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Gli israeliani si meritano questo governo. Lunga vita al nuovo governo.

Il nuovo governo si meriterà Israele, e Israele si meriterà questo nuovo governo. È un esecutivo autentico e rappresentativo, è la vera espressione dello spirito dei tempi e dei sentimenti più profondi della maggioranza degli israeliani. Sarà un governo vero, senza finzioni, senza trucchi e senza autogiustificazioni. Diamo il benvenuto al quarto governo di Benjamin Netanyahu. Non si esprimerà in modo altezzoso, né declamerà slogan vuoti. Non dirà niente sulla pace e sui diritti umani, né sui due stati o sui negoziati, né sul diritto internazionale, sulla giustizia o sull’uguaglianza. La verità sarà sbattuta in faccia agli israeliani e al mondo intero: la soluzione dei due stati è morta (non è mai nata), lo stato palestinese non vedrà la luce, il diritto internazionale non sarà applicato a Israele, l’occupazione continuerà a strisciare rapidamente verso l’annessione, l’annessione continuerà a strisciare rapidamente verso uno stato di apartheid, l’aggettivo «ebreo» sarà più importante di «democratico», nazionalismo e razzismo – già presenti da molto tempo – riceveranno il sigillo del governo.

Questa cosa non è cominciata con Netanyahu, né con il leader del partito di estrema destra Casa ebraica, Naftali Bennet, né con i suoi dirigenti più discussi, i parlamentari Ayelet Shaked ed Eli Ben-Dahan. Queste persone hanno solo impresso un’accelerazione alla situazione. E non dovremmo sorprenderci né indignarci, né dovremmo lamentarci di quanto la sorte sia stata amara. Questo è un governo di continuità, non un governo di cambiamento. È vero, alcuni esponenti del nuovo esecutivo sono più radicali dei loro predecessori, ma si tratta soprattutto di differenze retoriche. Persino l’incarico più discusso, quello di Shaked al ministero della giustizia, di cui si è parlato in tutto il mondo, è meno rivoluzionario di quello che sembra. Shaked è diretta e violenta, mentre Tzipi Livni, dell’Unione sionista, che ha occupato quel posto prima di lei, era delicata ed educata. Ma la ministra della giustizia Shaked non dovrà faticare per aprire delle brecce nella nostra democrazia: le brecce sono state già aperte molto tempo fa. Il miglior modo per comprendere la natura del regime di Israele è valutare come tratta i problemi dell’occupazione e dei crimini di guerra: le radici dell’apartheid sono già profonde, e i crimini di guerra continuano a non essere oggetto di indagini. Dal suo ufficio nel cuore della Gerusalemme occupata, Livni non ha reso Israele un posto più giusto. Certo, le idee di Shaked sono più nazionalistiche e la sua comprensione dell’essenza della democrazia è praticamente nulla. Inoltre molti in tutto il mondo sono rimasti sconvolti per la nomina a ministra della giustizia di una persona che ha condiviso in rete uno degli articoli più violenti mai scritti contro i palestinesi (firmato dal giornalista di destra Uri Elitzur, morto nel 2014). Ma non c’è spazio per queste ipocrisie. Elitzur aveva scritto quello che molti già pensano.

Neanche la nomina di un altro razzista, Eli Ben-Dahan, come viceministro della difesa e responsabile dell’amministrazione israeliana nei Territori occupati, dovrebbe provocare grandi sconvolgimenti. Ben-Dahan ha detto che «i palestinesi sono animali, non sono umani, non hanno ragione di vivere», ma queste frasi non riflettono forse il pensiero di molti israeliani? Ben-Dahan sarà la loro voce. È così che Israele ha trattato i palestinesi per quasi cinquant’anni, Ben-Dahan sta solo dicendo le cose senza giri di parole. Ora sarà responsabile dell’amministrazione dei Territori e tutto il sistema di gestione cosiddetta «umanitaria» andrà in frantumi. Ben-Dahan è l’uomo giusto al posto giusto e al momento giusto.

Una nomina eccellente. Naftali Bennett, che dice con orgoglio «ho ucciso masse di arabi» e li chiama «frammenti di granata nel culo», sarà ministro dell’istruzione. E chi in Israele non la pensa così? Yoav Galant, il generale dell’operazione Piombo fuso, l’uomo che ha trasgredito le restrizioni sulle nuove costruzioni, sarà ministro dei lavori pubblici. Non è una nomina adeguata? Uri Maklev, del partito Giudaismo unito della Torah, presiederà la commissione interministeriale per la scienza? Questo non riflette forse in modo corretto l’atteggiamento di alcuni israeliani verso la scienza? Basta piagnucolare. Forse il governo ombra di Israele può permettersi di essere più illuminato, ma non il suo vero governo. La scelta degli israeliani riflette le loro vere posizioni. Quindi lunga vita al nuovo governo. fonte: L'Internazionale n.1022 (18/05/2015)
L'Internazionale

lunedì 18 maggio 2015


 
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