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Dichiarazione finale del Forum dei Popoli in contrapposizione al G20 a Cannes.

Si è svolto a Niono, in alternativa al G20 di Cannes il Forum dei Popoli che hanno affrontato argomenti di reali e concreto interesse per tutti i popoli. di seguito La dichiarazione sottoscritta Noi, movimenti sociali provenienti da diverse aree rurali, urbane e suburbane, di otto regioni del Mali, dell'Africa occidentale, centrale, meridionale, settentrionale e meridionale, riuniti a Niono per la decima edizione del Forum dei Popoli dal 31 ottobre al 3 novembre 2011 Al termine delle deliberazioni sulla sovranità politica ed economica dei popoli, adottiamo la presente Dichiarazione -integrando le esigenze e le proposte alternative della dichiarazione del giorno della manifestazione 27 giugno 2010, dell'appello del Kolongo e dell'appello del Forum dei poveri. La presente dichiarazione è stata adottata in occasione dell'assemblea finale del Forum dei popoli a Niono il 3 novembre 2011.

Constatiamo che l'accaparramento delle terre agricole in Africa è un fattore di impoverimento e di fame, principalmente per i contadini che vivono di agricoltura di sussistenza in piccoli appezzamenti di terra. In Africa le superfici occupate nelle aree rurali sono in rapida crescita: 60 milioni di ettari di terre coltivabili sono state accaparrate da parte di investitori stranieri o nazionali, sulla base di contratti conclusi segretamente, senza consultazione e informazione preventiva della popolazione interessate. Gli investitori privati con l'appoggio dei governi africani rubano la terra per sfruttare freneticamente le risorse (acqua, petrolio, minerali ...) e per sviluppare colture destinate all'industria alimentare e biocarburanti. Queste politiche vìolano i diritti umani fondamentali e in particolare il diritto al cibo, quando più di un miliardo di persone soffrono la fame, tra cui più di 260 milioni in Africa. Degli 82 Paesi classificati dalle Nazioni Unite come "a basso reddito con deficit alimentare" (LIFDCs), 42 sono nell'Africa sub-sahariana. L'esodo rurale che ne consegue va ad incrementare la popolazione dei quartieri poveri e aggrava la crisi alimentare per tutte le popolazioni. Nelle aree peri-urbane ed urbane, sotto le mentite spoglie di urbanizzazione, le migliaia di persone installatesi qui per acquisita consuetudine vengono ingiustamente espropriate, cacciate e spesso imprigionate dal governo senza che vengano rispettate né una procedura legale, né i diritti (consuetudine, intermedi e finali). Prendiamo atto che il diritto all'autodeterminazione è ampiamente vilipeso nel mondo. Sotto il mantello umanitario e sotto l'egida della NATO, i governi occidentali continuano le guerre di conquista per mantenere il controllo sulla ricchezza dei Paesi africani, rendendosi responsabili della morte di migliaia di civili e colpevole della violazione dell'autodeterminazione dei popoli. Le eroiche lotte dei popoli dell'Africa, in particolare nel Maghreb, dimostrano la determinazione di questi ultimi a porre fine alle dittature e all'ingerenza neo-coloniale per costituire una democrazia reale al servizio dei cittadini.

Anche in Occidente, la gente si solleva far valere i propri diritti sociali. Il recente movimento degli indignodos dimostra che la resistenza all'oppressione del sistema capitalista non hanno confine. I Popoli oppressi costituiscono un solo popolo. Constatiamo che il debito è un problema che riguarda tutti i popoli del mondo e che fornisce un meccanismo per il saccheggio e l'appropriazione della ricchezza al servizio di una élite capitalista. Con la scusa del debito, in gran parte odioso e illegittimo, le banche private e le istituzioni finanziarie regionali e internazionali, grazie ai governi complici, impongono politiche neo-liberiste che vìolano i diritti delle persone e della natura, incrementando l'interesse finanziario di alcuni creditori. Le popolazioni del Sud, che conoscono da decenni la crisi del debito, sono ora solidali con le Nazioni occidentali. Costatiamo che i partenariati pubblico-privati imposti dal WTO, la Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, con la complicità dei governi, non sono altro che lo strumento della disposizione di fondi pubblici per finanziare la privatizzazione dei beni comuni (terra, acqua, foreste, aria) e dei servizi sociali (istruzione, salute, cultura, trasporti, informazione). Presentati come strategia politica del "dialogo, della collaborazione tra settore pubblico e privato", i partenariati pubblico-privati obbligano gli Stati ad assumere i debiti delle banche e delle imprese private. Constatiamo che le donne subiscono un'oppressione particolare, imposta dal sistema capitalistico, che è in sostanza è un sistema patriarcale. Le donne, che rappresentano oltre la metà dell'umanità, sono considerte un esercito di riserva a servizio del capitale. La libertà delle persone dipende dalla liberazione delle donne e dal loro accesso alla parità di diritto e di fatto. Constatiamo la negazione del diritto alla libera circolazione delle persone. Mentre merci e capitali circolano liberamente, le donne e gli uomini sono privati di questo diritto fondamentale. I confini, la politica migratoria, in particolare la Frontex, sono strumenti che lavorano per la divisione e la repressione dei popoli. Gli immigrati sono oggi senza diritti, sopravvivendo nella più estrema insicurezza, paura, violenza e rifiuto. Constatiamo la proliferazione delle armi. Nel momento in cui il sistema capitalista è sempre più in discussione in tutto il mondo, esso può essere mantenuto solo attraverso la guerra, la violenza e la repressione. I Popoli che cercano la libertà sono gli obiettivi maggiormente interessati. Inoltre, lo sviluppo del nucleare civile come quello militare minaccia tutta la vita. Constatiamo che i deficit costituzionali portano ad una dittatura politica ed economica del diritto. La maggior parte delle costituzioni, di interpretazioni o modifiche senza una partecipazione popolare, non rappresentano gli interessi dei popoli e sono strumenti di potere dispotico per mantenere o imporre decisioni che violino i diritti dei popoli. Constatiamo la mancanza di volontà e l'incapacità dei leader del G20 a trovare soluzioni alla crisi del capitalismo (crisi finanziaria, economica, sociale, migratoria ed ecologica). Il G20, gruppo illegittimo al servizio delle élite capitaliste, composto dai 20 Paesi più ricchi, non può pretendere di rispondere ai mali dei popoli del mondo, essendo parte in realtà del problema non la soluzione.

