RIFLESSIONI DI ZANOTELLI SUL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE.
Il settore prospera a livello economico, ma che dire del suo impegno
politico? Ma a cosa serve il commercio equo e solidale? A vender di più per
aiutare i poveri?
Il 21 settembre, con due lanci alle ore 5.01 e 5.13, l'agenzia di stampa
missionaria MISNA ha riprodotto il testo di una lettera aperta di p. Alex,
indirizzata al mondo del commercio equosolidale.
Eccola.
à che ama
ritrovarsi, far festa, danzare la vita. Ogni comunità dovrebbe essere una
comunità alternativa alla cultura dominante.
5. E il volontariato?
E’ sotto gli occhi di tutti la tendenza ad assumere impiegati in bottega a
scapito del volontariato. È chiaro che una volta che il volume commerciale
di una bottega cresce, si dovrà assumere personale per far fronte al lavoro.
Per questo l’assunzione di personale dovrebbe essere temuta entro precisi
limiti.
Guai a noi se perdiamo la dimensione del volontariato in bottega.
Il rischio è che alla fine ci guadagneremo sempre noi del nord a scapito dei
poveri ai quali daremo le briciole. Ho potuto toccare questo con mano con la
cooperativa Bega Kwa Bega di Korogocho.
6. L’Africa fanalino di coda
L’Africa sembra, purtroppo, essere all’ultimo posto nel CES. E’ una
constatazione questa che mi ferisce proprio perché l’Africa è il continente
oggi più disastrato.
Ma perché il CES sta investendo così poco in questo continente crocifisso?
Perché così pochi prodotti africani nelle nostre botteghe?
Lo so, per esperienza, che è più difficile lavorare con gli africani.
Ma oggi è proprio l’ora dell’Africa!
Quand’è che il CES deciderà di investire di più in Africa?
7. E il lavoro in rete?
Girando per l’Italia, ho trovato botteghe della stessa città che non si
parlano, che non collaborano e che non lavorano in rete!
Ma che razza di commercio equo e solidale è mai questo?
Come fanno botteghe della stessa città a guardarsi in cagnesco, rifiutandosi
per di più di partecipare alla rete cittadina?
Il CES è o non è uno strumento politico di resistenza al sistema?
E non dovrebbero le botteghe di una stessa città essere le promotrici di
reti locali che raccolgono tutte le realtà di resistenza al sistema?
8. Comunità locali autosufficienti
Il CES non è fine a se stesso, ma deve aiutare tutte le forze critiche
presenti sul territorio per far nascere quelle esperienze locali alternative
che permettano poi l’emergere di soluzioni economiche di più vasto raggio.
“L’elemento chiave di questa prospettiva - afferma il teologo tedesco U.
Duchrow nel suo libro Alternative al capitalismo globale – è di rendere le
comunità locali il più possibile autosufficienti e proteggerle dagli effetti
dannosi del mercato mondiale”.
Oggi non è più sufficiente fare resistenza, ma sarà sempre più compito del
CES creare spazi economici locali autosufficienti.
E’ fondamentale – afferma sempre Duchrow - “la creazione di spazi economici
locali con mercati locali che siano orientati al bisogno, sostenibili dal
versante ecologico e promuovano il lavoro”.
Il noto teologo tedesco Duchrow conclude: “Per questa evoluzione è molto
importante il decentramento dell’approvvigionamento energetico con energie
rinnovabili (sole, vento, acqua, …) e lo sviluppo dell’agricoltura biologica
preferibilmente nella forma della cooperativa dal produttore al consumatore.
Scrivo questa lettera dal Quartiere Sanità dove vivo, uno dei quartieri a
rischio di questa grande città di Napoli, il più grande complesso urbano d’
Italia e vero cuore del Sud.
Vorrei proprio ricordare anche alle botteghe del Nord di non dimenticarsi
del commercio equo e solidale del Sud . Le botteghe si sono infatti
propagate molto al Nord e al Centro, ma poco al Sud.
E questo per tante ragioni. Penso che sarebbe un bel gesto se le botteghe
del Nord dessero una mano alle botteghe del Sud per poter decollare. E’ così
brutto veder che c’è un Nord e un Sud anche nel CES!
Questa lettera che vi proviene dal cuore del Sud vuole essere un grido di
allarme, ma anche un inno di grazie per lo splendido lavoro che il CES ha
fatto in questi 20 anni.
Tutta l’Europa guarda con meraviglia alla nostra maniera di fare commercio
equo e solidale.
Non sciupiamo questa perla preziosa che ci è stata affidata, ma rendiamola
sempre più strumento efficace di resistenza.
Buon lavoro.
Sijambo Alex.
(Alex Zanotelli, via www.misna.org, 21 settembre).
Green Planet
mercoledì 28 settembre 2005
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