INFEZIONE DI INFLUENZA AVIARIA NEGLI UMANI
Anche se il virus A dell'influenza aviara solitamente non infetta gli umani, dal 1997 si sono registrati svriati casi di infezioni umane. La magiior parte dei casi di infezione negli umani si pensa sia dovuta al contatto con pollame infetto o superfici contaminate. Comunque, c'è ancora molto da capire su come differenti sottotipi e ceppi virali di influenza aviaria possono contagiare gli uomini. Per esempio, non si sa come la differenza tra ceppi a bassa e alta patogenicità possano impattare sulla salute umana. Dei casi documentati di infezione aviaria negli umani, quelli causati da virus ad alta patogenicità sembrano essere più violenti.
A causa delle preoccupazioni per potenziali infezioni più estese nel genere umano, le autorità della salute pubblica eseguono uno stretto monitoraggio di malattie umane associate al virus dell'influenza aviaria. Da rilevare che le infezioni umane di influenza vaiaria registrate dal 97 non sono risultate essere causate da trasmissioni da uomo a uomo. Comunque, visto che i virus inluenzali hanno la capacità di mutare e possono facilmente espandersi tra le persone, è importante il monitoraggio delle infezioni umane e della trasmissione da uomo a uomo.
CASI DI INFEZIONE DI INFLUENZA AVIARIA NEGLI UMANI
I casi conclamati di virus di inluenza aviaria che hanno infettato l'uomo dal 1997 includono:
H5N1, Hong Kong, 1997: infezioni di influenza aviaria A (H5N1) vengono rilevate sia nel pollame che negli umani. Questo è stato il primo caso di virus che si è trasmesso direttamente dagli uccelli all'uomo. Durante questa epidemia, 18 persone sono state ricoverate e 6 di queste sono morte. Per controllare la propagazione del virus, le autorità hanno eliminato 1,5 millioni di polli per rimuovere la sorgente del virus. Gli scenziati hanno stabilito che il virus si è propagato principalmente dai polli agli umani, anche se sono stati notati rari casi di infezione da uomo a uomo.
H9N2, Cina e Hong Kong, 1999: infezioni di influenza aviaria A H9N2 sono confermati in due bambini. Entrambi sono stati ricoverati e non sono stati segnalati altri casi. Le prove hanno evidenziato che la sorgente dell'infezione era il pollame e la principale via di trasmissione è stata da uccello a uomo. Comunque la possibilità di una trasmissione da uomo a uomo non è stata rilevata. Diversi casi di infezione umana con H9N2 erano stati segnalati in cina nel 98-99.
H7N2, VIRGINIA, 2002: studiando una propagazione di H7N2 tra il pollame nell'area di produzione della Shenandoah Valley, una persona e risultata avere prove sierologiche di infezione con H7N2.
H5N1, Cina e Hong Kong, 2003: due casi di influenza A (H5N1) tra i membri di una famiglia di Hong Kong che aveva viaggiato in Cina. Una persona ricoverata, l'altra è morta. Come o dove queste persone sono state infettate non è stato chiarito. Un altro membro della famiglia è morto per problemi respiratori in Cina, ma non sono stati eseguiti test.
H7N7, Olanda, 2003: Gli olandesi hanno rilevato la propagazione dell'inlfuenza A H7N7 nel pollame di diverse fattorie. Più tardi sono state rilevate infezioni dello stesso virus nei maiali e negli uomini. In totale 89 persone sono state confermate essere infettate con il virus H7N7 associato alla epidemia del pollame. Questi casi ricadevano per lo più tra i lavoratori del settore. Tra questi sono stati segnalati 78 casi di congiuntivite , 5 casi di congiuntivite e sintomi inflkuenzali come tosse, febbre, e dolori muscolari; 2 casi di soli sintomi inluenzali e 4 caso sono stati classificati come "altro". C'è stato un decesso tra gli 89 casi segnalati, un veterinario che aveva visitato una delle fattorie infettate e che ha accusato una sindrome acuta da stress respiratorio con complicazioni dovute alla infezione con H7N7.
La maggioranza di questi casi sono risultati da un diretto contatto con pollame infetto;
comunque le autorità olandesi hanno dichiararto tre possibili casi di trasmissione da i lavorartori delle fattorie ai membri della famigli. Fino ad oggi non sono stati segnalati altri casi di infezione tra gli umani.
