Contadino invisibile. Latte e illusioni derivate.
Dal primo aprile 2015 addio al regime delle quote latte . E allora? Se sara’ vero che "la produzione dell’Unione europea prevista in aumento dello 0,8 per cento nei primi due anni dall’abolizione del regime contingentato – come afferma l’on.le De Castro – è anche vero che con lo scenario mondiale che si andrà a delineare non ci attendiamo un impatto negativo sui prezzi" , allora non ci sono problemi, anzi, tutto gli allevatori faranno soldi. Sarà così?
Uno sguardo al passato. Nel 1984 , le quote latte (di produzione) a livello europeo vengono fissate ad un livello superiore del 10% del consumo di latte. In quel momento, anche se la giustificazione era basata su una crescita dei consumi interni, già si manifesta il sospetto che la sovrapproduzione sia a tutto vantaggio dell’industria lattiero-casearia che potrà deprimere i prezzi pagati alla stalla. Infatti tra 1989 ed 2006, il prezzo del latte alla stalla si riduce del 40 % (valori prezzi costanti, fonte UE). Un diverso riferimento temporale ci dice che tra il 1995 ed 2006 il reddito degli allevatori si e’ridotto di un terzo.
La liberalizzazione della produzione e del prezzo del latte segue un processo lungo. Nel 2003 la UE abbassa del 20% il valore del prezzo d’intervento e santifica lo sbarco del latte europeo sul mercato globale. Si continua con la decisione del 2009 di aumentare le quote latte nazionali, iniziativa salutata da ministri e organizzazioni professionali come un grande risultato positivo, in verità può essere vista come un ulteriore passo verso la deregulation del mercato del latte. Nel 2012 il “pacchetto latte” prepara la definitiva liberalizzazione e qualche giorno fa il commissario all’agricoltura europeo Phil Hogan esclama entusiasta; “il mercato mondiale e’ in crescita, dobbiamo aumentare la produzione”. Deve essere per questo che stanno costruendo delle fabbriche per fare il latte in polvere per l’export sia in Bretagna che in Irlanda.
Intanto in questo processo di deregolazione e liberalizzazione, si sono andate imponendo stalle sempre di più grande dimensione , con debiti sempre più grandi. La Danimarca ci ricorda che in 30 anni le stalle da latte sono passate da 33.000 a 3.000 ed oggi hanno il costo di produzione più alto d’Europa, ogni vacca ha sulle corna un debito medio di 20.000 euro. Di fatto sempre più stalle appartengono alle banche.
Tutti a ripetere che il mercato mondiale va alla grande e quella sarà la soluzione. Certo, però, che a guardare la crisi del Parmigiano Reggiano non c’é da stare allegri. Ne tanto meno a guardare i dati globali forniti dalla FAO.
“The FAO Dairy Price Index averaged 181.8 points in February (2015) , up 8 points (4.6 percent) from its January value – representing its first gain since February last year. Whole milk powder registered the strongest increase, followed by skimmed milk powder and butter; cheese quotations remained unchanged. Additionally, milk production in the European Union as a whole is being curbed to avoid over-quota levies,…”. (27 marzo 2015).
Ma, da febbraio 2014 a febbraio 2015 l’indice del prezzo mondiale del latte e ‘sceso da 280 circa a 181.8 punti!
Va bene il mercato del latte in polvere, ancora, ma per produrre latte in polvere non serve ne latte di qualità ne tanto meno pascolo, bastano stalle-fabbriche . Vale la pena di ricordare però che su questo mercato di materie prime indistinte e senza specifico valore l’Europa – e l’Italia – debbono affrontare paesi con condizione di produzione molto migliori (Nuova Zelanda, etc) che aumenteranno a loro volta le quantità prodotte. Indebitarsi per allargare la stalla sarà quindi un rischio molto alto. Né ci sarà utile continuare a battere i piedi per terra per reclamare la “qualità” dei nostri prodotti a marchio cercando una protezione formale (DOP) della loro italianità se il latte “nazionale” sarà prodotto in stalle identiche alle stalle-fabbrica “straniere”. Ci sarà quindi crisi e molti si precipiteranno a chiedere sostegni per gli allevatori indebitati. Quali allevatori perché “non tutto il latte è bianco allo stesso modo”
www.croceviaterra.it
lunedì 20 aprile 2015
|