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Ricco calendario di eventi per Nyéléni Europa: il Forum europeo per la Sovranità Alimentare, dal 16 al 21 agosto 201 in Austria .

Come annunciato, contadini, organizzazioni di agricoltori, associazioni di categoria, movimenti per la sovranità alimentare e cittadini del Vecchio Continente si sono dati appuntamento a Krems, in Austria, dal 16 al 19 agosto 2011 per dare vita al Forum Nyéléni Europa per la Sovranità Alimentare. Il Forum Nyéléni Europa sarà articolato in riunioni plenarie e gruppi di lavoro che consentiranno a tutti i partecipanti di dare il loro contributo. La discussione sarà focalizzata su tematiche emergenti inerenti il raggiungimento della sovranità alimentare sia dentro che fuori dall'Europa.

Queste le cinque aree tematiche sulle quali sarà articolato il dibattito: 1: I modelli di produzione (agro-ecologia, energia, clima, OGM, biodiversità). 2: Mercati /organizzazione di filiere alimentari (il dominio delle corporations nella filiera alimentare, i mercati locali, le norme fiscali e sanitarie appropriate per le piccole produzioni, la speculazione alimentare, l’agro-mafia, la solidarietà). 3: Condizioni di lavoro /aspetti sociali (i lavoratori agricoli e migranti, reddito, salute, accesso al cibo). 4: L'accesso alla terra e alle altre risorse (insediamento di giovani e relativo finanziame nto, acqua, semi). 5: Politiche pubbliche (PAC e sviluppo rurale, le politiche per la pesca, l'energia e il commercio, etc.). Ecco una rapida panoramica sul programma di Nyéléni Europa. Il Forum partirà il 16 agosto mattina con alcuni incontri 'organizzativi', come quelli dei giovani e delle donne che definiranno le loro modalità di partecipazione al Forum nonché i temi che proporranno all'ordine del giorno, per aprirsi ufficialmente con la Plenaria delle 19 in cui verranno presentati sia i molteplici significati di sovranità alimentare, che le modalità concrete attraverso le quali metterla in pratica. E a chiusura della Plenaria non mancheranno musica e cibo per festeggiare l'avvio del Forum insieme alla 'biodiversità' culturale. Il 17 agosto Nyéléni Europa si occuperà di presentare il Forum, in particolare struttura, organizzazione e processo decisionale, quindi passerà alla definizione dei principali ostacoli e delle principali opportunità sulla strada della Sovranit& agrave; Alimentare. Il pomeriggio, invece, sarà dedicato al lavoro nei diversi gruppi tematici. La giornata del 18 agosto proseguirà con la messa a punto di strategia volte alla realizzazione della sovranità alimentare da parte dei diversi gruppi di lavoro, che si confronteranno sul medesimo tema a fine pomeriggio. Il 19 agosto, invece, passerà tra 'visite rurali', ovvero le visite sul campo presso le locali aziende agricole che si sono distinte con buone pratiche di sovranità alimentare, il mercato delle idee e la programmazione culturale. Il 20 agosto si inizieranno a tirare le fila del Forum, valutando le proposte emerse dai vari gruppi di lavoro, definendo le priorità politico-strategiche delle diverse aree regionali e disegnando le proposte e l'agenda politica del Forum, nonché la dichiarazione finale adottati il giorno successivo in Plenaria. Domenica 21, in mattinata, infine, si svolgerà l'assemblea Plenaria per l'adozione della Dichiarazione finale del Forum e dell'Action agenda. Il Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (CISA) ha coordinato la delegazione italiana che parteciperà al Forum di Nyéleni Europa, il focal point del Forum per l'Italia è Luca Colombo, coordinatore della Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB). Per informazioni e adesioni scrivere a l.colombo@firab.it Per maggiori informazioni sul Forum di Nyéleni Europa scarica il press kit, o visita i siti www.nyelenieurope.net; www.cisaonline.org