H9N2, Hong Kong,2003: infezione confermata in un bamnbino di Hong kong, il bambino è stato ricoverato ma poi dimesso.
H7N2, New York, 2003: Nel novembre 2003 un paziente con seri problemi respiratori e stato ricoverato in un ospedale di New York. Uno dei primi test di laboratorio ha evidenziato in vrus inlfuenzale di tipo A che si è pensato essere H1N1. I paziente è stato ricoverato e dimesso dopo poche settimane. Successivi tests di conferma condotti nel marzo 2004 hanno mostrato che il paziente era affetto dal virus dell'influenza aviaria H7N2. Uno studio per capire l'origine dell'infezione è ancora in atto.
H5N1: Tailandia e Vietnam, 2004: nel gennaio 2003, il propagarsi del virus A (H5N1) altamente patogenico in Asia e stato riportato dal WHO. Dal 30 dicembre 2003 al 17 marzo 2004, 12 casi di infezione con il virus A (H5N1) sono stati registrati in tailandia, 23 in Vietnam con 23 morti. Visitare www.cdc.gov/flu/avian/outbreaks/asia.htm, www.oie.int, e www.who.int/en per maggiori informazioni
H7N3: Canada, 2004: nel febbraio 2004 infezioni umane di H7N3 di lavoaratori di pollame sono associate ad epidemie dello stesso virus tra i polli.
I sintomi associati ad H7N3 consistono in infezioni agli occhi
H5N1: Tailandia e Vietnam, 2004 e 2005: A partire da giugno 2004, vengono riportati nuovi casi di infezioni letali con H5N1 tra i polli in molte regioni dell'Asia. Le nuove infezioni nei polli vengono seguite da sporadici casi riporatati di infezioni di H5N1 negli umani in tailandia e in Vietnam a partire dal 2004 e che continuano nel 2005. Di particolare interesse è un caso isolato di possibile trasmissione da uomo a uomo registrato in Tailandia nel settembre 2005.
Visitare www.cdc.gov/flu/avian/outbreaks/asia.htm, www.oie.int, e www.who.int/en per maggiori informazioni.
SINTOMI DELL'INFLUENZA AVIARIA NELL'UOMO
I sintomi registrati di unfluenza aviaria nell'uomo vanno dai tipici sintomi influenzali (febbre, tosse, mal di gola e dolori muscolari) alle infezioni degli occhi (congiuntivite), polmonite, stress acuto respiratorio, polmonite virale e altre gravi complicazioni minacciose per la salute.
AGENTI ANTIVIRALI PER L'INFLUENZA
Quattro differenti farmaci antivirali (amantadina, rimanatadina, oseltamivir e zanamivir) sono stati approvati dall' U.S.F.D.A. per il trattamento e la profilassi dell'influenza. Tutti e quattro hanno caratteristiche contro i virus influenzali di tipo A. Comunque, qualche volta i ceppi influenzali possono diventare resistenti a queste droghe, e quindi questi farmaci non sempre sono efficaci.
Per esmpio, analisi svolte sui campioni di virus H5N1 isolati nel 2004 da polli e umani in Asia, hanno mostrato che i virus erano resistenti a due dei farmaci (amantadina e rimantadina). Il monitoraggio di virus aviari per la resistenza agli antivirali è ancora in corso.
TRASMISSONE DEL VIRUS DELL'INFLUENZA A DA ANIMALI A PERSONE
Il virus dell'influenza A si trova in molte specie di animali, tra cui anatre, polli, maiali, balene, cavalli e foche. Comunque certi tipi di virus A sono specifici di alcune specie, ecceto per gli uccelli che sono portatori di tutti i ceppi influenzali di inluenza A. I ceppi che hano causato epidemie estese nelle persone sia in passat che nel periodo corrente sono H3N2, H2N2, H1N1 e H1N2. I ceppi H1N1 e H3N2 hanno causato focolai nei maiali, mentre i ceppi H7N7 e H3N8 hanno causato epidemie nei cavalli.
Virus influenzali A normalmente presenti in una specie qualche volta possono passare ad altre specie. Per esempio, fino al 1998, solo i virus H1N1 circolavano largamente tra i maiali. Ma a partire dal 98 ceppi di virus H3N2 sono passati dagli umani alle popolazioni di maiali e hanno causato pesanti disagi tra i suini.
