E' ora di reinstaurare l'odio di classe.
Romeo era un muratore provetto ma quattro anni fa per lui era iniziato il calvario: aveva
perso il lavoro da dipendente di una ditta edile, così aveva deciso di aprire una partita
Iva, di mettersi in proprio continuando a pagarsi i contributi da solo per arrivare alla
sudata pensione. Ma, dopo la riforma Fornero, Romeo si era visto spostare la linea del
traguardo a 67 anni e i 700 euro mensili da versare all’Inps diventavano via via un
incubo mostruoso. Del resto non poteva fare altrimenti se voleva vedersi riconosciuto il
fatidico Durc, l’altro spettro che non lo faceva più dormire, il documento unico di
regolarità contributiva, un certificato che consente di lavorare alla luce del sole. Se non
hai il Durc, l’unica strada percorribile diventa il lavoro nero.
Così Romeo aveva acceso
due mutui, presso una banca e una finanziaria, per un totale di 15 mila euro. Ma
lavorando in nero e con ditte sempre più spregiudicate non riceveva le paghe ormai da
10 mesi e la situazione era precipitata: (…) La pensione sociale della moglie e quella
del cognato, ex capofabbrica in un calzaturificio della zona, non bastavano a coprire
tutte le spese. E pchi giorni fa è arrivata la mazzata definitiva: una cartella esattoriale di
Equitalia che minacciava le ganasce alla povera vecchia loro >Fiat panda blu
parcheggiata in cortile. A quel punto i coniugi Dionisi si sono visti perduti, l’equilibrio si
è rotto. Anche l’automobile pignorata. L’onta della rovina economica dev’essere
sembrata insuperabile…(Fabrizio Caccia, Corriere della Sera del 6/4/2013).
Ho letto questo stralcio di un articolo riportato nel blog militant, l'ho letto ed ho pensato
a quello che scriveva Sanguineti poco prima di lasciarci rispetto alla necessità
che abbiamo di rimettere in piedi l'odio di classe. Le sue parole scritte nel 2007
sono una torcia accesa nel buio della crisi. Oggi l'odio di classe dello sfruttato
contro lo sfruttatore non è semplicemente una necessità politica quanto semmai
una necessità sociale. L'odio di classe oggi è necessario innanzitutto per
rimuovere il senso di colpa che il sistema dominante fa assumere allo sconfitto
sociale. Si può essere poveri e miseri, si può essere sconfitti e piegati, ma non si
può restare soli con la colpa sulle spalle. Lo Stato oggi è un avversario dei
proletari e lo diventerà sempre di più.
Come dimostra questo articolo la storia di
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questi pensionati, esodati, indebitati, è la storia di una composizione di classe mutata
velocemente nella crisi, è la storia di un welfare che non c'è più, di uno stato gabelliere
per le banche che è in grado di redistribuire solo sacrifici verso il basso. Nello stesso
giorno in cui ho letto questa notizia un pensionato di Palermo dopo ore di fila (dalle 5
del mattino) è morto per infarto mentre litigava con un altro per i posti di fila per
l'esenzione dal ticket. Disperazione, suicidi, guerra tra poveri. Storie come questa sono
il bollettino che questa crisi ci offre e diventano giorno dopo giorno notizie naturali,
come i morti sul lavoro. Se non c'è odio vuol dire che non si sente l'ingiustizia addosso,
vuol dire che si percepisce la crisi come un evento climatico. Un temporale infatti non si
odia perchè non è frutto di scelte umane. La crisi invece ha dei responsabili, le politiche
di austerity hanno dei mandanti, nella crisi c'è chi si ammazza per il senso di colpa e
chi si arricchisce nel privilegio. E' ora di dare nomi e cognomi a chi ha provocato tutto
questo. E' ora di reinstaurare l'odio di classe ... (di Francesco Piobbichi - 7.04.13)
"perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare. “Loro” sono i capitalisti, “noi”
siamo i proletari del mondo d’oggi: non più gli operai di Marx o i contadini di
Mao, ma «tutti coloro che lavorano per un capitalista, chi in qualche modo sta
dove c’è un capitalista che sfrutta il suo lavoro.
A me sta a cuore un punto. Vedo che oggi si rinuncia a parlare di proletariato.
Credo invece che non c’è nulla da vergognarsi a riproporre la questione. E’ il
segreto di pulcinella: il proletariato esiste. E’ un male che la coscienza di classe
sia lasciata alla destra mentre la sinistra via via si sproletarizza.
Bisogna invece restaurare l’odio di classe, perché loro ci odiano e noi dobbiamo
ricambiare. Loro fanno la lotta di classe, perché chi lavora non deve farla proprio
in una fase in cui la merce dell’uomo è la più deprezzata e svenduta in assoluto?
Recuperare la coscienza di una classe del proletariato di oggi, è essenziale.
E’ importante riaffermare l’esistenza del proletariato. Oggi i proletari sono pure
gli ingegneri, i laureati, i lavoratori precari, i pensionati. Poi c’è il
sottoproletariato, che ha problemi di sopravvivenza e al quale la destra propone
con successo un libro dei sogni".
Edoardo Sanguineti
www.controlacrisi.org
venerdì 7 giugno 2013
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