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Emergenza umanitaria nel Corno d'Africa, ma in Etiopia si coltiva per produrre agro-carburanti anziché cibo.

L'emergenza umanitaria nel Corno d'Africa va avanti e la comunità internazionale si riunisce per elaborare un piano strategico per la risoluzione dell'emergenza a breve e lungo termine. Ma come denuncia l'ONG Survival International, i problema è aggravato, almeno in Etiopia, dalla vendita di terre coltivabili a multinazionali occidentali che le usano per produrre agro-carburanti.

Nella valle dell'Omo, una delle regioni più fertili dell'Etiopia, il governo ha ceduto oltre 250.000 ettari, fondamentali per l'approvvigionamento di acqua di più di 200.000 persone, ad aziende che coltivano la canna da zucchero e la palma da olio. Com' è noto questa tipologia di coltivazione risponde alla domanda dei Paesi sviluppati di carburante per le auto "verdi". Aziende occidentali, fra cui anche l'italiana la Fri-el Green Power, occupano migliaia di ettari. Per porre un argine a tale fenomeno, Survival Internationa ha lanciato una petizione per mobil itare l'opinione pubblica contro questa politica e contro la realizzazione di progetti dannosi per le popolazioni locali, che subiscono solamente le decisioni dei governi.

Ad aggravare ulteriormente la situazione potrebbe presto arrivare anche un progetto di diga idroelettrica sull'Omo. Cambiare il corso delle acque che permetteno agli autoctoni di praticare le loro attività tradizionali di sussistenza, potrebbe infatti innescare uno spostamento di massa verso zone più abitabili, ripetendo l'ennesima crisi umanitaria.


Bioagricoltura Notizie

lunedì 8 agosto 2011


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
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Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



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