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Fast food, protesta mondiale.

Segnatevi questa data: 15 maggio 2014. Sarà ricordata per uno degli scioperi più grandi della storia, quello dei lavoratori del fast food (#FastFoodGlobal). Quando nel novembre del 2012, duecento lavoratori di alcuni fast food di New York hanno deciso che erano stufi di ricevere stipendi da fame e di essere sfruttati nel lavoro (ritmi massacranti, part-time obbligati, scarso rispetto delle regole di tutela dell’ambiente circostante) e hanno incrociato le braccia nessuno pensava che la protesta dilagasse fino a questo punto.

Gli appelli diffusi in questi giorni annunciavano manifestazioni e sit-in in oltre trena paesi di tutti i continenti e centocinquanta città, si sono sbagliati, le città sono state oltre duecento. Le principali proteste sono state organizzate negli Usa, da Oakland a Detroit, da Chicago a Los Angeles e, naturalmente, New York. La protesta globale ha riguardato multinazionali come Mc Donald’s e Burger King, solo per citare le più note.

Nei giorni scorsi si era svolto con successo il Primo meeting internazionale dei lavoratori dei fast food promosso da Iuf, il sindacato mondiale della filiera alimentare (che rappresenta circa 12 milioni di lavoratori in 126 paesi) in collaborazione con il sindacato statunitense Seiu.

In Italia, uno dei cinque paesi europei che aderisce alla mobilitazione, la Filcams Cgil ha ribadito il proprio impegno a dare visibilità a questa importante e storica campagna di lotta durante le iniziative del 16 maggio in occasione dello sciopero nazionale del turismo. In diverse città italiane – Roma, Milano, Torino, Firenze, Venezia, Bologna e tante altre -, le lavoratrici e i lavoratori dei fast food si uniranno alle proteste degli altri addetti del turismo dei pubblici esercizi.
www.comune-info.net

giovedì 15 maggio 2014


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>