I virus dell'influenza aviaria possono essere trasmessi agli umani in due modi:
Direttamente dagli uccelli o da un ambiente contaminato da questi
Attraverso ospiti intermedi come i maiali.
I virus dell'influenza aviaria hanno otto sequenze geniche distinte e separate tra di loro. Questo permette ai virus di differenti specie di combinarsi e creare un nuovo virus dell'influenza A se virus di due specie differenti infettano la stessa persona o lo stesso animale. Per esempio se un maiale è contagiato con un virus dell'influenza umana e con un virus dell'influenza aviaria contemporaneamente, i virus possono ricombinarsi e produrre un nuovo virus che ha la maggior parte dei geni del virus dell'influenza umana ma i geni per la emoagglutinina e/o per la neuroamminidasi del virus dell'influenza aviaria. Il nuovo virus risultante puà essere in grado di infettare gli umani e passare da persona a persona, ma contiene proteine di membrana (emoagglutinina e/o neuroamminidasi) che non sono mai state isolate da virus che infettano esseri umani ( e quindi non riconosciute dal sistema immunitario umano, ne da farmaci specifici n.d.T.).
Questi cambiamenti nei virus influenzali di tipo A sono conosciuti come "slittamento antigenico" (traduzione di "antigenic shift", termine che probabilmente rimarrà in inglese n.d.T.). Lo slittamento antigenico si ha quando un nuovo ceppo di virus influenzale A, per il quale le persone hanno bassissima o non hanno protezione immunitaria, infetta gli uomini.
Se questo nuovo virus causa malattia nelle persone e può essere tramesso facilmente da persona a persona, si ha una inluenza pandemica.
E' anche possibile che il processo di ricombinazione possa avvenire in un umano. Per esempio una persona può essere infettata con un virus influenzale aviario e un virus influenzale umano allo stesso tempo. Questi virus possono ricombinarsi per creare un nuovo virus che possiede il gene per l'emoagglutinina di tipo aviario e gli altri geni del tipo che infetta l'uomo.
Teoricamente, i virus A con una emoagglutinina contro la quale gli esseri umani hanno poca o non hanno immunità possono più facilmente dare origine ad una trasmissione da persona a persona e ad una influenza pandemica. Quindi valutazioni scrupolose di virus influenzali isolati da umani che sono infetti da influenza aviaria sono molto importanti per identificare le ricombinazioni se ve ne sono.
Mentre è inusuale per le persone essere infettate direttamente dagli animali, si sono riportati casi di sporadiche infezioni umane e focolai causati da certe tipologie di virus influenzale aviario A e di virus influenzale dei mailali. (Vedi Infezioni di influenza aviaria negli umani)
PANDEMIA: PROPAGAZIONE GLOBALE DELL'INFLUENZA
Un'influenza pandemica è una propagazione globale di una malattia che avviene quando un nuovo virus influenzale A appare o emerge nella popolazione umana, causando serie malattie, e quindi passa facilmente da persona a persona su scala mondiale. Le pandemie sono differenti dai focolai stagionali o "epidemie" di influenza. Le epidemie stagionali sono causate da ceppi inluenzali che sono già esistenti tra la popolazione, mentre i focolai pandemici sono causati da nuovi ceppi o da ceppi che non erano mai circolati tra la popolazione o che non che non circolavano da molto tempo. Le passate pandemie hanno portato ad alti livelli di malattia, morte, degrado sociale, e perdite economiche.
COMPARSA ("EMERGENZA") DI VIRUS INFLUENZALI PANDEMICI
Ci sono molti differenti ceppi di virus influenzali o "flu" virus. I ceppi differiscono in base a certe proteine nella superficie del virus (l'emoagglutinina o proteina "HA" e la neuroamminidasi o "NA" proteina).
