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MANGIARE OGM NON FA DIFFERENZA? NON PROPRIO.

Ricercatori italiani hanno eseguito sui topi un esperimento analogo a quello «segreto» della Monsanto. E scoperto che...

Leggete QUI l'articolo originale su Panorama. Riproponiamo il testo qualora il link fosse stato rimosso o non funzionasse: Manuela Malatesta e Marco Biggiogera hanno ricevuto attenzione proprio quando non se lo aspettavano più. Ora che è scoppiato il caso del mais ogm prodotto dalla Monsanto, che secondo il dossier in possesso del quotidiano britannico The Independent provocherebbe strani effetti nei ratti, è tutto uno scatenarsi di telefonate, di giornalisti e non solo. Da Bruxelles è arrivata una telefonata che chiedeva cortesemente di vedere i risultati dei loro studi (pubblicati su riviste scientifiche dal 2002 fino al novembre scorso) sui topi nutriti con soia ogm. E loro ora sorridono «Pronto, soy Manuel Barroso, vorrei parlare subito con la dottoressa Malatesta» scherza al telefono Marco Biggiogera, fingendosi il presidente della Commissione europea. Tra l'Università di Pavia, dove lavora Biggiogera, e quella di Urbino, dove invece lavora Malatesta, da qualche anno i contatti sono intensi e lo scambio di visite regolare. Con pochi finanziamenti, ora del tutto cessati, e il supporto dell'Istituto zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche, questi ricercatori hanno pensato di condurre un semplice esperimento che, quando hanno cominciato cinque anni fa, pochissimi altri avevano fatto: nutrire topi con cibo normale e geneticamente modificato. Uno degli argomenti principali delle aziende produttrici, su cui si basa l'approvazione degli ogm per la coltivazione e il consumo, è quello della perfetta equivalenza: da un punto di vista nutrizionale non c'è alcuna differenza tra alimenti transgenici e non. I risultati degli esperimenti con i topi non sono però stati quelli che si ritenevano scontati. In alcuni organi, in particolare nel fegato, nel pancreas, nei testicoli degli animali, i ricercatori hanno notato «modificazioni», come le hanno chiamate loro. Cambiamenti visibili solo al microscopio elettronico, non alterazioni gravi, o segni di malattia, che tuttavia sorprendono e preoccupano, visto che in teoria non dovrebbero essere presenti. Gli studi di Pavia e Urbino sono diventati di colpo interessanti dopo lo scoop dell'Independent: il 22 maggio il giornale ha raccontato di un dossier confidenziale della Monsanto in cui si parla di anomalie significative nell'organismo di ratti nutriti con mais ogm Mon 863, in procinto di essere approvato in Europa. La partita che si gioca sugli ogm riguarda soprattutto lo scontro tra Stati Uniti, dove sono già da tempo sul mercato, e l'Europa, dove la loro introduzione sta incontrando una forte resistenza. Qualcuno interessato a far scoppiare il caso, e a sottolineare l'inadeguatezza dei controlli, forse ha passato il dossier al quotidiano proprio al momento giusto. Ma come giudicare le affermazioni e l'allarme nati dopo il caso? «Sicuramente preoccupanti. Che ci sia qualcosa di diverso quando gli animali mangiano mangime ogm o normale è vero. Quale possa essere l'impatto sulla salute umana non lo sappiamo» avverte Malatesta, che può giudicare dai suoi dati ma che, come il resto della comunità scientifica, non ha potuto prendere visione dei dati degli esperimenti delle aziende. «Oggi sono una quarantina i nostri topi nutriti con soia ogm e no, e hanno un anno e mezzo. Vogliamo arrivare a due anni, più o meno la vita media di un topo, e vedere se riscontriamo effetti del cibo sul loro invecchiamento» spiega Malatesta. Per ora non è emerso niente di strano nella salute