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I moti per il pane chiedono democrazia, ma anche un ripensamento dei modelli agroalimentari-

Una trentina di Paesi nel mondo interessati da rivolte per il cibo durante la cosiddetta crisi alimentare del 2007/2008. Poi una breve calma, segnata però dalle crisi finanziarie ed economiche, anche queste di portata globale pur senza tumulti. Ora tornano a riempirsi le piazze di persone che invocano democrazia e alimenti a prezzi accessibili.

Pochi giorni fa la FAO è tornata a suonare l’allarme per una nuova accesa spirale dei prezzi dei generi alimentari che raggiunge i picchi dell’estate 2008 e ciò coincide con le grandi dimostrazioni popolari che infiammano il Maghreb e parte del mondo arabo. La mancanza di democrazia, la vetustà dei regimi, l’agenda economico-sociale dettata da istituzioni e sistemi finanziari esterni ai singoli paesi si sovrappongono alle difficoltà di sfamare adeguatamente le proprie famiglie. Molti di questi Paesi sono caratterizzati da un deficit della bilancia alimentare esponendoli a sempre più costose importazioni di derrate, in primis di frumento: l’Egitto ne è il primo importatore mondiale, con circa 10 milioni di tonnellate. Il Mozambico, dove nel settembre scorso si contarono 13 morti per la fiammata dei prezzi del pane, ne importa volumi decisamente inferiori che coprono però l’intero fabbisogno di una derrata che si è imposta recentemente nel costume alimentare di un Paese che non lo coltiva.

I moti per il pane chiedono democrazia politica ed economica. Andrebbero accompagnati da una riflessione sulle fondamenta dei sistemi agroalimentari, a meno che non si pensi di ricorrere alle brioches.


Bioagricoltura Notizie

venerdì 11 febbraio 2011


 
News

Raccolta delle olive in Cisgiordania: i coloni bruciano gli ulivi, picchiano la stampa americana, e a portare i ministri israeliani davanti a un giudice è ancora la società civile.
(Di Romano Dellamore / 17 Ottobre 2026) La raccolta delle olive in Cisgiordania è diventata la stagione della caccia. Ogni ottobre le famiglie palestinesi tornano sui propri terreni, e ogni ottobre i coloni le aspettano con pistole, bastoni, fionde e taniche di benzina. Quest’anno lo hanno fatto con una ferocia che supera tutti i numeri degli anni passati, e il 16 ottobre hanno aggiunto un dettaglio che dice molto su quanto si sentano intoccabili: hanno massacrato di calci una fotoreporter del Washington Post. Su Kratologos abbiamo già raccontato con molti articoli cosa succede in Cisgiordania, ne dobbiamo parlare per l’ennesima volta. Questa volta però conviene guardare l’oggetto stesso dell’attacco, l’ulivo, perché è lì che si capisce che cosa sta succedendo. >>



Nuova protesta degli agricoltori a Bruxelles, 250 trattori intorno alle sedi Ue. Roghi davanti all’Eurocamera: polizia usa idranti e lacrimogeni.
Circa 250 trattori hanno bloccano le strade principali del quartiere delle istituzioni Ue a Bruxelles chiamati a manifestare da Fugea, dalla Federazione dei Giovani Agricoltori (FJA), dalla Federazione Vallone dell’Agricoltura ( Fwa), dalla Rete di sostegno all’agricoltura contadina (RéSAP) e dal Coordinamento europeo. >>



Gates e Zuckerberg puntano sull'agricoltura: "Cibo vero solo per ricchi"
Altro che carne sintetica e dieta vegetale. I grandi imprenditori dei Big Data sembrano andare proprio nella direzione opposta. Mentre, infatti, la sostenibilità planetaria spinge le economie a orientarsi verso la produzione di cibo sintetico, loro investono su terreni agricoli e sulla produzione di carne tradizionale di altissima qualità. E naturalmente altissimi costi e ricavi. >>