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Angelo l’orango ferito per lasciare spazio alle piantagioni di olio di palma. La foto di Word Press. Fermiamo l’invasione del grasso tropicale. Firma la petizione.

Questa è la fotografia di Angelo, un orango maschio di 14 anni che aspetta di essere visitato nel centro di assistenza del SOCP (Programma di conservazione degli oranghi a Sumatra) in Indonesia. Lo hanno trovato in una piantagione di palma da olio con proiettili ad aria compressa nel corpo. La domanda mondiale di olio di palma utilizzato nel 90% dei prodotti da forno italiani, nei cosmetici e anche per biocarburanti è in crescita.

In Italia l’incremento delle importazioni di olio di palma nel 2014 è stato del 26%. Tutto ciò comporta il continuo abbattimento delle foreste pluviali dove vivono gli oranghi, per ricavare terreno agricolo destinato alle piantagioni di palma da olio. Il SOCP ha fino ad ora salvato 280 oranghi riuscendo a riportarne allo stato brado 200. Questa foto rientra nel gruppo di immagini scelte quest’anno da Word Press Photo, un’organizzazione indipendente senza fini di lucro, fondata ad Amsterdam nel 1955 per sostenere il fotogiornalismo. Ogni anno una giuria internazionale valuta migliaia di scatti e le foto selezionate entrano a fare parte di una mostra itinerante che tocca più di 100 città in 45 paesi visitata da oltre 2 milioni di persone.

In questi giorni la mostra si trova a Milano alla Galleria Sozzani in corso Garibaldi a Milano. L’ingresso è gratuito e la mostra resta aperta sino al 31 maggio 2015. Domenica 3 maggio il programma della Rai Report racconta la storia delle piantagioni e di come vengono distrutte le foreste pluviali dove abitano gli oranghi per piantare palme da olio destinato a finire nei nostri prodotti alimentari. Il Fatto Alimentare ha avviato una petizione su Change.org per contrastare l’invasione dell’olio di palma che ha raggiunto 118 mila firme. La petizione ha convinto molte catene di supermercati come Coop, Esselunga, Ikea, Ld Market a togliere o a ridurre la quantità di olio di palma nei prodotti. Per conoscere quali sono i prodotti senza olio di palma abbiamo redatto l’elenco completo dei biscotti, delle creme alla nocciola , di snack e grissini, e delle merendine che non contengono l’olio da palma. Firma anche tu la petizione (clicca https://www.change.org/p/stop-all-invasione-dell-olio-di-palma), abbiamo raggiunto 118 mila firme.


www.ilfattoalimentare.it

mercoledì 13 maggio 2015


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>