degli animali. Ci sono però quelle modificazioni negli organi che i ricercatori non sanno ancora bene come interpretare. I topi nutriti con mangime contenente soia ogm per tre mesi presentavano alterazioni. «In quelli da due a cinque mesi di età abbiamo notato nelle cellule dei testicoli un calo della sintesi di rna, che di solito indica un rallentamento del metabolismo cellulare. Più avanti l'effetto scompare» spiega Biggiogera. Se la dieta con ogm viene sospesa, le modificazioni al fegato e al pancreas regrediscono in poco tempo, come illustrano i ricercatori in uno studio di prossima pubblicazione. Viceversa, basta nutrire per un mese topi allevati con mangimi normali con quelli addizionati di soia transgenica per vederle comparire. Che cosa significa tutto ciò? Difficile dirlo. Anni fa Arpad Pusztai, un ricercatore inglese, aveva fatto un esperimento analogo, nutrendo per alcuni mesi dei ratti con patate ogm. Prima che i suoi dati fossero pubblicati, aveva annunciato in un programma televisivo che i topi avevano sviluppato alterazioni al sistema immunitario, al cervello, al fegato e ai reni. La conseguenza per questa uscita pubblica, ha scritto l'Independent, fu drastica: la ricerca fu bloccata, il gruppo sciolto e i dati sequestrati. Pusztai stesso è stato costretto alla pensione. Da allora studi analoghi non sono stati più svolti. Un'ipotesi sul motivo di quelle modificazioni, almeno nel caso dei loro esperimenti, Malatesta e Biggiogera l'hanno. La maggior parte degli ogm sono stati creati inserendo uno o più geni che li rendano resistenti agli erbicidi. Sui campi di mais o di soia possono così essere tranquillamente spruzzati diserbanti: le erbacce muoiono, le colture no. Le modificazioni osservate, forse, non sono dovute tanto ai geni inseriti, qualcosa che sarebbe anche difficilmente spiegabile da un punto di vista biologico, ma ai residui di disinfestanti che rimangono nelle piante. Un indizio a favore di questa ipotesi? Uno studio danese ha evidenziato tracce di glifosato, l'erbicida usato sulla soia, nella farina e nel pane ottenuto da soia ogm. ----------- Vedi anche: MALFORMAZIONI NELLE CAVIE NUTRITE A OGM Rapporto riservato della Monsanto: alimentate con mais OGM hanno reni più piccoli e una diversa composizione del sangue. Giorgio Calabrese (European Food Safety Authority) "molto, molto preoccupato" 23/05/2005 MONSANTO: NON PREOCCUPANTI LE DIFFERENZE DI RENE E SANGUE DEI TOPI ALIMENTATI CON OGM "La nostra ricerca non mostra alcuna prova di pericoli nascosti nella tecnologia OGM" 24/05/2005 OGM: SCIENZA UE SOTTO ACCUSA L'Authority europea conosceva i rischi per la salute del mais Monsanto e diede il via libera 24/05/2005 DALL'EUROPA AL GIAPPONE, OGM FUORI CONTROLLO Studioso ungherese punta il dito sulla necessità di ulteriori studi sugli effetti delle coltivazioni Ogm e critica la riluttanza dell'industria biotech a collaborare con scienziati indipendenti. 25/05/2005 STUDIO ITALIANO CONDANNA LA SOIA OGM: LE CAVIE SI AMMALANO Una ricerca condotta dalle Università di Camerino e di Pavia su topi alimentati con soia ogm riscontra modificazioni al fegato, ai testicoli e al pancreas. 25/05/2005 CALABRESE: "MONSANTO CI DICA TUTTO QUELLO CHE SA" Il nutrizionista: «Monsanto ha fornito all'European food safety authority una ricerca incompleta sui rischi sanitari del mais OGM Mon863» 25/05/2005 QUANDO GLI OGM UCCIDONO (LE CAVIE). INTERROGAZIONE PARLAMENTARE Di Sodano, Tommaso, Malabarba, Martone e Togni 28/05/2005 MONSANTO DICE LA SUA SUL MAIS OGM "L'Efsa ha giudicato il nostro MON 863 sicuro per l'uomo, gli animali e l'ambiente". 