I virus pandemici appaiono (o emergono) come risultato di un processo chiamato "slittamento antigenico", che causa un brusco o improvviso cambiamiento importante nei virus influenzali di tipo A. Questi cambiamenti danno come risultato nuovi ceppi influenzali di tipo A. La comparsa di un nuovo ceppo di virus influenzale di tipo A è il primo passo verso una pandemia, ma il nuovo virus deve passare facilmente da persona a persona per causare una pandemia. Una volta che il nuovo ceppo di virus influenzale emerge e prolifera, normalmente si stabilizza tra la popolazione e "circola" per molti anni come una epidemia stagionale di influenza. Il centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti d'America e l'Organizzazione mondiale della Sanità hanno estesi programmi di controllo per monitorare e intercettare attività influenzali nel mondo intero, inclusa la comparsa di un possibilie ceppo batterico.
INFLUENZE PANDEMICHE NEL 20° SECOLO
Nel 20° secolo, la comparsa di nuovi ceppi di virus influenzali di tipo A ha causato tre pandemie, ognuna delle quali è proliferata in tutto il mondo a un anno dalla sua scoperta.
1918-1919, influenza spagnola [A (H1N1)], ha causato il più alto numero conosciuto di morti influenzali: più di 500.000 persone sono morte negli Stati Uniti, e più di 50 millioni sono morte nel mondo intero. Molte persone morirono nei primi giorni dopo il contagio, mentre altre morirono più tardi per complicazioni. Circa la metà di quelli che morirono erano giovani adulti in salute. Influenza A (H1N1) circola ancora oggi dopo essere stato introdotto nuovamente nella popolazione umana nel 1970.
1957-58, influenza asiatica [ A (H2N2)], ha causato circa 70.000 morti negli Stati Uniti. Per prima isolata in Cina nel febbraio 1957, l'influenza asiatica è proliferata negli stati Uniti nel giugno 1957.
1968-69, influenza di Hong Kong [A (H3N2)], ha causato circa 34.000 morti negli Stati Uniti. Questo virus è stato isolato per primo a hong Kong nei primi mesi del 1968 ed è proliferato negli Stati Uniti più tardi nello stesso anno. Il virus dell' influenza di Hong Kong [A (H3N2)] circola ancora oggi.
Sia la pandemia del 1957-58 che quella del 1968-69 sono state causate da virus contenenti combinazioni di geni di virus influenzali umani con virus influenzali aviari. L'origine del virus del 1918-1919 non è ancora chiara.
GLI STADI DI UNA PANDEMIA
Il WHO ha sviluppato un piano per prepararsi a una influenza globale, che definisce gli stadi di sviluppo di una pandemia.
Queste fasi sono:
Periodo interpandemico
fase1: Non sono stati trovati nuovi ceppi di virus influenzale negli umani. Un ceppo di virus influenzale che ha causato l'infezione in umani può essere presente in animali. Se presente negli animali, il rischio di infezione umana o di malattia è considerato basso
fase2: Non sono stati trovati nuovi ceppi influenzali negli umani. Comunque un ceppo di virus influenzale animale che circola pone un sostanziale rischio di malattia umana.
Periodo di allerta pandemia
fase3:infezioni umane con un nuovo ceppo, ma non c'è passaggio da uomo a uomo, o al massimo rari esempi di difusione sa stretto contatto
fase4:piccoli focolai con limitate trasmissioni da uomo a uomo ma la diffusione è altamente localizzata, suggerendo che il virus non si è ancora adattato bene agli umani
fase5: larghi focolai ma la diffusione da uomo a uomo è ancora localizzata, suggerendo che il virus si sta adattando sempre megli all'uomo ma non è ancora totalmente trasmissibile
Periodo di pandemia
fase6: Pandemia: trasmissione elevata e sostenuta nella popolazione generale
note: La distinzione tra fase1 e fase2 è basata sul rischio di infezione umana o di malattia risultante da ceppi che circolano tra gli animali. La distinzine e basata su vari fattori e la loro relativa importanza in accordo con gli le attuali conoscenze scientifiche. I fattori possono includere patogenicità negli animali e negli umani, prove di infezione in animali domestici e in accasamenti o solo in natura, se il virus è enzotico o epizotico, geograficamente localizzato o diffuso e altri parametri scientifici.
La distinzione tra fase 3,4,5 è basata su un assestamento del rischio di pandemia. Devono essere considerati vari fattori e la loro relativa importanza in accordo con le conoscenze scientifiche attuali. I fattori possono includere valore di trasmissione, locazione geografica e diffusione, grvità della malattia presenza di geni da ceppi umani (se derivante da un ceppo animale) e/o altri parametri scientifici.
