nel tardo pomeriggio».
Altro tasto dolente, la riorganizzazione delle zone di consegna: «Treviso città è divisa in 54 aree diverse, è quasi superfluo sottolineare che “rimescolare” le zone e i postini loro dedicati implica confusione e tempi lunghi per imparare strade e indirizzi. I nuovi turni in molti casi stravolgono vite già impostate. Anche qui, chi rischia di essere penalizzato è il cliente. Parliamoci chiaro: cosa succederà se qualcuno riceverà dopo settimane una raccomandata urgente? Senza trascurare gli aspetti legali che potrebbero scaturire da un episodio del genere».
Nella polemica finiscono anche i contratti a termine delle Poste: «Ci sono contratti a termine continuamente rinnovabili e mai stabilizzati» recita il volantino sullo sciopero trevigiano di domani, «contratti usa e getta che garantiscono profitti ad altri». Chiosa per i centri di meccanizzazione (i luoghi in cui si smistano i grandi quantitativi di corrispondenza): «I turni iniziano a qualsiasi ora della notte, non rispettando né domeniche né festività; un unico grande orario di lavoro che non conosce soste, sempre di corsa, punibili anche solo perché si va ai servizi. Infine, i trasferimenti: sono stati proposti a ottocento, mille chilometri di distanza dai luoghi in cui abitano e vivono mogli e figli, “visitabili”
ogni 15-20 giorni. E questo per quanti anni? Così non si può lavorare». Appuntamento, quindi, per le 10 in Piazza Vittoria, domani: «Perché anche i cittadini sappiano che da questa riorganizzazione deriveranno disagi per tutti».
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mercoledì 23 maggio 2018
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