31/05/2005 Panorama, 6 giugno 2005 Leggete QUI l'articolo originale su Panorama. Riproponiamo il testo qualora il link fosse stato rimosso o non funzionasse: Manuela Malatesta e Marco Biggiogera hanno ricevuto attenzione proprio quando non se lo aspettavano più. Ora che è scoppiato il caso del mais ogm prodotto dalla Monsanto, che secondo il dossier in possesso del quotidiano britannico The Independent provocherebbe strani effetti nei ratti, è tutto uno scatenarsi di telefonate, di giornalisti e non solo. Da Bruxelles è arrivata una telefonata che chiedeva cortesemente di vedere i risultati dei loro studi (pubblicati su riviste scientifiche dal 2002 fino al novembre scorso) sui topi nutriti con soia ogm. E loro ora sorridono «Pronto, soy Manuel Barroso, vorrei parlare subito con la dottoressa Malatesta» scherza al telefono Marco Biggiogera, fingendosi il presidente della Commissione europea. Tra l'Università di Pavia, dove lavora Biggiogera, e quella di Urbino, dove invece lavora Malatesta, da qualche anno i contatti sono intensi e lo scambio di visite regolare. Con pochi finanziamenti, ora del tutto cessati, e il supporto dell'Istituto zooprofilattico dell'Umbria e delle Marche, questi ricercatori hanno pensato di condurre un semplice esperimento che, quando hanno cominciato cinque anni fa, pochissimi altri avevano fatto: nutrire topi con cibo normale e geneticamente modificato. Uno degli argomenti principali delle aziende produttrici, su cui si basa l'approvazione degli ogm per la coltivazione e il consumo, è quello della perfetta equivalenza: da un punto di vista nutrizionale non c'è alcuna differenza tra alimenti transgenici e non. I risultati degli esperimenti con i topi non sono però stati quelli che si ritenevano scontati. In alcuni organi, in particolare nel fegato, nel pancreas, nei testicoli degli animali, i ricercatori hanno notato «modificazioni», come le hanno chiamate loro. Cambiamenti visibili solo al microscopio elettronico, non alterazioni gravi, o segni di malattia, che tuttavia sorprendono e preoccupano, visto che in teoria non dovrebbero essere presenti. Gli studi di Pavia e Urbino sono diventati di colpo interessanti dopo lo scoop dell'Independent: il 22 maggio il giornale ha raccontato di un dossier confidenziale della Monsanto in cui si parla di anomalie significative nell'organismo di ratti nutriti con mais ogm Mon 863, in procinto di essere approvato in Europa. La partita che si gioca sugli ogm riguarda soprattutto lo scontro tra Stati Uniti, dove sono già da tempo sul mercato, e l'Europa, dove la loro introduzione sta incontrando una forte resistenza. Qualcuno interessato a far scoppiare il caso, e a sottolineare l'inadeguatezza dei controlli, forse ha passato il dossier al quotidiano proprio al momento giusto. Ma come giudicare le affermazioni e l'allarme nati dopo il caso? «Sicuramente preoccupanti. Che ci sia qualcosa di diverso quando gli animali mangiano mangime ogm o normale è vero. Quale possa essere l'impatto sulla salute umana non lo sappiamo» avverte Malatesta, che può giudicare dai suoi dati ma che, come il resto della comunità scientifica, non ha potuto prendere visione dei dati degli esperimenti delle aziende. «Oggi sono una quarantina i nostri topi nutriti con soia ogm e no, e hanno un anno e mezzo. Vogliamo arrivare a due anni, più o meno la vita media di un topo, e vedere se riscontriamo effetti del cibo sul loro invecchiamento» spiega Malatesta. Per ora non è emerso niente di strano nella salute degli animali. Ci sono però quelle modificazioni negli organi che i ricercatori non sanno ancora bene come interpretare. I topi nutriti con mangime contenente soia ogm per tre mesi presentavano alterazioni. «In quelli da due a cinque mesi di età abbiamo notato nelle cellule dei testicoli un calo della