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Israele, Issawi in pericolo di vita. L'Anp scrive all'Ue: "Fate passi concreti".

Peggiorano le condizioni di salute del detenuto palestinese Samer al-Issawi, 32 anni, da 250 giorni in sciopero della fame. L'uomo, la cui protesta ha generato diverse manifestazioni di solidarieta' a livello locale e internazionale, riceve ora alcuni nutrienti per via endovenosa, ma continua a rifiutare il cibo. E il rallentamento del suo battito cardiaco fa si' che potrebbe morire da un momento all'altro, come denuncia il suo avvocato. L'autorità palestinese ha sollecitato l'Unione europea (Ue) a fare "passi immediati e concreti" per ottenere il suo rilascio.

"Il destino di Issawi viene seguito molto da vicino da milioni di palestinesi, arabi e sostenitori della giustizia in tutto il mondo - si legge nella missiva, riportata oggi dal Guardian - la situazione è potenzialmente esplosiva e qualsiasi cosa gli succeda porterà senza dubbio a una grave esplosione di violenza che renderebbe improbabile qualsiasi progresso del processo politico". La scorsa settimana Issawi ha invitato attivisti e intellettuali israeliani a mobilitarsi a suo favore. Il suo appello, lanciato su Facebook, è stato raccolto, tra gli altri, dagli scrittori Amos Oz e A.B. Yehoshua, che lo hanno invitato a mettere fine allo sciopero della fame: "Per favore, Samer Issawi, non aggiungere ulteriore disperazione alla disperazione già esistente. Concediti la speranza, così da rafforzare la speranza in tutti noi". In un articolo pubblicato il mese scorso sempre sul Guardian, Issawi ha scritto che lo sciopero della fame è "la mia ultima pietra da scagliare contro i tiranni e i carcerieri a dispetto dell'occupazione razzista che umilia il nostro popolo... Se muoio, sarà una vittoria; se mi libereranno, sarà una vittoria, perchè in entrambi i casi mi sono rifiutato di arrendermi all'occupazione israeliana, alla sua tirannia e arroganza". Oggi si celebra la 'Giornata del prigioniero', comemmorazione annuale dei detenuti palestinesi che attualmente sono 4.800. Le forze di sicurezza israeliane hanno alzato il livello di guardia per possibili proteste.

Tremila palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane hanno rifiutato la colazione nell'ambito delle 24 ore di sciopero della fame indetto nell’ambito delle celebrazioni. Le iniziative di protesta non si sono limitate alle prigioni israeliane: in Cisgiordania, 600 familiari dei carcerati hanno tenuto un sit-in a Piazza Arafat a Ramallah e un altro si e' tenuto a Nablus. Intanto, a Gaza centinaia di persone hanno preso parte a una marcia dal centro citta' fino agli uffici della Croce Rossa nella Striscia, mentre nel pomeriggio e' stato organizzato un raduno di protesta presso la Porta di Damasco a Gerusalemme Est. (Autore: fabrizio salvatori)


www.controlacrisi.org

giovedì 18 aprile 2013


 
News

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