VACCINI PER PROYEGGERSI CONTRO L'INFLUENZA AVIARIA
Un vaccino probabilmente non sarà disponibile nelle prime fasi della pandemia. Quando si sta preparando un nuovo vaccino contro un virus influenzale, gli scienziati di tutto il mondo lavorano assieme per selezionare il ceppo virale che offrirà la migliore protezione contro quel virus, e quindi gli operatori usano il ceppo selezionato per produrre un vaccino. Una volta che un potenziale virus pandemico è identificato, occorrono dei mesi prima che un vaccino sia ampiamente disponibile. Se capita una pandemia influenzale, il governo degli Stati Uniti lavorerà con molti partners per definire le linee guida su come usare i primi vaccini.
FARMACI ANTIVIRALI PER PREVENIRE E TRATTARE L'INFLUENZA PANDEMICA
Quattro differenti farmaci antivirali (amantadina, rimanatadina, oseltamivir e zanamivir) sono stati approvati dall' U.S.F.D.A. per il trattamento e la profilassi dell'influenza. Tutti e quattro hanno caratteristiche contro i virus influenzali di tipo A. Comunque, qualche volta i ceppi influenzali possono diventare resistenti a queste droghe, e quindi questi farmaci non sempre sono efficaci.
Per esmpio, analisi svolte sui campioni di virus H5N1 isolati nel 2004 da polli e umani in Asia, hanno mostrato che i virus erano resistenti a due dei farmaci (amantadina e rimantadina). Il monitoraggio di virus aviari per la resistenza agli antivirali è ancora in corso.
PREPARANDOSI PER LA PROSSIMA PANDEMIA
Molti scienziati ritengono che è solo una questione di tempo prima che scoppi una influenza pandemica. La gravità della prossima pandemia non può essere predetta, ma studi modello suggeriscono che i suoi effetti negli stati uniti saranno molto gravi. In assenza di adeguate contromisure (vaccini e farmaci), è stato stimato che negli Stati Uniti una pandemia di medio livello possa causare dagli 89.000 a 207.000 morti e tra i 314.000 e i 734.000 ricoveri, dai 18 ai 42 milioni di visite mediche a domicilio e dai 20 ai 47 milioni di malati. Tra il 15 e il 35% della popolazione degli Stati Uniti potrebbe essere affetta da una influenza pandemica, e le conseguenza economiche potrebbero oscillare tra i 73.000 e i 166.000 milioni di dollari.
I recenti esempi di influenza aviaria a Hong Kong nel 1997, 1998 e 2002 e gli attuali focolai di influenza aviaria tra i polli in Asia, mostrano l'importanza di prepararsi ad una pandemia. L'ultima pandemia è avvenuta 36 anni fa.
Le influenze pandemiche differiscono dai caratteri per i quali i sistemi di sicurezza pubblici si stanno attrezzando:
La pandemia durerà di più che gli altri eventi minacciosi e può includere ondate di inluenza separate da mesi (nelle pandemie del 20° secolo, una seconda ondata di influenza e capitata dai 3 ai 12 mesi dopo la prima ondata).
I numeri dei lavoratori sanitari e dei primi soccorsi disponibili si ridurrà; essi saranno ad alto rischio di contagio attraverso l'esposizione in luoghi pericolosi, e alcuni dovranno interrompere i soccorsi a causa di contagi nei propi nuclei famigliari
Le risorse in alcune località possono essere limitate a causa dell'entità dell'influenza
A causa di queste differenze a dell'attesa grandezza di una influenza aviaria, è importante avere una completa pianificazione e un piano di emergenza per essere in grado di ridpondere prontamente ed adeguatamente. Per questa ragione l'U.S. Departement of Healt and Human Services supporta contro la pandemia influenzale le attività di sorveglianza ("determinazione"), sviluppo e produzione del vaccino, immaganizzamento di antivirali, ricerca, e piani di emergenza pubblica. In più un piano è gia stato annunciato pubblicamente nell'agosto 2004.
Per vedere il piano o avere maggiori informazioni visitare http://www.dhhs.gov/nvpo/pandemics/
VACCINI PER H5N1
Attualmente non ci sono vaccini per proteggere gli umani contro il virus H5N1 che si è visto in Asia. Comunque si stanno facendo sforzi per svilupparlo. Studi di ricerca sono cominciati nellì'aprile 2005.
