OGM, PER IL MAIS DISTANZA DI SICUREZZA 200 METRI.
OGM, PER IL MAIS DISTANZA DI SICUREZZA 200 METRI
E 1000 al confine delle aziende biologiche. Il comitato Mipaf sulla coesistenza ha ultimato i lavori, limiti flessibili e mezzi ad hoc di semina e raccolta.
Il comitato del ministero delle politiche agricole, incaricato di definire le regole di coesistenza tra colture transgeniche e non, ha praticamente ultimato i suoi lavori.
Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dopo la riunione tecnica di mercoledì scorso, il comitato terrà una nuova riunione nella prossima settimana, con lo scopo di approvare formalmente il progetto concordato.
Il provvedimento, che ha assunto forma di articolato, con allegata una relazione tecnica, verrà presentato al tavolo agroalimentare di settembre.
Per quanto riguarda le distanze tra coltivazioni transgeniche e tradizionali, il comitato ha ridotto la distanza minima inizialmente prevista nella prima bozza, portandola a 200 metri per il mais e a circa 50 metri per la soia.
Tali distanze, però, non saranno considerate vincoli assoluti. Infatti, per quanto riguarda il mais la fascia territoriale di sicurezza compresa tra il campo coltivato con metodo transgenico e le vicine aziende agricole potrebbe salire fino a 1.000 metri in caso di prossimità di coltivazioni biologiche, e scendere anche fino a zero quando ci si trovi dinanzi a file di sbarramento, in grado di assorbire senza contaminazione il polline delle culture transgeniche.
Dunque, il ministero ha, di fatto, messo a punto una sorta di sistema flessibile che necessiterà di valutazioni caso per caso sulla possibilità di coltivare ogm; le distanze indicate nel provvedimento sarebbero quindi orientative.
Sul tavolo del comitato resta, comunque, ancora un nodo da risolvere, legato all'utilizzo dei macchinari per la semina e la raccolta.
La bozza del provvedimento, attualmente, prevede l'obbligo di utilizzare macchinari dedicati esclusivamente alla semina e alla raccolta di transgenico e non utilizzabili per lavorare le colture tradizionali.
Di conseguenza, si aprirà un nuovo mercato di mezzi agricoli ogm-dedicati, che condizionerà la scelta delle aziende a investire in transgenico, limitando inizialmente tale investimento alle sole imprese medio-grandi, che hanno i mezzi economici necessari a sostenere la spesa.
Il provvedimento, infine, prevede un sistema di monitoraggio successivo sulla coesistenza e, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, non prevede nulla in merito alla disciplina delle aree confinanti tra regioni e regioni, su cui si attende un probabile provvedimento del ministero delle politiche agricole, concertato con le regioni.
Italia Oggi, 1 agosto 2005
Italia Oggi
lunedì 1 agosto 2005
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