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CARNE, CONTRO LA CRISI ARRIVANO I GRUPPI D'ACQUISTO.

Pacchi famiglia di carne a marchio doc inviati in tutta Italia Un percorso di qualità è il sentiero su cui corre Tirrenia Carni srl, l’ azienda sanvincenzina attiva nel settore della macellazione dal 1967. Undici addetti e un fatturato di oltre 4 milioni di euro, che cresce anche grazie al canale dei gruppi di acquisto solidale.

«Si tratta di famiglie che scelgono di fare la spesa in modo congiunto - spiega Lorenza Masera titolare dell’impresa - e concepiscono in modo diverso sia il consumo che la distribuzione dei prodotti, puntando sulla tipicità e su criteri di scelta etici. Mettendosi insieme le famiglie riescono a raggiungere una massa critica sufficiente per ordinare direttamente da noi la carne che forniamo già suddivisa in pacchi famiglia da 2 a 5 Kg». Allo stabilimento Tirrenia Carni, arrivano ogni settimana dai 50 ai 60 bovini, provenienti da allevamenti di Livorno, Grosseto e Pisa. Qui, dopo la macellazione ha luogo il ciclo completo di preparazione delle carni, che finiscono poi sui banchi dei dettaglianti o nelle cucine dei ristoranti. Un impianto moderno, specializzato nella lavorazione del bovino, che con il riconoscimento del bollo CEE fa di Tirrenia Carni una delle aziende nel novero del 15% di macelli attivi in Italia che rispondono alla normativa europea per i requisiti igienico sanitari della struttura di macellazione. Un requisito di qualità che si affianca alla scelta di promuovere la tracciabilità delle carni, oltre alle linee di prodotti biologici e Igp, come la razza Chianina. «Due settori che rappresentano rispettivamente il 3% e il 10% sul totale dei capi macellati, limitati dalla variabile prezzo, che ne frena il consumo, soprattutto adesso che la crisi mucca pazza è alle spalle e si avverte il peso della recessione economica» sostiene Lorenza, al timone al fianco del padre Luigi, e non nasconde una punta di orgoglio per il suo essere donna in un settore tradizionalmente maschile. Un comparto la macellazione che negli ultimi cinque anni ha visto mutare radicalmente il modo di produrre per l’ agguerrita concorrenza delle carni di provenienza sudamericana, la “mucca pazza”, e i nuovi orientamenti della politica agricola comunitaria. «Facciamo anche la macellazione per conto terzi, e serviamo la grande distribuzione - spiega l’imprenditrice - ma non riusciamo a essere competitivi sul prezzo per l’incidenza dei costi di smaltimento degli scarti, la colonna vertebrale e le interiora dell’animale, in media superiori del 300% rispetto a quelli che si praticano nel Nord Italia, dove sono attivi diversi impianti di trattamento. Una voce di costo che oltretutto è decuplicata negli ultimi anni, perciò, stiamo puntando sull’ offerta di servizi aggiuntivi e sul valore della tracciabilità, che possono favorire sbocchi di sicuro interesse anche sui mercati esteri». Uno scenario in rapida evoluzione: nei primi mesi dell’anno sono sparite una trentina di stalle e altre potrebbero chiudere i battenti per mancanza di ricambio generazionale o per l’assottigliarsi dei guadagni. «Non si può non tenere conto di questi cambiamenti - conclude Lorenza Masera - e con la chiusura degli allevamenti si riducono la quantità di prodotto disponibile e la possibilità di nuovi sbocchi di mercato. La macellazione è un’attività particolare in cui fasi intermedie, come la commercializzazione del bestiame, sono sparite per ridurre i costi di produzione, ma la catena della macellazione è insostituibile». Il Tirreno, 27 luglio 2005


Green Planet

mercoledì 27 luglio 2005


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>