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Pesche, non c’è crisi per le Saturnia.

Nel corso del secondo convegno nazionale sulla Pèsca Saturnia, che si è svolto venerdì 15 luglio a Montecosaro (MC), su iniziativa della Sezione di Centro-Est dell’Accademia dei Georgofili, è emerso che pure in un’annata di forte flessione nella vendita delle pesche, la Pèsca Saturnia, che ha trovato il suo habitatideale nelle Marche, nell’area compresa tra Montecosaro e Montegranaro, tiene bene la propria posizione sul mercato. I lavori sono stati coordinati da Roberto Della Casa, docente di marketing dei prodotti alimentari all’Università di Bologna, il quale ha sottolineato che “la Pèsca Saturnia è un prodotto di successo e di grandi potenzialità che si inserisce nel quadro di un processo di rinnovamento del patrimonio peschicolo italiano; però bisogna tenere sotto controllo la gestione di questo successo”.

Marco Eleuteri, direttore commerciale dell’Azienda Eleuteri, ha confrontato i dati statistici relativi alla produzione di Pèsca Saturnianelle Marche con quelli della Spagna, grande produttrice ed esportatrice di questo frutto. Il Prof. Natale Giuseppe Frega ha evidenziato le grandi potenzialità antiossidanti della Pèsca Saturnia, ricca di vitamina A ma anche di vitamina C, di provitamina A e di polifenoli, contenuti soprattutto nella buccia. Ha parlato poi delle sperimentazioni fatte per produrre da questo frutto altri prodotti di grande qualità come l’acquavite, il vino (a bassa gradazione alcolica), l’aceto, il succo, il distillato, il mosto (fermentato al naturale e con lieviti selezionati), il distillato della sola polpa e il distillato della sola buccia. E’ stata anche sperimentata la strada della liofilizzazione, con buonissimi risultati. Nella commercializzazione della Pèsca Saturnia sarà importante puntare sul packaginge sulla riconoscibilità del territorio di provenienza, con l’impiego di contenitori appositamente studiati.


Greenplanet.net

martedì 26 luglio 2011


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>