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Vota Sì ai referendum per fermare il nucleare e per l'acqua bene comune e scendi in piazza il 26 marzo

Non esistono centrali nucleari sicure. E l'EPR, il reattore che Berlusconi ha scelto per i 4 impianti italiani, non fa differenza. Quello che sta accadendo in Giappone potrebbe succedere in Italia, se il governo non farà davvero un passo indietro nella sua folle corsa all'atomo. Proprio per fermare il ritorno al nucleare presto saremo chiamati a esprimerci con un referendum che il governo ha deciso, in un maldestro tentativo di boicottaggio, di non accorpate alle amministrative e sul quale si sta abbattendo la censura. Le oltre 60 associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ denunciano “l’azione oscurantista del governo, dei fan dell’atomo e di molti mezzi d’informazione che, proprio mentre si pone al mondo la questione sulla sicurezza del nucleare, tengono sotto silenzio l’appuntamento referendario”.

Oltre che per fermare il nucleare dovremo esprimerci anche sui quesiti referendari per l'acqua bene comune. Raggiungere il quorum sarà la parte più difficile di questa sfida. Una sfida alla quale non possiamo mancare. Proprio per lanciare la consultazione su acqua e nucleare, migliaia di cittadini e decine di associazioni si sono date appuntamento il 26 marzo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica) per una grande manifestazione nazionale. L'AIAB scenderà in piazza il 26 marzo ed è importante che aderiscano e partecipino alla manifestazione anche tutti i nostri soci, simpatizzanti e sostenitori. Perché è in gioco il futuro di tutti e perché per convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare ai renferendum il prossimo giugno c'è bisogno di uno sforzo collettivo che ci veda coinvolti tutti, nessuno escluso.


Bioagricoltura Notizie

venerdì 18 marzo 2011


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>