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Brasile, indigeni invadono il parlamento: "Siamo contro l'invasione delle nostre terre" .

Sono centinaia gli indigeni che provengono da tutto il Brasile che la scorsa notte hanno occupato la sala del Congresso, con l'obiettivo di fare pressione per bloccare un pacchetto di riforme inteso a beneficio degli agricoltori che minacciano il modo in cui vivono. Raoni Kayapo, il capo della tribù si è presentato con il suo marchio di fabbrica formato dalla corona di piume color giallo. “Siamo contro l’invasione delle nostre terre - ha dichiarato - Siamo gli abitanti originari. L’uomo bianco ci sta costruendo intorno. Non ci piace questo. Vogliamo rispetto”.

Oriel Guarani Kaiowá, un altro capo tribù, ha detto: “Chiediamo che questi disegni di legge siano revocabili ha dichiarato - Dove siamo cresciuti è dove si trova lo spirito dei popoli indigeni, lo spirito di acqua, lo spirito della foresta. Non lasceremo queste terre”. I nativi brasiliani forzando l’entrata del Congresso sono riusciti ad invadere l’aula durante una seduta: alcuni onorevoli, poi, sono corsi verso le uscite.

I capi delle tribù hanno esortato le autorità anche ad accelerare la demarcazione delle terre ancestrali indigene. Mariton de Holanda, vicecoordinatore del Fronte del Congresso per la Difesa dei Popoli Indigeni, ha detto: “Attivare il controllo della definizione delle terre indigene con una proposta avanzata direttamente dal Congresso è pericoloso. Si tratta di un tentativo da parte delle lobby dell’agricoltura per eliminare l’autorità del potere esecutivo”. Gli indigeni sono meno dell’1% della popolazione brasiliana e occupano circa il 12% del territorio.


www.controlacrisi.org

giovedì 18 aprile 2013


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>