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Non comprare niente di nuovo:una filosofia anticonsumo praticabile?

L'Olanda è il paese europeo che in questo momento vede le realtà più avanzate nel design del riuso e nella progettazione alternativa di oggetti e stili di vita. Segnaliamo il sito Buy Nothing New (www.buynothingnew.nl/) “non comprare niente di nuovo”. Si tratta di una piattaforma di alternative per l'acquisto di nuovo. Perché? Perché è il momento di allontanarsi dalla società del 'butta via' in cui viviamo, rispondono gli organizzatori. La filosofia è semplice: Non comprare niente di nuovo, scopri quello che hai e quanto è bello e divertente.

Ma come si fa a non comprare? Buy Nothing New offre quattro direzioni: la prima è: Presta, Noleggia e Condividi. Molte cose che ci servono non ci servono per sempre, occupano posto e sono costose. Perché non noleggiarle o affittarle se le possediamo? Pensiamo a una lucidatrice per dare la cera a un pavimento. Ma quante volte all'anno la usiamo? Sei? Quattro? Vale la pena comprarla e trovarle posto nel ripostiglio? La seconda soluzione è: Dona e Scambia. Quante cose abbiamo che sono doppie o non utilizziamo più? Magari a qualcuno sono utili le bottiglie di vetro vuote che buttiamo, o magari qualcuno è disposto a scambiare una vecchia bicicletta con una lampada... La terza via è: Trasforma, Rinnova, Ripara. Qui il design del riuso comincia ad affacciarsi: a volte basta un rivestimento o una verniciatura con un prodotto ecologico per fare di vecchi mobili oggetti nuovi e divertenti. In molti casi una semplice riparazione riporta l'oggetto a funzionare come prima risparmiando denaro e danni all'ambiente.

L'ultimo suggerimento per non comprare cose nuove è l'usato e il vintage. In questo caso acquistiamo, sì, ma oggetti vecchi, di seconda mano, a volte preziosi come nel vintage, carichi di memoria e spesso di grande qualità. Il sito aggrega iniziative di vario tipo e organizza il Buy Nothing New Month, il Mese del Non Comprare Nuovo: la prima edizione è stata nel 2012, la prossima sarà nell'ottobre 2013.


www.ecoarea.eu

venerdì 7 giugno 2013


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>