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Interrogazione parlamentare in merito alla pericolosità del mais OGM Mon863.

Vi giriamo una interrogazione parlamentare fatta dal senatore Sodano al ministro Alemanno in merito alla pericolosità del mais ogm Mon863.

SODANO TOMMASO, MALABARBA, MARTONE, TOGNI - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso che: il giornale britannico "Indipendent" ha diffuso nei giorni scorsi i risultati di uno studio riservato condotto dalla multinazionale Monsanto sul mais geneticamente modificato, dal quale risulta che i topi-cavie alimentati con il mais denominato Mon863 sono affetti da evidenti danni sanitari e da menomazioni genetiche; la notizia è stata riportata dai principali quotidiani italiani ed europei; una sperimentazione effettuata dalle Università di Pavia e di Camerino confermerebbe il riscontro delle medesime anomalie nelle cavie sottoposte ai test; l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) avrebbe concesso l'autorizzazione alla commercializzazione del Mon863 considerandolo sicuro come quello tradizionale, dopo aver letto lo studio sulle malformazioni e considerando i dati forniti dalla Monsanto sufficienti al rilascio dell'autorizzazione, si chiede di sapere se rientri tra gli intendimenti del Ministro in indirizzo un intervento per: bloccare in sede UE le autorizzazioni all'importazione di OGM; revocare l'autorizzazione rilasciata dall'EFSA alla commercializzazione del Mon863; proporre di avviare un'indagine da parte della Commissione europea sull'operato dell'EFSA; rimuovere i dirigenti dell'EFSA che hanno concesso l'autorizzazione; fornire tutte le informazioni relative alla ricerca e sperimentazione degli OGM; garantire maggiore trasparenza sui documenti scientifici in base ai quali si richiede l'autorizzazione alla commercializzazione; applicare il principio di precauzione in riferimento ai prodotti e alle nuove tecnologie la cui sicurezza non sia stata ancora accertata; favorire e finanziare la ricerca indipendente al fine di garantire gli obiettivi di sicurezza per la salute dei cittadini e per la salvaguardia dell'ambiente. (4-08775)


Ansa

giovedì 26 maggio 2005


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>