Al fine di promuovere alternative coerenti a servizio dei diritti umani fondamentali e dei diritti della natura, esigiamo: 1. L'espropriazione senza indennizzo dei grandi proprietari terrieri (sia interni che esteri) per una riforma agraria che permette ai contadini di disporre delle proprie risorse. L' Agricoltura contadina è la sola in grado di alimentare tutta l'umanità, preservando la biodiversità; 2. Il sostegno, attraverso politiche regionale, nazionale e internazionale, alla produzione alimentare e alla sovranità alimentare, compresa la tutela dei prodotti tipici contro i prodotti importati, la valorizzazione delle sementi contadine e delle pratiche agro-ecologiche, la garanzia per il contadino di prezzi stabili e remunerativi, la rivalutazione del lavoro e del sapere contadino. 3. Il fermo del saccheggio delle risorse naturali e della devastazione dell'ambiente. I popoli devono esigere il risarcimento per debito ecologico; 4. La considerazione del cambiamento climatico e dei suoi effetti sui popoli africani attraverso un impegno vincolante da parte degli Stati del Nord, responsabili del cambiamento climatico, ai prossimi negoziati a Durban e Rio +20; 5. L'abolizione della WTO e di tutti gli accordi di libero scambio (ACP, ...) e il rafforzamento delle iniziative di integrazione regionale per la solidarietà tra i popoli, escludendo tutti i progetti che cercano di mercificare il bene comune e l'accesso ai diritti fondamentali; 6. L'abolizione dei paradisi fiscali, del segreto bancario, e lo sviluppo dell'equità fiscale, la fine della privatizzazione del settore bancario imposto ai governi africani da parte delle istituzioni finanziarie internazionali; 7. L'abolizione delle istituzioni finanziarie (FMI e Banca mondiale) e la loro sostituzione con istituzioni democratiche a servire dei popoli; 8. La creazione di un fronte globale contro il debito, compresa l'istituzione di sistemi di controlli (sotto il controllo dei cittadini) del debito pubblico interno ed esterno al fine di ripudiare il debito odioso e illegittimo; 9. La fine dell'imperialismo e del neocolonialismo imposti per via diplomatica, economica o militare, e il rispetto per l'autodeterminazione; 10. La realizzazione di processi popolari volti a rivedere le costituzioni in vista di un'introduzione di misure e norme per garantire una vera democrazia sia dal punto di vista politico che economico; 11. L'arresto della fabbricazione di armi e l'abbandono del nucleare sia per fini civili che militari e la conversione di queste industrie in settori socialmente utili; 12. La solidarietà nella lotta delle donne per la loro liberazione e il raggiungimento della parità dei diritti e di fatto in tutti gli ambiti pubblici che privati della società; 13. L'arresto della criminalizzazione e della persecuzione dei migranti e la libera circolazione delle persone; Chiediamo a tutti i cittadini, alla società civile e ai movimenti sociali di mobilitarsi e di costruire delle convergenze di lotte per far emergere a livello locale, nazionale, internazionale un altro mondo, basato sulla condivisione delle ricchezze, la solidarietà e il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e della natura. Scritto a Niono, 3 Novembre 2011 Il Forum dei Popoli
Bioagricoltura Notizie

sabato 12 novembre 2011


 
News

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