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Cina: nuove regole sugli Ogm, per restare nel mercato globale. In Europa il dibattito è infuocato, ma le norme sono all`avanguardia.

Dopo l’Europa e gli Stati Uniti, anche la Cina introduce una legislazione sull’autorizzazione delle colture di Ogm. Segno di una crescente attenzione dei cittadini, e quindi del regime, alle loro istanze, ma anche di una presa d’atto: il mercato globale non è disposto ad ammettere alimenti di genetica incerta.

Quando si tratti di Ogm e agricoltura, in Europa siamo rassegnati a un interminabile dibattito tra due posizioni contrapposte. Come avviene, ancora una volta proprio in questi giorni, tra due ministri e due confederazioni agricole italiane. Ed è un peccato non si riesca ad approfondire ulteriori aspetti (vedi articolo) che pure meriterebbero alcune riflessioni. Il sistema di regole vigenti in Ue garantisce: 1) la valutazione scientifica dei rischi legati all’immissione nell’ambiente di materiale biologico oggetto di modifiche genetiche, 2) la valutazione scientifica sulla sicurezza delle diverse categorie di alimenti e mangimi che contengano ingredienti Ogm, 3) procedure centralizzate di autorizzazione, basate sulle valutazioni di cui sopra, cui partecipano le rappresentanze degli Stati membri e il Parlamento europeo (in fase di scrutinio), 4) tracciabilità di tutti i materiali Ogm e Ogm-derivati nell’intero corso della filiera (con dovere di conservare i documenti per 5 anni), 5) informazione obbligatoria ‘Ogm’ sulle etichette di alimenti e mangimi che contengano ingredienti Ogm o loro derivati.

Negli Stati Uniti la legislazione si ferma alle fasi di valutazione e autorizzazione di materiali e prodotti Ogm, senza comprendere norme su tracciabilità e informazione. La sensibilità dei consumatori nel frattempo è maturata, tanto che sono ora in corso alcune iniziative popolari, a livello federale e di singoli Stati, volte a introdurre l’obbligo di citazione in etichetta.

Il governo della Repubblica Popolare Cinese ha adottato un progetto di legge, il 21 febbraio 2012, che vieta la produzione e il commercio di alimenti con Ogm non preventivamente approvati. Oltre a prescrivere che ogni attività correlata a modifiche genetiche, comprese ricerche e sperimentazioni, sia sottoposta ad apposite autorizzazioni e controlli. Gli osservatori considerano questa misura come una risposta dello Stato alle polemiche che sono seguite all’approvazione di due sementi Ogm (riso e mais), nel 2008. A quanto pare infatti, i dubbi sollevati sulla sicurezza degli alimenti Ogm hanno avuto grande eco sulla stampa locale in questi anni. E le Ong attive per la tutela della salute e dell’ambiente hanno a loro volta inserito questo tema nelle priorità delle loro agende. (di Dario Dongo)
www.ilfattoalimentare.it

venerdì 8 novembre 2013


 
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