Per informazioni visitare
National Institutes of Health Resources
. NIAID Initiates Trial of Experimental Avian Flu Vaccine
Information from the World Health Organization
. Availability of H5N1 Strains for Use in Vaccine Development
. Guidance on Sharing Influenza Viruses with Potential to Cause Human Pandemics
. Available evidence suggests no need to change the WHO recommended influenza A/H5N1
vaccine prototype strains, WHO statement from July 20 2005
I Virus influenzali che infettano gli uccelli sono chiamati virus inluenzali aviari. Solo virus influenzali di tipo A e tutti i suoi sottotipi conosciuti infettano gli uccelli. Comunque ci sono differrenze sostanziali tra i sottotipi di virus che infettano tipicamente sia gli uomini che gli uccelli. Tra i sottotipi di virus influenzale di tipo A ci sono anche differenti ceppi (descritti in "virus influenzali-tipi, sottotipi e ceppi)
I virus dell'influenza aviaria A H5 e H7 possono essere distinti come forme a "bassa patogenicità" e "alta patogenicità" sulle basi delle caratteristiche genetiche dei virus e il grado di malattia che causano nei polli; i virus influenzali H9 sono stati isolati solo nella forma a bassa patogenicità. Ognuno di questi tre virus influenzali A a bassa patogenicità (H5, H7 e H9) toricamente può essere accoppiato con una delle nove proteine neuroaminidasi di superficie; quindi ci sono potenzialmente nove differenti forme per ogni sottotipo (e.g. H5N1, H5N2, H5N3, H5N9).
Segue un informativa sui tre principali sottotipi di influenza aviaria A:
INFLUENZA A H5
· Potenzialmente nove differenti sottotipi
· Può essere altamente patogenico o a bassa patogenicità
· Infezioni con H5 sono state documentate tra gli uomini, causando qualche volta gravi malattie e morte
INFLUENZA A H7
· Potenzialmente nove differenti sottotipi
· Può essere altamente patogenico o a bassa patogenicità
· Infezioni di H7 negli uomini possono essere rare, ma possono capitare tra persone che hanno diretto contatto con uccelli infetti; i sintomi possono comprendere congiuntivite e/o sintomi respiratori
INFLUENZA A H9
potenzialmente nove differenti sottotipi
Documentato solo nelle forme a bassa patogenicità
Almeno tre infezioni con H9 in uomini sono sate confermate
VIRUS INFLUENZALE
TIPI SOTTOTIPI E CEPPI
Ci sono tre tipi di virus influenzali: A, B e C
INFLUENZA A
I virus influenzali di tipo A possono infettare persone, uccelli, maiali, foche, balene e altri animali, ma gli uccelli selvatici sono i naturali ospiti di questi virus. I virus influenzali di tipo A sono divisi in sottotipi a seconda delle due proteine di superficie (proteine o recettori di membrana n.d.T.). Queste proteine sono chiamate emoagglutinina (HA) e neuroaminidasi (NA). Ci sono 15 differenti HA sottotipi e 9 differenti NA sottotipi. Solo alcuni sottotipi di influenza A ( H1N1, H1N2, H3N2) sono attualmente in circolazione tra le persone. Altri sottotipi si trovano comunemente in altre specie animali. Per esempio, H7N7 e H3N8 causano malattie nei cavalli.
I sottotipi di virus influenzale A sono classificati in base alle loro HA e NA proteine di superficie. Per esempio, un virus H7N2 significa un sottotipo del virus influenzale A che ha una Proteina HA 7 e una NA 2.
INFLUENZA B
I virus dell'influenza B si trovano normalmente negli uomini. Diversamnete dai virus A, questi virus non sono classififcati in base ai sottotipi. Anche se i virus influenzali di tipo B possono causare epidemie negli umani, non possono causare pandemie.
INFLUENZA C
I virus influenzali di tipo C causano modeste malattie negli uomini e non causano nè epidemie nè pandemie.Questi virus non sono classificati in base ai sottotipi.