sintesi di rna, che di solito indica un rallentamento del metabolismo cellulare. Più avanti l'effetto scompare» spiega Biggiogera. Se la dieta con ogm viene sospesa, le modificazioni al fegato e al pancreas regrediscono in poco tempo, come illustrano i ricercatori in uno studio di prossima pubblicazione. Viceversa, basta nutrire per un mese topi allevati con mangimi normali con quelli addizionati di soia transgenica per vederle comparire. Che cosa significa tutto ciò? Difficile dirlo. Anni fa Arpad Pusztai, un ricercatore inglese, aveva fatto un esperimento analogo, nutrendo per alcuni mesi dei ratti con patate ogm. Prima che i suoi dati fossero pubblicati, aveva annunciato in un programma televisivo che i topi avevano sviluppato alterazioni al sistema immunitario, al cervello, al fegato e ai reni. La conseguenza per questa uscita pubblica, ha scritto l'Independent, fu drastica: la ricerca fu bloccata, il gruppo sciolto e i dati sequestrati. Pusztai stesso è stato costretto alla pensione. Da allora studi analoghi non sono stati più svolti. Un'ipotesi sul motivo di quelle modificazioni, almeno nel caso dei loro esperimenti, Malatesta e Biggiogera l'hanno. La maggior parte degli ogm sono stati creati inserendo uno o più geni che li rendano resistenti agli erbicidi. Sui campi di mais o di soia possono così essere tranquillamente spruzzati diserbanti: le erbacce muoiono, le colture no. Le modificazioni osservate, forse, non sono dovute tanto ai geni inseriti, qualcosa che sarebbe anche difficilmente spiegabile da un punto di vista biologico, ma ai residui di disinfestanti che rimangono nelle piante. Un indizio a favore di questa ipotesi? Uno studio danese ha evidenziato tracce di glifosato, l'erbicida usato sulla soia, nella farina e nel pane ottenuto da soia ogm. ----------- Vedi anche: MALFORMAZIONI NELLE CAVIE NUTRITE A OGM Rapporto riservato della Monsanto: alimentate con mais OGM hanno reni più piccoli e una diversa composizione del sangue. Giorgio Calabrese (European Food Safety Authority) "molto, molto preoccupato" 23/05/2005 MONSANTO: NON PREOCCUPANTI LE DIFFERENZE DI RENE E SANGUE DEI TOPI ALIMENTATI CON OGM "La nostra ricerca non mostra alcuna prova di pericoli nascosti nella tecnologia OGM" 24/05/2005 OGM: SCIENZA UE SOTTO ACCUSA L'Authority europea conosceva i rischi per la salute del mais Monsanto e diede il via libera 24/05/2005 DALL'EUROPA AL GIAPPONE, OGM FUORI CONTROLLO Studioso ungherese punta il dito sulla necessità di ulteriori studi sugli effetti delle coltivazioni Ogm e critica la riluttanza dell'industria biotech a collaborare con scienziati indipendenti. 25/05/2005 STUDIO ITALIANO CONDANNA LA SOIA OGM: LE CAVIE SI AMMALANO Una ricerca condotta dalle Università di Camerino e di Pavia su topi alimentati con soia ogm riscontra modificazioni al fegato, ai testicoli e al pancreas. 25/05/2005 CALABRESE: "MONSANTO CI DICA TUTTO QUELLO CHE SA" Il nutrizionista: «Monsanto ha fornito all'European food safety authority una ricerca incompleta sui rischi sanitari del mais OGM Mon863» 25/05/2005 QUANDO GLI OGM UCCIDONO (LE CAVIE). INTERROGAZIONE PARLAMENTARE Di Sodano, Tommaso, Malabarba, Martone e Togni 28/05/2005 MONSANTO DICE LA SUA SUL MAIS OGM "L'Efsa ha giudicato il nostro MON 863 sicuro per l'uomo, gli animali e l'ambiente". 31/05/2005 Panorama, 6 giugno 2005


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mercoledì 6 luglio 2005


 
News

Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>



FPP2 GRATIS, ANNUNCIO DI BIDEN, COSA ASPETTA DRAGHI?
Il presidente USA Biden, raccogliendo la richiesta che da tempo avanza Bernie Sanders, ha annunciato che gli Stati Uniti forniranno mascherine ffp2 gratis ai cittadini. >>