-------------------------------------- Il Forum di Nyéléni Europa per la Sovranità Alimentare è alle porte. Dal 16 al 21 agosto si riuniranno a Krems in Austria circa 500 persone provenienti da tutta Europa per discutere e promuovere un’agenda positiva volta a garantire sostenibilità agricola e alimentare in Europa in un quadro solidale con il resto del mondo. Tra le diverse sessioni di discussione, una è dedicata ai modelli di produzione. Riportiamo di seguito alcuni stralci del documento preparato per incardinare la discussione durante le giornate del Forum. Come produrre cibo e a beneficio di chi? In tutta Europa, le persone si stanno organizzando dal basso per riprendere il controllo del loro cibo, dell'agricoltura e della pesca. Stiamo promuovendo e sostenendo sistemi alimentari locali e lo scambio di semi, rafforzando e aumentando la resilienza del nostro modello ecologico di fornitura di alimenti. Tu tto questo nel quadro della sovranità alimentare, rimettendo in relazione virtuosa il mondo rurale e urbano e le loro catene alimentari e ricostruendo alleanze tra piccoli produttori di cibo, artigiani, ricercatori, istituzioni e consumatori. Che cosa vogliamo? Cibo per la gente: le nostre pratiche ecologiche su piccola scala, che hanno la priorità di sfamare le persone a livello locale, minimizzano gli sprechi e le perdite di cibo e non creano i danni causati da sistemi di produzione industriale centrati su produzione, trasformazione e consumo di commodity. Queste pratiche sono resilienti e possono adattarsi e mitigare il cambiamento climatico. Noi insistiamo che il cibo e l'agricoltura devono essere tenute fuori dal mercato della CO2, dei servizi ecologici e della biodiversità. Noi difendiamo e sviluppiamo la nostra biodiversità agricola (di specie, colture, bestiame, pesci e altri organismi acquatici, impollinatori, predatori, microrganismi del suolo, ecc), e rispettiamo i diritti collettivi alla terra, all'acqua, alle sementi. Li difendiamo dalla mercificazione aggressiva della natura, del cibo e della conoscenza, rifiutando brevetti e altri controlli sulle f orme di vita. Dobbiamo lottare per difendere la moratoria europea sulle colture GM, contro la promozione di semi non riproducibili sul mercato e per prevenire leggi europee che limitino ulteriormente i nostri diritti a salvare, seminare, scambiare e vendere i semi. Dovremmo rafforzare i movimenti dei semi locali/rurali/contadini diversificandoli per sostenere la produzione locale di alimenti. Dovremmo rifiutare gli obiettivi europei vincolanti sui biocarburanti.

Sistemi alimentari locali: Dobbiamo accorciare le distanze tra i fornitori di prodotti alimentari e i consumatori attraverso il miglioramento delle filiere locali, i gruppi di acquisto biologici, la vendita diretta, ecc. Abbiamo bisogno di far avanzare l’agricoltura urbana e periurbana. Dobbiamo rivendicare un linguaggio alimentare appropriato ai nostri sistemi di produzione e consumo, enfatizzando il valore nutrizionale e la diversità dei diversi regimi dietetici che escludono la carne fornita dall’industria zootecnica. Dovremmo promuovere la produzione locale di proteine per l'allevamento del bestiame e rifiutare filiere che poggiano sul disboscamento dell'Amazzonia per la produzione di soia per il bestiame o sull'esaurimento degli stock ittici selvatici per nutrire pesci di allevamento. Le nostre pratiche richiedono politiche di gestione delle forniture alimentari al fine di garantire la necessaria disponibilità di cibo o ltre al binomio salari dignitosi & prezzi equi. Ciò richiama i governi a proteggere e regolamentare correttamente i mercati alimentari interni. Abbiamo bisogno che i quadri giuridici, quali la PAC, siano al servizio di queste pratiche. Ricerca partecipata: Siamo gli innovatori che hanno prodotto, socializzato e arricchito conoscenze e competenze. Noi riabilitiamo i semi locali e le razze zootecniche e ittiche per un clima che cambia. Chiediamo l’assunzione di responsabilità da parte dei ricercatori, sia nel settore pubblico che privato, eliminando il sostegno pubblico alla ricerca di nuove tecnologie per il sistema alimentare che potrebbero avere un impatto sull'ambiente (come OGM, nanotecnologie, biologia sintetica). La ricerca dovrebbe essere trasformata e deve divenire capace di utilizzare metodi partecipativi nelle aziende agricole e nelle comunità. Noi promuoveremo le nostre innovazioni attraverso mezzi di comunicazione appropriati a raggiungere i giusti destinatari ed elaboreremo programmi di formazione, educazione e informazione che la qualifichino e diffondano. - A cura di Luca Colombo (l.colombo@firab.it)
Bioagricoltura Notizie

lunedì 8 agosto 2011


 
News

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