CEPPI
I virus influenza B e i sottotipi A sono ulteriolmente classificati in ceppi. Ci sono differenti ceppi di inlfuenza B o di sottotipi di influenza A. Nuovi ceppoi di virus influenzali compaiono e rimpiazzano quelli vecchi. Questo processo avviene attraverso un fenomeno noto come deriva genica.
Quando un nuovo ceppo influenzale appare, gli anticorpi che si sono formati dopo una infezione o una vaccinazione con vecchi ceppi non possono provvedere alla protezione contro quel nuovo ceppo. Quindi i vaccini influenzali sono aggiornati annualmente per rimanere al passo con i cambiamenti.
VIRUS INFLUENZALI UMANI CONTRO VIRUS INFLUENZALI AVIARI
Gli umani possono essere infettati con influenze di tipo A, B, C. Comunque l'unico sottotipo di virus A che normalmente infetta le persone sono l'influenza A sottotipi H1N1, H1N2, H3N2. Tra il 1957 e il 1968, anche il virus H2N2 è circolato tra le persone, ma attualmente no.
Solo i virus influenzali di tipo A infettano gli uccelli. Quelli selvatici sono gli ospiti naturali di tutti i sottotipi di virus A. Solitamente gli uccelli selvatici non si ammalano quando sono infettati con virus influenzale. Comunque i polli domestici come i tacchini e le galline possono ammalarsi gravemente e morire di influenza aviaria, e qualche virus aviario può causare gravi malattie e morti anche negli uccelli selvatici.
Bassa patogenicità contro Alta Patogenicità
I sottotipi H5 e H7 possono essere ulteriolmente classificati in inluenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) o a bassa patogenicità (LPAI). Questa distinzione è fatta sulle basi di caratteristiche genetiche dei virus. HPAI è attualmente associato ad alta mortalità nei polli. Non è certo com la distinzione tra alta e bassa patogenicità sia collegata ai rischi di malattia nelle persone. Virus HPAI possono uccidere tra il 90 e il 100% dei polli infetti, mentra LPAI causano perdite meno gravi o non causano malattie nei polli infetti.
Poichè i virus LPAI possono evolversi in virus HPAI, focolai di H5 e H7 LPAI sono strettamente monitorati dagli operatori veterinari.
COME CAMBIANO I VIRUS INFLUENZALI: DERIVA E SLITTAMENTO
I virus influenzali possono cambiare in due modi differenti
Uno è chiamato deriva antigenica, che avviene attraverso piccoli cambiamenti nei virus che continuano nel tempo. La deriva antigenica produce nuovi ceppi virali che possono non essere riconosciuti da anticorpi indirizzati contro i precedenti ceppi virali. Questo processo avviene in questo modo: una persona infetta con un particolare virus influenzale sviluppa anticorpi contro quel virus. Come appare un nuovo virus, gli anticorpi contro il vecchio virus non riconoscono più il nuovo, e comincia l'infezione con il nuovo virus.
Questa è una delle ragoini per cui le persone possono ammalarsi di influenza più di una volta. In qualche anno, uno o due dei tre ceppi virali nel vaccino influenzale sono aggiornati per adeguarsi ai cambiamenti nel virus influenzale che circola. Per questo ragione, le persone che vogliono essere immunizzate contro l'influenza hanno bisogno di una vaccinazione ogni anno.
L'altro tipo di cambiamento è chiamato "slittamento antigenico". E' un un brusco o improvviso cambiamiento importante nei virus influenzali A che da luogo ad un nuovo virus influenzale che può infettare gli umani e ha una emoagglutinina o una emoagglutinina e una neuroaminidasi proteina ricombinata che non era mai apparsa prima negli uomini da molti anni. Lo slittamento antigenico da origine ad un nuovo ceppo influenzale A. Se un nuovo ceppo influenzale A è introdotto nella popolazione umana, se la maggior parte della popolazione ha poca o non ha protezione contro il nuovo virus, e se il virus può espandersi facilmente da persona a persona, scoppia una pandemia.
I virus influenzali cambiano per deriva antigenica continuamente, ma lo slittamento antigenico capita solo occasionalmente. I virus inluenzali di tipo A vanno incontro ad entrambi i tipi di cambiamento; i virus inluenzali di tipo B cambiano solo con il più graduale processo della deriva antigenica.
AltrAgricoltura Nord Est
giovedì 20 ottobre 2005
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